CORRIERE DELLA SERA Lo scudetto 30 anni dopo. Alla fine è una festa amara

(G.Piacentini) – L’8 maggio del 1983 è un giorno storico per la Roma. Esattamente 30 anni fa, infatti, la formazione giallorossa festeggiava a Genova, allo stadioMarassi, il suo secondo scudetto, per molti tifosi quello più bello perché atteso per 41 anni. Prima della gara di ieri sera, la società giallorossa ha voluto festeggiare la ricorrenza, invitando allo stadio Olimpico una rappresentanza della squadra campione d’Italia: Sebino Nela, Paolo Faccini (autore a Cagliari del primo gol della stagione), Ubaldo Righetti, Odoacre Chierico e Franco Superchi hanno raccolto l’applauso dello stadio.«Gli anni ’80 la nostra storia, le vostre gesta trionfano ancora. Bentornati campioni», lo striscione esposto nel cuore della curva Sud. All’interno della tribuna MonteMario è stata invece allestita un’area dove è stata esposta la coppa dello scudetto consegnata dalla Lega calcio, circondata dalle magliette originali dei protagonisti. Fuori dall’area stampa, invece, una mostra fotografica con le immagini più significative di quella cavalcata trionfale: dall’abbraccio tra Ancelotti e Di Bartolomei dopo il gol del capitano contro l’Avellino all’Olimpico, al colpo di testa del bomber Pruzzo, che contro la sua ex squadra del Genoa regalò aritmeticamente lo scudetto alla formazione giallorossa. Unica nota stonata, l’assenza di molti protagonisti: assenti giustificati Falcao e Ancelotti per motivi logistici,Pruzzo, Conti e Tancredi hanno dato forfait per impegni personali mentre altri, come Maurizio Iorio, ci sono rimasti male per non essere stati invitati: la società, però, parla di un semplice malinteso.

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