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Le PAGELLE di Roma-Fiorentina 1-1: Dybala illumina ed esce di scena. Zalewski ingenuo, Rapuano protagonista

(K.Karimi – A.Papi) – I voti e le pagelle di Roma-Fiorentina, posticipo della 15.a giornata di campionato:

RUI PATRICIO 7,5 – La partita che dimostra quanto il portoghese sia ancora un portiere affidabile ed importante. Sicuro, salvifico e persino miracoloso nell’assalto della Fiorentina alla caccia dei tre punti. La spizzata di Martinez Quarta è imparabile, i riflessi sullo stesso difensore e su Nzola davvero prodigiosi.

MANCINI 5,5 – Torna agli attimi di nervosismo esagerato, litigando con Martinez Quarta e Kouamé fin troppo. Tanto da distrarsi sul cross pennellato da sinistra che porta al pareggio dei viola. Forse troppo preoccupato della manovra e dei ribaltamenti ospiti, si vede poco anche in costruzione.

LLORENTE 7 – Si batte ancora una volta come un leone, dando il fritto contro Nzola e beccandosi gli applausi dell’Olimpico per un paio di recuperi ragguardevoli. Non sarà il miglior Smalling, ma ad oggi è impossibile rinuncire al suo senso della posizione.

NDICKA 5,5 – L’impressione è che quando il gioco si fa duro e le difficoltà di squadra comincino a farsi sentire, il franco-ivoriano tenda a nascondersi e ad andare nel pallone. Come nel finale, quando lascia Nico Gonzalez un paio di volte libero di fare ciò che vuole.

KRISTENSEN 6 – Non demerita con Biraghi e Ikone, andando anche ad affondare in qualche occasione finché la gara si mantiene in parità numerica. Nel finale è tutto sacrificio.

CRISTANTE 6 – Perde una palla sanguinosa nel primo tempo che poteva costare carissima, ma va anche rimarcato come la sostanza del centrocampo ruoti attorno alla sua presenza. Si deve improvvisare anche centravanti nel finale per tenere su la squadra con il gioco aereo. Brutto, sporco e cattivo.

PAREDES 5,5 – Tanti piccoli errori e un ritmo che non decolla mai con la palla in sua disponibilità. In fase di non possesso ha un limite di velocità che alla lunga si paga, specie contro certi avversari “di gamba”. Dopo diversi mesi dal suo ritorno si fatica a comprenderne la vera utilità.

PELLEGRINI 5 – Parte così così, finisce malissimo. Regge poco fisicamente e le idee sono tutt’altro che lucide. Purtroppo sarebbe servito molto di più, specie dopo l’uscita di Dybala. Tra Duncan e Arthur lo limitano nei movimenti e quando arriva sulla trequarti non accende mai la luce. La condizione precaria lo rende quasi inutile nella ripresa. (dal 85′ BOVE S.V. – Nel marasma generale si piazza sul centro-destra della mediana provando a limitare le scorribande di Biraghi. Non si nota se non in copertura).

ZALEWSKI 5 – Purtroppo paga una grave ingenuità per il secondo giallo, con un intervento evitabilissimo su Kayode. Rapuano ci mette abbondantemente del suo e lo manda negli spogliatoi. Peccato perché dal punto di vista tattico e tecnico non aveva demeritato per un’ora abbondante.

DYBALA 6,5 – Da una sua giocata geniale arriva il vantaggio della Roma. Assist di esterno sinistro per Lukaku e fantasia al potere. Purtroppo le noie fisiche lo limitano ancora una volta e privano la squadra del proprio faro. La differenza nella manovra con e senza di lui è talmente evidente da non lasciare dubbi sull’importanza della Joya. (dal 25′ AZMOUN 5,5 – Più caotico e burrascoso che mai, la lucidità stasera non è una qualità in suo possesso. Si arrende anche lui per un problema fisico, senza aver dato granché alle ripartenze giallorosse – dal 62′ EL SHAARAWY 6,5 – Entra per fare la seconda punta, finisce a giocare da terzino puro con la solita grande generosità. L’unico in grado di tentare qualche ripartenza, anche in 9 contro 11).

LUKAKU 6 – Il gol non lo fa mai mancare e dopo un piccolo digiuno di tre gare si ripresenta a suo modo. Lotta come può soprattutto dopo l’inferiorità, rimanendo per lo più isolato. Il suo rosso è davvero severo, specie dopo aver cacciato Zalewski in modo avventato. Più che Ranieri il problema è stato Rapuano.

ALL. MOURINHO – alla fine resistere in 9 contro 11 è un merito che può ascrivere a se stesso e alla squadra. Le designazioni lasciavano dei dubbi e il campo li ha fugati, ovviamente in senso negativo. Al di là di tutto, però, la Roma ha mostrato un atteggiamento troppo passivo dopo il vantaggio. La permanenza in campo per 84’ di Lorenzo Pellegrini è un’altra cosa da approfondire. Purtroppo rischia di diventare una grande occasione persa.

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