GAZZETTA.IT Roma, Al Qaddumi: “Pallotta non vende, ma io non mollo”

Pallotta
Lo sceicco, o presunto tale, già non ce la fa più, sfinito dalle telefonate dei giornalisti, i comunicati della Roma, le frecciate di UniCredit, i fari della Consob e le indagini della Procura. Gli chiedono tutti una cosa molto semplice: dimostrare se ha i soldi e dove li tiene. Il signor Qaddumi è in grado di investire 50 milioni nel club giallorosso? Il dubbio, se sia un’operazione seria o un affare alla Totòtruffa, continua ad assillare milioni di tifosi, oltre che la proprietà americana, che in questa storia rischia di perderci la faccia. Lo sceicco non parla più, perciò ora tocca al suo portavoce, l’ex direttore de La Padania Gigi Moncalvo, andare in prima linea. Moncalvo interviene ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, con l’intenzione di fare “il punto della situazione”. Ma dopo un intervento fiume finirà per complicare ancor più il quadro. “Il signor Adnan non ha mai diffuso la notizia di voler acquistare la Roma – giura -. E’ stata la Roma ad aver diramato un comunicato, spinta dalla Consob. Il giorno dopo le azioni sono calate ed è un peccato per i piccoli azionisti. Quello che dobbiamo chiederci è: se gli americani si siedono ad un tavolo e firmano un contratto preliminare hanno assunto le assicurazioni su questa persona oppure no?”.

PALLOTTA — Ecco, i rapporti degli ultimi mesi con il presidente della Roma sono uno degli aspetti da chiarire. “Il signor Adnan ha incontrato più volte Pallotta – rivela Moncalvo -. Confermo che ieri è andato alla Deloitte&Touche. In passato è vero che il signore ha trattato l’Acqua Marcia e non l’ha presa non per mancanza di soldi, ma perché i consulenti hanno trovato nei bilanci dei problemi. Le domande sono due: è una bufala o no? Qaddumi ha i soldi oppure no? Normale che se esce fuori l’intervista in cui si dice che è un barista cresca il dubbio. Pongo un’altra domanda: se Qaddumi è un sòla e Pallotta lo incontra e ci si siede al tavolo, in che mani è la Roma?”. Altro dubbio legittimo, in effetti.

MOLLA O NON MOLLA? — Se lo chiedono in tanti, Moncalvo risponde così: “Gli ho chiesto se lui voleva lasciare perdere dopo tutta questa baraonda. E lui mi ha risposto: no, voglio andare avanti altrimenti sembra che non ho i soldi”. Poi, aggiunge: “Da questa situazione emerge che i due azionisti principali della Roma non comunicano come dovrebbero. La trattativa del signor Adnan riguarda soltanto le quote del signor Pallotta. A lui interessava e interessa una cospicua quota del pacchetto di Pallotta, forse Unicredit non è stata informata. L’intervista di Fiorentino dimostra che i due azionisti non si parlano. Vuoi vedere che Unicredit è arrabbiata perché sperava che la trattativa potesse riguardare anche le loro azioni? I due principali azionisti della Roma – assicura -, vogliono dismettere una parte del loro patrimonio. Pallotta aveva trovato Adnan mentre Unicredit cercava altri soci. In tutto questo chi pensa al bene della Roma? Questa vicenda rischia di lasciare morti e feriti”.

OSVALDO E STEKELENBURG — Moncalvo, poi, svela un piccolo retroscena di gennaio. “In quel momento era aperta la campagna acquisti e il signor Adnan voleva presentarsi in conferenza, ma si parlava della cessione di Osvaldo e Stekelenburg, e allora gli avrebbero subito puntato il fucile contro. Lui diciamo che è intervenuto, perché ha detto: investo dei soldi e mi vendete Stekelenburg e Osvaldo che sono il futuro della Roma?”.

QUANTI DUBBI — <strong>Moncalvo glissa sull’indagine della Procura (“L’indagine non è su Al Qaddumi, ma sulle ipotesi di aggiotaggio sul titolo della Roma”) e ribadisce la propria ricostruzione dei fatti: “q quando ha firmato il preliminare ha scremato qualche altro partner che si era fatti avanti. Non solo dunque lo hanno scelto, ma lo hanno preferito ad altri. E’ una trattativa che va avanti da 3 mesi, da prima di Natale. C’è stato un passo indietro della Roma dopo l’intervista di Fiorentino a Il Messaggero e questo ha fatto sorgere più di un dubbio allo sceicco anche se gli ho consigliato di andare avanti. Se l’operazione dovesse saltare, lui tirerà fuori tutte le carte e si scoprirà chi ha sbagliato”. La dichiarazione finale ha del surreale: “Ho qualche dubbio su questa operazione, ma ce l’ho sull’altro partner, sulla Roma“.

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