Operazione ‘Rinascimento’, il procuratore Ielo: “La Roma non c’entra nulla”

L’operazione ‘Rinascimento’ che ha portato stamattina all’arresto di 9 persone e altri 16 indagati sul progetto Stadio della Roma a Tor di Valle continua. Poco fa in conferenza stampa il procuratore Paolo Ielo ha fatto chiarezza su tale procedimento:

L’operazione intera nasce dalle indagini su Scarpellini e Marra. Gli indagati sono 16 e riguarda l’accusa di corruzione continua nel tempo della società di Luca Parnasi. L’A.S. Roma non c’entra nulla con il caso, il resto è corruzione sistematica e le indagini continueranno in questa direzione”.

GGR

Ore 12:35 In una riunione tra i media e il procuratore Ielo avvenuto nella sede della Procura di Roma, è emerso che la Società Roma non è minimamente coinvolta in questa vicenda. Gli indagati sono 16, a cui si contestano questi reati: associazione a delinquere, 2 reati di traffico di influenza, 4 di fatture false, 5 di corruzione e 2 finanziamenti illeciti. A Michele Civita viene contestato di aver ricevuto dal gruppo Parnasi una promessa di assunzione di suo figlio all’interno del gruppo; ad Adriano Palozzi di aver ricevuto 25mila euro di fatture false; a Luca Lanzaloneviene contestato di aver ricevuto promesse di circa 100mila euro per consulenze e aiuto nella ricerca di casa e studio. Sarebbe stato remunerato con incarichi orizzontali per un valore di circa 100mila euro e ricopriva ruolo di consulente di fatto del Comune sullo Stadio. A Paolo Ferrara, indagato, è stata promessa una parte relativa al restyling del lungomare di Ostia

In carcere:

Luca Parnasi, imprenditore
Luca Caporilli, collaboratore di Parnasi
Simone Contasta, collaboratore di Parnasi
Naboor Zaffiri, collaboratore di Parnasi
Gianluca Talone, collaboratore di Parnasi
Gianluca Mangosi, collaboratore di Parnasi

Ai domiciliari:

Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio Regionale di Forza Italia
Pier Michele Civita, ex assessore regionale del Pd
Luca Lanzalone, presidente Acea e consulente per M5S sullo stadio

Indagati:

Paolo Ferrara e Davide Bordoni

Il procuratore Ielo ha spiegato: “La corruzione continua nel tempo e nello spazio del gruppo Parnasi. La corruzione è sistemica. Il tutto nasce da indagine su Scarpellini-Marra. La parte forte della corruzione è il versante privato, ci sono contanti che girano e fatture inesistenti. C’è un nuovo tipo di tangente: l’assunzione di parenti o amici. La tangente è l’assunzione di un congiunto. Il metodo corruttivo si basava su un forte investimento sui politici, in parte lecito e in parte illecito, quindi non sono tutti i reati i finanziamenti fatti dal gruppo Parnasi. Si trattava di una corruzione sistemica, ma di basso livello. C’è stato il tentativo di esportazione del metodo, ci hanno provato anche a Milano ma l’assessore Maran ha rifiutato una casa che gli era stata offerta e ha detto che lì non si fa così. C’è stata anche una insensibilità sociale. Per esempio è emerso dalle intercettazioni che sul ponte dovevano essere omesse delle criticità sul traffico, derivanti dalla costruzione del ponte. Lanzalone è stato remunerato da Parnasi con incarichi opacizzati. Era di fatto un funzionario del Comune di Roma, ma riceveva soldi anche da Parnasi. Tutta la corruzione inizia da quando arriva Lanzalone a preoccuparsi del progetto”.

12:05 – L’inchiesta sullo Stadio della Roma che oggi ha portato a 9 arresti e che vede 27 indagati potrebbe portare allo stop dell’intero progetto modificato.

Fonte: ansa

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