L’EQUIPE Garcia: “Benatia rimarrà a Roma la prossima stagione. Nessun rimpianto per quest’anno: ora pensiamo alla Champions, servirà una rosa più ampia”

Rudi Garcia
Rudi Garcia

Il tecnico della Roma Rudi Garcia è stato intervistato dal principale giornale sportivo francese parlando della stagione vissuta sulla panchina giallorossa, del mercato e della prossima annata in cui affronterà la Champions League. Queste le parole dell’allenatore romanista:

Quando ha sentito di aver perso definitivamente la possibilità di vincere il campionato?

“Ho creduto al titolo fino alla vittoria della Juve a Sassuolo (quartultima di campionato). Però quando sei a tre partite dalla fine, con 8 punti dalla prima che gioca contro delle squadre che hanno obiettivi è impossibile continuare a crederci”.

Lei ha battuto molti record con la Roma in questa stagione, ma nonostante questo non siete diventati campioni. Ha un po’ di rammarico?

“Nessuno, il vero pericolo sarebbe essere delusi. Molti hanno ricordato come abbia caricato l’ambiente quando sono arrivato a inizio stagione. Se mi avessero detto che sarei riuscito a battere il record di punti della Roma in Serie A e ad ottenere le qualificazione diretta in Champions League non ci avrei creduto. Qui si dice “firmare con il sangue”: non ho nessun rimpianto. E’ un po’ come Cristiano Ronaldo che alla fine è riuscito a vincere il pallone d’oro contro Messi. Quest’anno i nostro rivali hanno battuto ogni record in Italia”.

La Juve è davvero irraggiungibile?

“No, ma noi abbiamo manifestato alcuni difetti importanti dopo la serie di 10 vittorie consecutive in avvio di stagione. La Juve ha fatto una stagione stratosferica, ma era una squadra in crescita, come ha ricordato il loro allenatore Conte”.

Tuttavia abbiamo visto la Juventus soffrire nelle fasi finali dell’Europa League contro il Lione. In Champions League non ha passato la fase a gironi. Quest’anno, le due milanesi non erano in lizza per il titolo. Senza sminuire la vostra stagione, il campionato italiano non è stato più facile quest’anno?

“Non credo. E’ stata una stagione in cui molte squadre lottavano per la qualificazione diretta in Champions League. Ci è stata concorrenza con la Juventus, il Napoli, la Fiorentina…è stato un campionato aperto”.

E poi ci sono i problemi della violenza negli stadi, come quanto è successo nella finale di Coppa Italia. Il calcio italiano è in crisi?

“La cosa che mi ha sorpreso in negativo quando sono arrivato qui sono gli stadi fatiscenti. Con uno sguardo neutro, rispetto a quello che ha rappresentato per me il calcio italiano, quando regnava in Europa, dico che serve effettivamente una vera riflessione a tutto campo. Il Portogallo ha raggiunto l’Italia nel ranking UEFA. In Europa, l’Italia deve far meglio. Per quanto riguarda la violenza, si devono prendere troppe precauzioni per garantire la sicurezze e questo non è normale”.

Per tornare al gioco, sono veri i luoghi comuni sul troppo tatticismo del calcio italiano?

“Sì, è molto tattico, ma la particolarità è che qui il 40% delle squadre che giocano e le altre sono indietro. La Juve ha fatto scuola. Tuttavia, è pur sempre un campionato difensivo”.

La prossima stagione affronterà la Champions League oltre al campionato e alla coppa nazionale. Cosa deve fare la Roma per vincere?

“Quest’anno a causa di alcuni infortuni abbiamo perso alcuni giocatori durante la stagione come Strootman, Totti, Gervinho, Destro, Balzaretti e altri ancora. Nella prossima stagione, con la Champions League, se non avremo una rosa più completa andremo a sbattere contro un muro. L’obiettivo è quello di non aumentare il monte ingaggi. Non avremo più bisogno di vendere”.

La Roma ha prolungato il contratto a Pjanic. Lei vorrebbe trattenere tutti i giocatori della rosa ma le grandi squadre d’Europa corteggiano Mehdi Benatia. 

“Il rinnovo di Miralem Pjanic è stato un grande segnale da parte della società. Va nella direzione del nostro pensiero: mantenere la nostra efficienza e rinforzare la qualità. Mehdi ha 4 anni di contratto con la Roma e non ha clausola rescissoria nel contratto. Giocherà con noi anche la prossima stagione”.

Riguardo ai rinforzi: si è parlato di un interessamento per Hugo Lloris del Tottenham.

“E’ un portiere fantastico. Però lo è anche Morgan De Sanctis e abbiamo anche un secondo come Lukasz Skorupski, ha 23 anni e ha davanti un futuro promettente. Per questo motivo non cerchiamo un giocatore in quel ruolo”.

Cosa conosce dell’Italia?

“Molto poco, spero di avere il tempo di vedere Napoli e Firenze”.

Hai avuto tempo per passeggiare per Roma?

“Sono andato a visitare il Vaticano e il Colosseo. Esco di meno rispetto a quando ero a Lille, ma alcuni amici romani mi stanno facendo conoscere la Roma meno ‘turisitica’. Ci sono posti in cui non si riesce a camminare per 10 metri senza che qualcuno ti chieda una foto o un autografo. Situazioni belle, ma anche difficili, perché non ne puoi goderne molto”.

Qual è il suo rapporto con la stampa italiana?

“Diciamo che bisogna essere concentrati. Dopo le partite è una maratona. Mentre il post-partita dura un quarto d’ora in Francia, qui dura un’ora e un quarto. In ordine, devi parlare con Sky Sport, Mediaset, Rai Tv, Radio Rai, Al Jazeera, più la conferenza stampa e la televisione del club. Sempre ripetendo le stesse cose. A un certo punto qualcuno riporterà qualcosa di sensazionale. Una sola parola può prendere proporzioni terribili.

E dopo le sue parole sulla mancanza di impegno del Livorno prima della partita contro la Juve?

“Si è fatta una grande polemica per quelle parole, ma il mio compito era fare di tutto per mettere pressione alla Juve, visto che la corsa scudetto era ancora aperta. Il Livorno aveva lasciato fuori i suoi migliori giocatori, come a voler dire che la partita era già persa. Risultato: sono retrocessi in Serie B. Ma non avevo detto nulla né sulla Juve ne sul loro allenatore”.

Se le polemiche sono state rare, è anche perché lei ha un po’ la “lingua di legno”

“Qui se non si risponde apertamente, non dicono fare lingua di legno ma fare 0-0! (ride) Ho fatto 0-0, è vero. Ma ho sempre cercato di dire ciò che pensavo”.

I risultati positivi hanno portato tranquillità con i tifosi e con i media?

“Sì, al momento sta andando tutto bene ma non mi faccio illusioni. Ho l’impressione di aver guadagnato un po’ di credito, ma è tutto molto fragile”.

Da quando è arrivato la scorsa estate, c’è un’immagine che l’ha colpita, che le è rimasta impressa?

“Sì, quando sono arrivato la squadra era contestata dai tifosi. A Trigoria c’erano le auto dei carabinieri e tanti striscioni ostili ai giocatori. Anche nel ritiro estivo. Mi ricordo tutto nonostante l’amore con cui ci hanno aiutato in questa stagione”.

Da poco ha incontrato nuovamente il presidente Pallotta. Le ha dato ulteriori garanzie insieme ai dirigenti?

“L’obiettivo è di non gonfiare il monte ingaggi. Non ne abbiamo i mezzi e con il fair play finanziario non si può sforare. Faremo di tutto per tenere testa a chiunque. Abbiamo avuto entrate per 80 milioni di euro ed uscite per 50 milioni. Normalmente, non avremmo bisogno di vendere”.

Trattenere l’attuale rosa è una delle condizioni per la sua permanenza?

“No, ma abbiamo i mezzi per continuare a sfidare la Juve e anche per fare bene in Champions. L’obiettivo della dirigenza è fare della Roma uno dei migliori club europei. Questo obiettivo non si raggiunge in un giorno, come Roma non è stata costruita in un giorno. Ma siamo nella giusta direzione”.

Avete parlato del suo rinnovo di contratto?

“Arriverà nella prossima stagione. La squadra passerà una settimana negli Usa per uno stage promozionale a Orlando. Ci sarà tutto il tempo per discutere quando saremo lì. Però non c’è urgenza, ho ancora un anno di contratto. Credo nel progetto del club e sto bene qui”.

Le strisce di vittorie e il secondo posto l’hanno fatta diventare uno degli allenatori più in voga dell’anno.

“E’ bello vedere il mio nome accostato a quello di grandi club, è il riconoscimento del mio lavoro. La Roma è una delle squadre più difficili da allenare in Italia però queste voci non cambiano nulla. Voglio restare qui”.

La Champions League, che lei aveva disputato brillantemente con il Lille, può dare una bella esposizione: è un obiettivo?

“Sì, ma sarà difficile arrivare ai quarti. Se supereremo il girone già sarebbe un risultato buono. Quando ho visto il Napoli che ha fatto 12 punti nella fase a gironi con Dortmund e Arsenal ho pensato sia davvero complicato”.

Crede che questo non sia stato il caso del Lille?

“Si, è stato un sogno giocare la Champions con la squadra che ha fatto il ‘double’ Scudetto-Coppa di Francia nel 2011. La mia non è una critica, perché la situazione economica del club era complicata”.

Le manca la Francia?

“Non troppo. Sono tornato a Parigi in occasione delle soste per le nazionali, a settembre, ottobre e novembre. Da allora non sono più tornato. Lo farò il mese prossimo, tornerò a Lille. Ho anche avuto offerte per lavorare a Parigi come commentatore televisivo per i Mondiali, ma non mi interessava”.

La sua opinione sulla stagione del Lille?

“E’ stata eccezionale, sono felice per il club e soprattutto per i tifosi. Non li dimentico, sono sempre stati fantastici con me. Alcuni di loro sono anche venuti all’Olimpico per vedere la Roma. La squadra non ha perso molto dopo la scorsa estate. Chedjou è stato ben sostituito da Kjaer. E soprattutto hanno Enyeama in porta, ma questa non è una sorpresa”.

Ma con lei non ha avuto molte chance…

“No, è vero, ma se fossi rimasto in questa stagione avrei puntato su di lui. E’ ciò che gli dissi. Il giorno in cui lo abbiamo ingaggiato per averlo come alternativa, in caso Landreau avesse avuto problemi, sapevo di aver fatto la scelta giusta. Sapevo che fosse un giocatore forte, forse anche troppo. Il ruolo del secondo non era per lui”.

Lo stile di gioco del suo successore, Rene Girard, è stato oggetto di alcune critiche. Lei che ne pensa?

“Ho seguito la vicenda e sono state critiche severe. Quando un allenatore ottiene dei risultati deve essere sostenuto. E’ vero, per cinque anni i tifosi si sono abiutati a vedere un gioco molto offensivo, ma non c’è un modo di vincere più nobile degli altri”.

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