GAZZETTA DELLO SPORT Tre gol e i fischi: fa tutto Osvaldo. E la Roma è quinta

Esultanza

(R. Palombo) – Si può segnare la prima tripletta in carriera e ritrovarsi a festeggiarla sotto un mare di fischi dei propri tifosi? Sì che si può. Succede a Osvaldo, pianeta Roma, ma sembra di essere su Marte. La vittima sacrificale del discontinuo, lunatico e contestato centravanti è il più brutto Siena della stagione. Il peggior passivo del campionato (4-0, c’è pure la firma di Lamela) coincide con l’affermazione più rotonda della Roma, che non si ritrovava da sola al 5˚ posto— buono per entrare in Europa senza il bisogno di passare per la vittoria in Coppa Italia— dal lontano 21 ottobre, ottava giornata. Per un curioso scherzo del calendario, Roma e Siena d’ora in avanti non saranno solo arbitre del proprio futuro, l’Europa per l’una e una salvezza fattasi problematica per l’altra, ma anche della corsa al terzo posto buono per i preliminari e i milioni della Champions: nelle ultime 4 giornate entrambe dovranno infatti affrontare Fiorentina e Milan.

Gemelli gol Il tre più uno di Osvaldo e Lamela proietta tutti e due a quota 15, quasi a sottolineare come la Roma sia con le sue 68 reti, incluse le tre a tavolino di Cagliari, la squadra più prolifica del campionato. Resta da chiedersi come una macchina da gol così irresistibile, e ieri costretta a fare a meno dello squalificato Destro, possa essersi inceppata appena una settimana fa in casa contro il retrocesso Pescara (1-1), complicando una classifica che con due punti in più sarebbe ora solidissima. Forse la risposta è racchiusa proprio in Osvaldo e Lamela: quando si accendono loro, la Roma va. Quando sono in blackout, e succede spesso, il solo Totti, che di suo acceso lo è sempre, non basta. D’altra parte, sapere fin d’ora che Osvaldo non farà parte della Roma che verrà, fa un certo effetto, specie dopo una partita così. Ma su Marte accade anche questo. Il match non è esistito, tanto per la Roma è stato facile chiuderlo con l’uno-due di Osvaldo e Lamela a cavallo del primo quarto d’ora. Due gol molto belli, arrivati entrambi per vie centrali, la triangolazione tutta verticale tra i due nel primo caso, l’assist di Totti a Lamela nel secondo. Importante l’assetto tattico della Roma di Andreazzoli, un 4-2-3-1 con Totti alle spalle di Osvaldo e con Lamela e Florenzi sulle corsie laterali,madecisivo il 3-4-2-1 con cui Iachini ha replicato, pensando che sarebbe stato sufficiente tenere bassi i laterali Angelo e Rubin e trasformare così la difesa a 5 per contenere i giallorossi.Un presidio delle corsie esterne di cui Totti, lasciato libero in mezzo di fare il comodo proprio, Lamela e Osvaldo si sono infischiati, tagliando come il burro la difesa toscana. Protetti poco e male da Vergassola e Della Rocca, i tre centrali Paci, Felipe e Terzi sono stati fatti a pezzi dalle invenzioni del trio meraviglia.

Solo Emeghara Danneggiato dall’arbitro una settimana fa contro il Chievo, questa volta il Siena non ha la minima attenuante. S’è consegnato subito alla Roma e lì è rimasto, con Iachini incapace di dare una scossa a un gruppo rassegnato, nel quale il solo Emeghara s’è battuto dall’inizio alla fine come un leone, impegnando due volte Lobont, all’esordio stagionale. Il secondo sigillo di Osvaldo, su assist di Florenzi a sua volta messo in moto da Totti, è arrivato sul finire del primo tempo, dopo che il centravanti aveva centrato un palo fragoroso e l’infortunio di De Rossi, sostituito da Pjanic, era passato senza lasciare traccia. La ripresa, sotto un sole estivo, è trascorsa con Totti alla ricerca del centro numero 228, e il suo tiro più bello, respinto un po’ così da Pegolo, è diventato assist per la tripletta di Osvaldo. Che alla fine si è preso il pallone del match, ma guardandosi bene dal raggiungere i compagni sotto la curva Sud…

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