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Le PAGELLE di Slavia Praga-Roma 2-0: notte da incubo, Belotti e Lukaku azzerati, atteggiamento ingiustificabile

(K.Karimi – A.Papi) – I voti e le pagelle di Slavia Praga e Roma, oggi in campo per la fase a gironi di Europa League:

SVILAR 6 – Una bella parata nel secondo tempo, poca reattività però su entrambe le reti dei cechi. Ha intraprendenza ma qualche errore non lo fa considerare ancora una sicurezza.

MANCINI 5 – Altra prova da bollino rosso come contro il Lecce. Non fanno rumore gli errori individuali, quanto una presenza più nervosa che concentrata. I soliti lanci in verticali sballati e anche un paio di lisci aerei in area dello Slavia.

LLORENTE 5,5 – Parte bene, sicuro e sempre presente nelle chiusure, con le buone o con le cattive. Nella ripresa inizia a soffrire da matti, mettendosi a tratti in difficoltà da solo. (dal 76′ RENATO SANCHES 5,5 – I ritmi sono quelli di chi non si allena con continuità da tanto, e si vede).

NDICKA 5,5 – Forse il meno peggio della difesa, perché si permette il lusso di un paio di chiusure importanti. Quando perde la bussola è un pericolo e si aggrappa ad una fisicità a tratti carente.

CELIK 5 – Quando deve coprire pure pure può sembrare utile, ma quando c’è da affondare nella metà campo avversaria sono mani nei capelli. In realtà un paio di volte riesce anche ad uscire bene palla al piede in mezzo a due ma sbaglia sempre la scelta. La cosa più difficile da digerire è il mancato passaggio a Lukaku solo in area per concludere debolmente verso la porta.

AOUAR 4 – Non serve in entrambe le fasi. Non costruisce e non distrugge e in 45’ tocca al massimo 4 palloni. Per un centrocampista è un controsenso in termini, specie per uno che dovrebbe fare della tecnica la sua parte forte. Un grande incompiuto. (dal 46′ CRISTANTE 5,5 – Cerca di mettere ordine in mezzo al campo. Ma a parte qualche pallone ripulito in suo stile, non riesce a cambiare i ritmi. Non bene da difensore nel finale).

PAREDES 5 – Lento, impacciato, poco lucido. Rimedia un’ammonizione sul finire del primo tempo che grida vendetta, proseguendo anche peggio nella ripresa. Con questi ritmi lui diventa praticamente nullo. (dal 84′ JOAO COSTA 6 – La tecnica c’è e si è già vista in Primavera. Bravo in due ripiegamenti generosi).

BOVE 6 – L’unico a scendere in campo con la mentalità giusta fin dal primo minuto, mantenendo un ritmo costante per tutti i 90’. Belle un paio di verticalizzazioni che meritavano una migliore fase realizzativa da parte di Belotti e Lukaku. Fa quel che può.

EL SHAARAWY 5 – Da sue parti vanno che è una bellezza, provando a sfondare in tutti i modi. Tutto sommato finché è in campo però il risultato si regge sullo 0-0. Il tempo di vederlo come esterno di sinistra forse è già finito. (dal 46′ KARSDORP 5 – Né carne e né pesce, sembra messo in campo più per duelli rusticani che per spingere sulla destra).

LUKAKU 5 – A forza di mandarlo in campo sempre titolare lo si è distrutto dal punto di vista della brillantezza. Non riesce mai ad arrivare primo sul pallone e quando lo fa non ha il guizzo per concludere verso lo specchio. I compagni faticano a servirlo e lui a farsi trovare, vivendo forse la serata più complicata da quando è a Roma…

BELOTTI 4,5 – Non ha mai dato l’impressione di poter essere pericoloso, eppure un paio di occasioni gli sono anche capitate. Il primo tiro in porta arriva nella ripresa a sua firma ma è quasi un passaggio tra le braccia di Mandous. La coppia con Lukaku non decolla. (dal 67′ DYBALA 5 – Un peccato vederlo entrare con questa supponenza, su un campo comunque difficile e non ben strutturato. La sua prova si racchiude nel tiraccio di sinistro su sponda di Cristante che finisce alto).

ALL. MOURINHO/FOTI – Una notte da incubo che rimette tutto in discussione e che anzi complica di gran lunga la questione primo posto. Ora per evitare il play-off serve un passo falso dello Slavia Praga nelle ultime due gare, a patto di vincere con Servette e Sheriff. Tutti i titolari alla fine hanno giocato almeno qualche minuto, incluso Dybala, e di certo non è il massimo in vista del Derby. La mentalità europea acquisita in questi due anni (e anche prima) è magicamente scomparsa in 90’. Ora la stagione rischia davvero di complicarsi, e siamo solo a novembre.

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