Roma, Pallotta fa piazza pulita. Ranieri: “Possibile il quarto posto”

James Pallotta

(M. De Santis) – Con una settimana d’anticipo sul rispetto della tradizione e sei mesi di ritardo su quello del «disgusto» a distanza presidenziale, la Roma all’americana produce la sua versione delle idi di marzo. Nel giorno della seconda incoronazione sul trono della panchina dell’imperatore Claudio Ranieri, ritornato dopo otto anni al capezzale della Mamma Roma calcistica ammalata, accompagnato dai fidi collaboratori Benetti e Cornacchia, con un contratto da 1 milione netto (più ricchi premi in caso di Champions) per il disturbo di 12 partite (83 mila euro e spicci a gara), si ufficializza la pugnalata, con l’arma della risoluzione contrattuale, dell’addio con almeno due anni d’anticipo del ds Monchi e saltano, sull’altare dei 39 infortuni muscolari stagionali, otto teste di membri dello staff tecnico, medico e fisioterapico.

Massara ds fino a giugno La purga pallottiana si compie tutta in giorno. All’indomani dell’esonero di Di Francesco sulla tratta aerea Porto-Trigoria, non certo un capolavoro per forma e galateo, si è materializzato anche l’annunciato distaccamento dal direttore sportivo, ormai separato in casa con Pallotta dallo scorso autunno. «Non ho ancora deciso il mio futuro», la confessione di Monchi, atteso a braccia aperte all’Arsenal da Emery, suo tecnico in tre Europa League alzate al Siviglia, una volta uscito da Trigoria. La sua scrivania, temporaneamente, sarà occupata da Frederic “Ricky” Massara, preziosa risorsa portata alla Roma dal sempre più rimpianto (anche a Boston) Walter Sabatini e già ds a tempo due stagioni fa. All’interno dell’area sportiva, ramo d’azienda affidato al Ceo Fienga, avrà più spazio anche il monumento Francesco Totti. Per il ds per l’estate, dopo qualche contatto con il rampante Campos del Lille, si vedrà: probabile che tra le regole d’ingaggio non scritte ci sarà ancora la convivenza con il superconsulente, neanche tanto ombra e sempre caro a Pallotta, Franco Baldini, causa indiretta delle separazioni con Sabatini e Monchi. Così come per l’allenatore dell’anno prossimo.

Parola magica e cerotti La variabile di ogni discorso futuro è il come la Roma arriverà a giugno. La parola magica, citata non proprio casualmente nei messaggi ufficiali di bentornato a Ranieri lanciati da Totti («Le mani esperte che ci servivano») e Pallotta («L’uomo giusto»), è sempre Champions League, autentico confine tra il bene e il male romanista. «C’è la possibilità di riacciuffare il quarto posto, chiedo solo ai giocatori di dare tutto e ai tifosi di sostenerci», le prime parole del secondo corso romanista del tecnico giramondo con la fama di “aggiustatore”. Etichetta perfetta per rimettere a posto i tanti cocci di una Roma che tra infortunati (Pellegrini, Under, De Rossi, Manolas, Pastore) e squalificati (Dzeko, Fazio e Kolarov) incrocerà lunedì l’Empoli con gli uomini, ma soprattutto i margini di errore in classifica, più che mai contati. 

Fonte: la stampa

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