Le PAGELLE di Servette-Roma 1-1: Dybala sprecone, Cristante distratto. Svilar unica nota lieta

(K.Karimi – A.Papi) – I voti e le pagelle di Servette-Roma, penultima sfida del girone di Europa League:

SVILAR 7 – Da applausi la parata sul destro secco di Kutesa, pizzicato dalla mano di richiamo che evita la beffa a fine primo tempo. Piuttosto sicuro nelle uscite, dimostra di essere un onestissimo secondo. Non colpevole sul tocco ravvicinato del pari.

LLORENTE 6,5 – Oltre a propiziare la rete di Lukaku, con la lucida sgroppata ed assist vincente, lo spagnolo si prende gli applausi per i tanti palloni verticali giocati sul belga, scansando l’idea di un giro palla troppo sterile. Meno brillante negli anticipi difensivi.

CRISTANTE 5 – L’attenuante è quella di tornare a giocare in un ruolo non suo, ma che ricopre con generosità. Peccato che appaia più distratto del solito, fin dal primo intervento svirgolato in piena area piccola. Sul gol del pareggio si perde Bedia, che lo punisce severamente. Che torni il prima possibile a centrocampo.

NDICKA 5,5 – Rispetto alle ultime partite va a ritroso. Parte con grinta e concentrazione, finisce senza lucidità e beccandosi un giallo gratuito che gli farà saltare l’ultima del girone con lo Sheriff. Quando c’è da marcare se la cava, nel girar palla invece è ancora arrugginito.

CELIK 6 – Né carne né pesce. Non demerita, perché non autore di errori marchiani e gravi. Ma siamo alle solite: è un terzino difensivo prestato a fare il quinto. Peccato che gli manchino sia lo sprint sia i piedi educati.

BOVE 6,5 – Per circa un’ora è l’unico che a centrocampo corre, sale in pressione e porta la croce. Non è ordinato, ma allo stesso tempo non ha mai paura di frenare la giocata, a rischio di sbagliare tenta spesso la verticale. Non può non giocare un elemento così. (dal 82′ RENATO SANCHES 5,5 – Le qualità ci sono, la condizione fisico-atletica no).

PAREDES 5,5 – Come già detto contro l’Udinese, sembra più a suo agio quando c’è da coprire rispetto alla fase di costruzione. Tiene i ritmi bassi e si limita a far girare la palla in orizzontale. Nella ripresa quasi sparisce dai radar, toccando molti meno palloni e dimostrando di non essere ancora un leader di questa Roma.

AOUAR 4,5 – Chance sprecata. A parte qualche movimento interessante tra le linee, il franco-algerino appare leggero, molle nei contrasti, poco reattivo nel gioco sullo stretto. Troppo poco per essere utile, giocando così rischia addirittura di risultare nocivo. (dal 56′ PELLEGRINI 5 – L’errore su un lancio teoricamente semplice al volo per El Shaarawy conferma quanto il capitano sia in difficoltà ed indietro di condizione. Lontano parente di quello dell’andata).

EL SHAARAWY 5,5 – Non ama giocare da quinto, ma si sacrifica come sempre. Peccato che in fase conclusiva sballi malamente due ottime chance e fallisca sull’1-1 il cross giusto per Lukaku. Una sensazione è forte: il Faraone sembra migliore da subentrato e meno brillante quando parte dal 1′. (dal 74′ SPINAZZOLA 4,5 – Anche qui un gesto sintetizza voto e prestazione: un comodo cross di destro sballonzolato in area per la comoda parate del portiere svizzero. Entra male e senza motivazione).

DYBALA 6 – Fa piacere, a Mourinho ed ai tifosi, il fatto che la Joya prenda botte, si rialzi e ci provi fino all’ultimo. Purtroppo la qualità non è quella dei giorni migliori. Manca due comode occasioni da gol, condividendo con la sua squadra un mal di trasferta davvero letale. (dal 82′ BELOTTI 5,5 – Non vive un grande momento e le recenti esclusioni lo confermano. Così come il suo ingresso odierno, praticamente impalpabile).

LUKAKU 6,5 – Torna a segnare, e questo è un gran bel sintomo. Ogni azione della Roma in attacco deve forzatamente passare dalla sua fisicità e robustezza muscolare. Non a caso, quando perde i contrasti, si spegne la verve offensiva giallorossa. Roma troppo Romelu-dipendente? Forse, ma anche il belga ha bisogno di pause.

ALL. MOURINHO – Tatticamente l’aveva preparata bene, allargando Ndicka e Celik a mo’ di terzini puri e liberando la fantasia di Dybala e Aouar. Peccato che siano mancate le perle dei giocatori migliori e che l’assenza di Mancini in difesa si sia sentita più del previsto. Stavolta neanche i cambi hanno fatto la differenza. Non vincere contro questo generoso ma francamente scarso Servette è come una sconfitta. Con questo atteggiamento demotivante il secondo posto ormai quasi certo è meritato.

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