IL ROMANISTA I veri imbattuti siamo noi

Tallo, Politano, Viviani, Leonardi

(V. META) – Si chiude senza sconfitte la stagione regolare della Primavera, che a Trigoria batte 4-0 il fanalino di coda Gubbio e tocca quota 70 punti.

Per i 100 gol ne servivano 9, invece gli umbri fanno una figura più che dignitosa e i giallorossi devono accontentarsi di portare a 95 il totale delle reti segnate. Ora per i campioni d’Italia qualche giorno di relax, da giovedì si torna al lavoro per cominciare a preparare le finali scudetto, al via il 31 maggio a Gubbio. Per l’ultima partita dell’anno al Di Bartolomei De Rossi aveva gli uomini contati, fra squalifiche (Barba e Leonardi), prima squadra (Pigliacelli e Piscitella) e acciaccati più o meno seri (Carboni, alle prese con un infortunio alla spalla, Cittadino e Ceccarelli).

Ritmi non troppo elevati in avvio, dopo un sinistro dal limite dello stesso Spadari al 3’ bisogna aspettare il 25’ per vedere un’altra occasione e stavolta la Roma non la sbaglia: Frediani riceve sulla destra e mette in mezzo un bellissimo cross per Nico Lopez, che da due passi deve solo toccare in rete. Un primo tempo avaro di emozioni – il Gubbio si difende a cinque, difficile trovare spazio per vie centrali – si chiude con una bella combinazione Ciciretti-Frediani, ancora un cross del numero sette per Tallo, che di prima calcia alto.

L’ivoriano si fa perdonare arrivando per primo sulla corta respinta di Napoleoni sul sinistro di Lopez, palla sotto la traversa e 2- 0. Poi a prendersi gli applausi è Proietti Gaffi, bravo prima a mettere in angolo una conclusione dalla distanza di Kraus, poi ad anticiparlo indovinando il tempo per l’uscita bassa. Al 24’ arriva il tris: Ciciretti ci prova da dentro l’area, Napoleoni respinge, Lopez deve insistere per trovare la doppietta, ma al secondo tentativo ci riesce.

La partita è chiusa, il Gubbio resta in dieci per il rosso a Brunelli, ma al terzo di recupero c’è tempo per il primo gol nella categoria di Francesco Pagliarini (subentrato a Frediani), che su un lancio in profondità trova lo scatto che lascia sul posto mezza difesa e trafigge Napoleoni sul secondo palo.

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