LIBERO Mission impossible: costruire lo stadio

Stadio AS Roma

(V. Felletti) – James Pallotta non è certamente a Roma per il momento negativo dei giallorossi, o per tranquillizzare Zeman. Oltre che per fare le foto ufficiali con la squadra, il presidente americano è arrivato nella capitale con un unico vero motivo: muovere le acque per la questione stadio. Infatti la visita è stata utilizzata anche per valutare la zona migliore, e dopo un’attenta ispezione le zone più indicate sembrano quelle del Gazometro e di Tor di Valle. Il tutto comunque da decidere in piena sintonia con il comune di Roma, come dimostrato dalla cena di ieri sera nella quale, secondo alcune voci, Pallota si sarebbe incontrato con il sindaco Alemanno oltre che con il vice presidente di Unicredit, Cappelli.

ITER LENTO E questi numerosi incontri, insieme a quelli previsti, fanno pensare che l’annuncio ufficiale della zona e il lancio del progetto potrebbero essere vicini. Tuttavia, comunque, dopo la scelta del terreno l’iter burocratico non sarà corto: tant’è che il nuovo stadio non dovrebbe essere inaugurato prima del 2016. Inoltre dal progetto di bilancio non sono emerse novità sul piano per la costruzione del nuovo stadio. Ma la Roma non è l’unica squadra che sta pensando al nuovo stadio. Anzi, praticamente tutte le società (tolte ovviamente quello che giocano in un impianto costruito da poco, come Juventus e Torino) hanno in cantiere alcune idee per i nuovi “campi”. La più chiacchierata è quella dell’Inter, che in estate ha annunciato un accordo con la China Railway Construction Corporation, una società di costruzione cinese, che dovrebbe aiutare il presidente Moratti nella costruzione del nuovo stadio. Come nel caso della Roma, ci sono le idee (tra 55.000 e 60.000 posti, un impianto multifunzionale, termine entro il 2017), ma manca ancora la zona: in ballo ci sono San Donato, Settimo Milanese, Pioltello, Rogoredo, Gratosoglio e Rozzano. E quando l’Inter abbandonerà San Siro, la “Scala del Calcio” verrà acquisita dal Milan. Che dovrebbe puntare su una forte ristrutturazione dell’impianto, con conseguente riduzione dei posti a sedere. Come al solito tra i club più all’avanguardia c’è l’Udinese. Il cui progetto di rinnovamento dello Stadio Friuli, con eliminazione della pista d’atletica e tribune totalmente coperte, è già stato approvato ed è in rampa di lancio, tanto che la prima pietra dovrebbe essere posata nel marzo del 2013, con la conclusione prevista per il settembre dell’anno seguente, per l’avvio del campionato. Anche il Palermo ha già presentato l’idea del nuovo stadio: un impianto da 35mila posti nel quartiere Zen. Alla società di Zamparini, dopo l’ok del sindaco Orlando, manca solo l’approvazione del Consiglio Comunale di Palermo.

I SINDACI DECIDONO
 Simili le vicende di Napoli e Fiorentina: i sindaci di entrambe le città hanno in mente di costruire due nuovi stadi. E se i viola sembrano d’accordo con Renzi, il presidente dei campani De Laurentiis non ha alcuna intenzione di abbbandonare il San Paolo. Il caso del Siena è invece indice della situazione italiana. Il progetto per un nuovo impianto esiste già dal 2004, nel 2009 è stato definitivamente approvato ed è un’idea talmente buona che è stata premiata con un prestigioso premio per l’architettura nel 2011. Ora però è tutto fermo: mancano i soldi per svilupparlo. Qualcuno si muove, quindi, anche senza «Le : e sugli Stadi». Perché, come dimostrato dalla Juventus, si può costruire un impianto rispettando comunque tutte le leggi.

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