Coppa Capitale

Di Francesco

(G.Buccheri – F.Manassero) Dentro al freddo pomeriggio dell’Olimpico romano c’è una coppa che vale. Roma e Toro, turnover e pochi calcoli perché vincere aiuta a creare la mentalità da grande (così la pensa Di Francesco) e perché una vittoria potrebbe regalare un’altra emozione derby e, soprattutto, scacciare i cattivi pensieri (questi gli umori in casa granata).

DOPO LA VITTORIA SULLA LAZIO – La Roma cambia, in ossequio all’abitudine del suo allenatore e per non perdere di vista il viaggio all’Allianz Stadium di sabato sera: dieci saranno i giocatori giallorossi diversi rispetto alla squadra che, al fischio d’inizio, ha sfidato il Cagliari nell’ultima fatica. Una rivoluzione in tutte le zone del campo, quella di Di Francesco. Ma l’atteggiamento non muta: squadra offensiva, Schick nel cuore dell’area avversaria e difesa stravolta, ma pur sempre di primo livello. Il Toro cambia, in ossequio alle esigenze dettate dal motore e dalla voglia di dare respiro a chi più impegnato, ora che si presenta un calendario da tre gare in pochi giorni. Là davanti, Belotti – che oggi compie 24 anni – è affaticato, ma dovrebbe esserci per dialogare un po’ con Niang, un po’ con il giovane Edera che all’Olimpico ha scritto la sua pagina più bella. I granata si ripresentano, infatti, nel luogo della tentata svolta: quel 3 a 1 alla Lazio dell’11 dicembre aveva fatto urlare alla sterzata della stagione prima della sconfitta con il Napoli, secca e senza appello. Berenguer, Rincon ed Edera, i bomber della sfida con i ragazzi di Simone Inzaghi, con l’ultimo della fila pronto a ripetersi in un appuntamento che non conosce appendici.

BELOTTI IN DUBBIO – Un ottavo di finale dal peso specifico invidiabile. Di Francescocerca conferme anche da chi ne segue il progetto un po’ meno dal centro: normale che sia proprio Schick l’osservato speciale, stasera senza Dzeko al fianco, ma con l’obbligo di non steccare in una posizione che dovrebbe sentire sua come ai tempi della Sampdoria. Mihajlovic non parla, ma riflette: contro la Lazio, il tecnico serbo ha rivisto il suo Toro, al netto delle capriole della Var. Poi, il Napoli e la nuova frenata: la classifica, in mezzo, resta molto ingolfata e, molte, sono le pretendenti alla volata per l’Europa League. Ecco perché viaggiare con il piede schiacciato sull’acceleratore in Coppa Italia potrebbe fare bene alla causa di un tecnico che non può più sbandare paurosamente per non mettere in discussione tutto. Coppa dove i granata non centrano i quarti dal 2008/09.

POSSIBILE DERBY – Roma e Toro. Ed una coppa che vale. Questa sera si definirà l’incrocio dalla parte del tabellone che mette in gioco anche la Juve: chi la spunterà dall’appuntamento romano potrebbe rivedere il bianconero. «Non ho mai visto la Juve snobbare una competizione: qualcosa vorrà pur dire no? Abituarsi alla vittoria serve per cambiare la propria testa», così Di Francesco. Rivincere all’Olimpico, invece, darebbe linfa ad una squadra che rimane ambiziosa, nonostante gli sbalzi di temperatura: linfa ed entusiasmo in vista della tappa di Natale a Ferrara contro la Spal. «Il Toro mi piace. Mi piacciono i giovani di Mihajlovic», ricorda il tecnico romanista. Dei giovani granata, in campo, ci sarà anche Lyanco, alla prova del nove, così come Milinkovic-Savic, fra i pali al posto di Sirigu, là dove gioca il fratello laziale e uomo mercato.

fonte: La Stampa

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