Milan-Roma, le PAGELLE: Abraham l’unico a graffiare, Rui Patricio evita la goleada. Ibanez e Chiffi tasse salate da pagare

(K.Karimi – A.Papi) – La Roma cade a San Siro contro un Milan fortemente rimaneggiato. Ecco i voti e le pagelle assegnate al termine del match:

-Milan-

Maignan 7; Florenzi 6.5 (Conti s.v.), Kalulu 6.5, Gabbia 6, T. Hernandez 7; Tonali 8, Krunic 6.5 (Bakayoko 6); Messias 7, Diaz 6.5 (Maldini s.v.), Saelemaekers 6.5 (Leao 7); Giroud 6.5 (Ibrahimovic 6). All: Pioli 7.5

-Roma-

RUI PATRICIO 6,5 – Aveva iniziato la sua gara con un bel riflesso su Theo Hernandez. Tutto invalidato dal VAR che invece assegna un rigore indecente. Poco può fare sulle altre due reti subite, ma si prende gli applausi respingendo a tempo scaduto il penalty di Ibrahimovic.

MANCINI 5,5 – Discretamente attento, al contrario di altri compagni di reparto. Si innervosisce nel finale dopo alcune decisioni dubbie del sig. Chiffi, che non vede l’ora di espellerlo per fallo in area su Leao. Salterà la Juve.

SMALLING 6 – L’unica salvezza di una linea difensiva totalmente ballerina e bizzosa. Dominante sui palloni alti, si fa beffare solo dalla sponda di Ibra che lo anticipa a manda Leao in rete a campo aperto.

IBANEZ 4 – La sua verve combattiva è annullata totalmente da una qualità tecnica inesistente. I piedi non lo assistono, tanto da regalare al Milan la palla del 2-0 in maniera inconcepibile. Dormita assorta anche sulla ripartenza milanista del terzo gol. Indecenza.

KARSDORP 5 – Più che negativa, la sua prova è sciocca. Non incide sulla fascia, perdendo il duello con Theo Hernandez. Ma è grave come abbocchi alle provocazioni del terzino del Milan, facendosi cacciare nella ripresa. Dopo la sua uscita, la partita termina inevitabilmente.

MKHIATARYAN 5,5: – La sua partita procede a sprazzi. Alcune accelerazioni sembrano vederlo ispirato, altre fasi si eclissa del tutto. Va vicinissimo al 2-2 con un rasoiata da fuori dopo una corta respinta della difesa milanista, ma Maignan fa il fenomeno. Meglio nel secondo che nel primo tempo.

VERETOUT 5 – Riposizionato davanti alla difesa con un centrocampo a trazione anteriore non riesce ad incidere né a livello di qualità né sul piano dell’intensità. In questo momento sembra girargli tutto contro e ciò lo rende peggio di quello che realmente è.

PELLEGRINI 5,5 – La condizione dopo 39 giorni in infermeria non poteva essere ottimale e si è visto. Ce la mette tutta a livello di impegno ma manca sempre il guizzo sulla trequarti. Molti palloni gestiti in modo impreciso e una carenza nell’ultimo passaggio che non è da lui.

VINA 4,5 – Semplicemente inadeguato. Lento, impacciato, quasi improvvisato nel ruolo di terzino mancino di spinta. Messias si fa beffe di lui saltandolo in ogni modo. In fase d’attacco non è pervenuto. Più che di Spinazzola, sembra l’erede di José Angel.

ZANIOLO 5 – Non è piaciuto per atteggiamenti e scelte. Anche quando le cose sembravano girare bene per lui non è mai riuscito veramente ad incidere. Sbaglia un gol piuttosto semplice nella prima frazione, perfettamente imbeccato da Abraham. Finisce per innervosirsi, rischiando il rosso ed eclissandosi nel ruolo di mezzala nel finale. Deve e può fare di più.

ABRAHAM 6 – Uno dei pochissimi a salvarsi grazie al gol e non solo. Il rigore fischiatogli contro è si ingenuo da parte sua (il movimento scomposto del braccio) ma incomprensibile da parte di Chiffi. La sua carica tiene a galla la Roma per i 70’ che Mourinho gli concede. Dal momento della sua uscita la squadra non è più pericolosa.

I subentrati:

dal 72′ CRISTANTE 4 – Anche in una partita ormai segnata riesce ad essere disastroso. Un suo passaggio errato regala al Milan un altro rigore e l’espulsione di Mancini. Peggio di Nzonzi quando diede il là al gol di Cutrone in extremis.

dal 72′ EL SHAARAWY S.V. – Piazzato largo a sinistra, deve immediatamente reinventarsi terzino destro dopo il rosso a Karsdorp.

dal 72′ FELIX S.V. – Non pervenuto, se non per qualche tentativo di risalita.

dal 85′ PEREZ S.V. – Nemmeno mezzo pallone toccato.

MOURINHO – La gara l’aveva preparata in un modo ma si ritrova a doverne gestire completamente un’altra per due motivi: Chiffi e Ibanez. Questi due nomi fotografano i primi mesi dell’esperienza romana del portoghese. Errori arbitrali e obbrobri tecnici stanno compromettendo il lavoro dello “Special One”. Dover superare questi duplici ostacoli al momento non è possibile e lui lo sa bene. Se lo fa andar bene a denti stretti.

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