GAZZETTA DELLO SPORT Roma, altra vittoria. Adesso serve il gioco

Esultanza Pizarro

(A. Pugliese) – Con la tournée negli Usa alle porte, aspetti con ansia la prima in giallorosso del marine Bradley e finisci con lustrarti gli occhi a vedere i colpi di Terence Boyd. Americano anche lui, compagno di squadra di Bradley nella nazionale di Klinsmann. Centravanti di peso, 21 anni, ha appena firmato un triennale con il Rapid e per festeggiare ieri si è regalato una doppia magia in 15 secondi: prima l’incrocio dei pali in rovesciata, poi il pareggio in sforbiciata volante. Applausi a scena aperta e occhi spalancati di tutti, giocatori compresi. E se non ci fosse stato Taddei (al 39′ palla deviata sul palo, in anticipo sull’americano), la festa sarebbe stata anche doppia.

Mosse Dopo il richiamo post-Turnu Severin, Zeman ripropone Totti a sinistra e spedisce Osvaldo al centro dell’attacco. Ma Francesco non gioca da vero esterno, è più un regista arretrato (anche in ripiegamento difensivo) sul centrosinistra, con Pjanic che negli spazi va spesso a occupare la sua posizione. Dall’altra parte Lamela (ancora malino, occhio a Lopez) deve sfruttare la freschezza atletica, ma non ci riesce. Così, mentre il Rapid spinge con Trimmel (partita sospesa dopo 8′ per il tributo a Payer, all’addio dopo 11 anni), la Roma si affida alle giocate di Totti. «A me è piaciuto, stavolta anche più di 13 anni fa», dice Zeman. Francesco si scambia con Pjanic (che apre le danze con un piattone destro, su errore di Schimpelsberger), lancia negli spazi gli intermedi, chiude addirittura in tackle nella sua area di rigore. E se non fosse per quella doppia magia di Boyd, la scena nel primo tempo sarebbe stata tutta sua. In caso di arrivo di Destro, problema d’abbondanza al centro dunque risolto? «Ma anche con tre centravanti, sarebbe comunque un bel problema — ribatte Zeman — Meglio così che prima con Borini».
Note positive «Siamo in crescita, anche se il mio calcio non è questo, è un’altra cosa», dice alla fine il tecnico giallorosso. La Roma, però, se ne torna a casa lo stesso con un bel po’ di note positive. Florenzi si è confermato all’altezza («Per me può essere un titolare, proprio come Romagnoli», dice il boemo), Pjanic è sempre più a suo agio con il modulo, Burdisso ha retto (e bene) 90 minuti e Pizarro è stato l’uomo in più del secondo tempo, gol a parte (su assist di Fabio Simplicio). Zeman gli preferisce De Rossi e Tachtsidis (in arrivo) e probabilmente il Pek non è perfetto per il suo 4-3-3, ma ieri nella ripresa è stato il migliore.
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