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Le PAGELLE di Napoli-Roma 2-2: Svilar tiene a galla. Mancini in giornata no. Abraham, squillo da vecchi tempi

(K.Karimi – A.Papi) – I voti e le pagelle del match Napoli-Roma, giocatosi oggi allo stadio Diego Armando Maradona:

SVILAR 7,5 – Se la Roma tiene in difesa e si può permettere di andare in vantaggio è merito suo. Riflessi straordinari su Osimhen e Lobotka. Sfortunato sul pari del Napoli perché beffato dalla deviazione di Kristensen, l’unico neo è una prese non sicura su tiro nel finale di Rrhamani. Ma le prodezze sono molto più rilevanti delle sbavature.

KRISTENSEN 6,5 – Ha il difficile compito di frenare Kvaratskhelia, che non è certo l’ira di dio dello scorso anno ma sempre un giocatore di qualità. Lo fa con sacrificio e attenzione, mentre è solitamente meno brillante quando accompagna l’azione. Nonostante ciò sforna una sponda aerea che porta al rigore su Azmoun. (dal 86′ BALDANZI S.V. – Entra poco prima del 2-2 finale e si mette a fare il terzino adattato. Fortunatamente non ha bisogno di fare gli straordinari).

MANCINI 5 – Stremato dai tanti impegni, non può riposare per via delle assenze di Smalling e Llorente. Più caotico e rallentato del solito, troppi gli errori individuali contro Osimhen e compagni. La rete dell’1-1 nasce da un pallone malamente perso al limite.

NDICKA 6 – Non era facile rientrare dopo il grande spavento proprio contro il Napoli. Alterna buone giocate, soprattutto in uscita, a dormite un po’ troppo avventate. Si riscatta con la sponda vincente per Abraham a tempo scaduto. Ritroverà testa e condizione.

SPINAZZOLA 6 – Vorrei ma non posso. Tanta spinta, cambi di passo, giocate da ala pura. Ma anche cross sempre troppo morbidi e assist verso l’area mai precisi. In difesa non sempre deciso, soprattutto dopo l’ingresso di Ngonge.

BOVE 5,5 – C’è tanta corsa nella sua gara ma purtroppo in determinate partite non basta. Quando di fronte c’è gente come Kvara da raddoppiare si fa tutto più difficile. Per uscire dalla pressione del Napoli serviva una qualità diversa. (dal 69′ SANCHES 5 – Uno spezzone che sintetizza la sua esperienza romanista. Lento, non trionfante nei contrasti, autore di un fallo sciocco quanto inutile in area su Kvara).

CRISTANTE 6 – Rispetto a Paredes ci sono delle differenze nella gestione del pallone e si vede. A volte manca il tempismo della verticalizzazione o la precisione nel cambio del gioco, ma a livello di recupero palla nulla da dire. Equilibratore.

PELLEGRINI 5,5 – Non è nella sua serata migliore, sia da un punto di vista fisico che tecnico. Da buon capitano non lesina impegno ma soffre la fisicità di Anguissa e non trova quasi mai il modo di impensierire Meret. Un unico tiro nella ripresa trova il portiere del Napoli attento. Uno squillo in mezzo a troppo torpore.

DYBALA 6,5 – Segna un rigore pesantissimo che sposta l’equilibrio del match nella ripresa. La sua classe è una delle poche cose a cui si aggrappa la manovra offensiva della Roma a Napoli. Purtroppo non si è riusciti ad innescarlo a dovere e questo è sempre un peccato. Gioca tutti i 95’ non lesinando anche rincorse sotto palla e dando piena disponibilità al sacrificio. In vista di giovedì questo non è il massimo.

AZMOUN 5,5 – Prende mezzo voto in più per il rigore procuratosi per un’ingenuità di Juan Jesus. Per il resto vive ai margini del match, non avendo la giusta fisicità per far salire la squadra e finendo per girare spesso a vuoto. Le sponde non sono il suo forte e spalle alla porta non mostra le sue qualità. Meglio da 10 che da 9. (dal 69′ ABRAHAM 6,5 – L’inglese nella versione scorso anno, tocca pochi palloni, non si sporca le mani, cade con troppa facilità. Ma poi la zampata del 2-2 è tutta sua, da centravanti vero. Segnali).

EL SHAARAWY 5,5 – Doveva dare una mano a Spinazzola con Politano e Di Lorenzo sempre propensi a spingere sulla destra. Ci riesce ma a fasi alterne, soprattutto non ribaltando mai il fronte. Alla fine anche per un discorso di gestione fisica lascia il campo dopo un’ora di gioco. (dal 61′ ANGELINO 5 – La sua versione più spaesata da quando è a Roma. Entra per fare l’esterno alto, tocca pochissimi palloni e si fa costantemente bruciare da Ngonge e dalle triangolazioni avversarie).

ALL. DE ROSSI – Innanzitutto si conferma la qualità di questa squadra di non mollare mai fino alla fine. Ancora un risultato strappato con i denti ad una manciata di minuti dal termine, grazie ad un subentrato come Abraham. La rincorsa ad un posto Champions rimane molto difficile, ma più di ciò non si può chiedere in questo frangente.

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