SOCIAL NETWORK. La Roma trova l’America: Kansas City 1927, fenomeno in rete

Kansas City

Una pagina Facebook, rigorosamente in romanesco, sta diventando un cult fra i tifosi giallorossi: ironia e sarcasmo, tra Alberto Sordi e Thomas Dibenedetto, per un circolo (una chiesa, quasi) che conta oltre 13mila fedeli.

“Chiesa/organizzazione religiosa”. Dal momento che Facebook ragiona per categorie arbitrarie, ognuno può etichettare la pagina che crea un po’ come vuole: se il calcio è una fede – e di certo gli autori di Kansas City 1927 la pensano così, almeno per la Roma – ecco allora che, entrando in quell’universo, si comincia a respirare un misticismo all’amatriciana che sta poco alla volta diventando un cult per migliaia di tifosi giallorossi. Gli adepti, ad oggi, sono oltre 13mila, crescono giorno dopo giorno moltiplicando condivisioni e commenti in un rutilante loop di “mi piace”. Del resto, se la pagina viene omaggiata anche da una gradita comparsata su Alias, il settimanale culturale de il manifesto, vuol dire che ha fatto centro. Ma cos’è Kansas City 1927? Una pagina facebook, ovviamente, ma anche molto di più. Quasi un circolo giallorosso, irriverente e divertente come pochi altri (se ne facessero una ragione i tifosi delle grandi a strisce: quelle del “vento del nord”: non c’è paragone), overdose di sarcasmo e autoironia quotidiane in cui la lingua ufficiale è, naturalmente, il romanesco. “Autoterapia de gruppo”, la definiscono gli ignoti autori, e poco importa sapere davvero chi c’è dietro. Diego “Zoro” Bianchi? Valerio Mastandrea? Johnny Palomba? Poco importa, perché fra una nota e l’altra – fra Trilussa e Alberto Sordi – Kansas City è un successone. Alberto Sordi, già. La pagina, che nasce all’inizio di questa stagione, deve molto a Un americano a Roma, all’egemonia culturale made in Usa, dallo sbarco alleato sino all’arrivo di Di Benedetto e Pallotta. Ecco svelato il mistero, per i profani (i non romanisti, non solo i.. “lazziali”): 1927, come l’anno di nascita della Magica, Kansas City perché l’America è America. E anche un po’ la Roma.

Fonte: Sky.it leggi l’articolo originale

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