A Ponte Milvio ultrà laziali intonano cori antisemiti. Scontri, un poliziotto ferito

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(A. Marani) – La lezione di Anna Frank non è bastata. Così a due ore dal fischio d’inizio della stracittadina i tifosi laziali radunati a Ponte Milvio hanno esploso petardi, lanciato bottiglie e, soprattutto, intonato cori antisemiti. In serata, invece, un agente è rimasto ferito nel tentativo di separare alcuni supporter biancazzurri che discutevano in strada davanti alla sede degli Irriducibili, lo zoccolo duro del tifo laziale, in via Amulio, all’Appio-Tuscolano.
A Ponte Milvio, prima del match, non sono mancati i saluti romani. Quell’«ebreo giallorosso» è risuonato tra canti e sfottò; ripreso con gli smartphone ha poi fatto il giro del web. Come la foto delle figurine di Anna Frank con indosso la maglia della Roma, lasciate in Curva Sud durante Lazio-Cagliari e postate sui social tra l’indignazione generale. Un episodio per cui la Lazio è stata deferita al Tribunale federale nazionale e 13 suoi tifosi sono stati daspati. La vigilia del derby era apparsa subito tesa. Nella nottata entrambe le tifoserie erano state viste aggirarsi al Colle Oppio con caschi e bastoni, nella speranza di poter raggiungere il ponte conteso di via degli Annibaldi (quello dei manichini appesi) e sistemare striscioni. La presenza massiccia delle forze dell’ordine ha impedito ogni contatto. Ma ieri sera ad avere la peggio è stato il poliziotto trasportato in ospedale e medicato con alcuni punti di sutura alla testa: è stato colpito con una stampella usata per deambulare mentre cercava di placare gli animi. Via Amulio (ritrovo dei tifosi diffidati) fino a tarda sera era ancora blindata da decine di agenti del Reparto mobile, in attesa che i tifosi, asserragliati all’interno dei locali già sede di Forza Nuova, decidessero di uscire. In nottata un supporter è stato fermato e portato in commissariato. Infine, durante il deflusso degli spettatori dall’Olimpico, circa 200 laziali hanno lanciato sassi contro i carabinieri a Ponte Milvio, senza conseguenze. Scene tutte filmate e ora utili per identificare gli aggressori.

Fonte: il messaggero

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