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Cagliari-Roma, MOURINHO: “Dybala? Se non è ottimista, non lo sono neanche io. Ho un contratto e voglio dare tutto”

Nell’ottava giornata di campionato la Romavince in casa del Cagliari: all’Unipol Domus finisce 4-1 per i giallorossi grazie alla doppietta di Lukaku e ai gol di Aouar e Belotti. Dopo la partita il tecnico giallorosso José Mourinho ha parlato ai microfoni dei cronisti. Le sue dichiarazioni:

POSTPARTITA

MOURINHO A DAZN

Quale è la situazione di Dybala?
“Non c’è ottimismo. Mi fido sempre molto dei giocatori, quando lui non è ottimista non lo sono neanche io. Ovviamente dobbiamo aspettare i risultati degli esami, ma mi fido molto del giocatore”.

Che cosa ha detto a Dybala?
“Gli ho chiesto come stesse. Aspettiamo gli esami, anche i medici parleranno dopo aver controllato tutto. Se Paulo non è ottimista non lo sono neanche io”.

Mi piace tantissimo la Roma con i due mediani, ha fatto un passo evidente in avanti dal punto di vista del gioco.
“Abbiamo cercato un po’ più di solidità. A Genova la partita è stata stranissima, abbiamo perso tanto tempo ad analizzarla e abbiamo pensato che, dato che non siamo una squadra super veloce a centrocampo a parte Sanches, era importante trovare solidità ed equilibrio. Non abbiamo sofferto il contropiede, abbiamo trovato un po’ più di compattezza. Quando c’è Dybala occupa la zona sulla destra, mentre Pellegrini e Aouar sulla sinistra. Era una partita dura per noi perché in panchina avevamo solo Pagano e Pisilli a centrocampo. Quando prendi tre gialli a centrocampo nel primo tempo è stata dura”.

Che ambiente percepisce intorno a lei?
“Io lavoro con i giocatori e lo staff ogni giorno, siamo in una bolla. Abbiamo solamente pensato alla vittoria, pensiamo a vincere partita dopo partita. Io vivo molto isolato, non ho grande vita sociale. Vivo isolato dal rumore, non sono un bambino. So perfettamente cosa voglio. Sono molto contento per la vittoria, non molto per la classifica perché abbiamo solamente 11 punti. Non siamo lontanissimi dai posti in cui vogliamo arrivare. Siamo equilibrati e abbiamo vinto tre partite consecutive. Peccato per la sosta, sicuramente perdiamo Dybala per abbastanza tempo, ma vediamo se riusciamo a recuperare gli altri infortunati. Abbiamo finito la partita con Celik, bove e Pagano a centrocampo, è stata dura. Complimenti ai ragazzi per lo spirito, sono molto contento”.

Come accoglie un allenatore una presa di posizione del genere da parte della società?
“Non so di cosa tu stia parlando. Io ho un contratto fino al 30 giugno 2024, so cosa voglio. Voglio dare tutto quello che posso dare alla Roma. Cerco di aiutare i ragazzi a raggiungere i risultati che la proprietà, i tifosi e tutti noi vogliamo. Questa è la nostra vita”.

MOURINHO IN CONFERENZA STAMPA

Ha avuto la percezione che la proprietà stava pensando alla sua sostituzione? È una notizia che sapeva o è arrivata dai giornali?
“Stavo così (fa il gesto di essere solamente concentrato, ndr). Lavoro e alleno. Ho analizzato errori e sconfitte per migliorare, così come le vittorie. Abbiamo preparato questa partita molto bene nonostante il poco tempo. Ringrazio tanto il lavoro degli analisti e dello staff, ma ancora di più i ragazzi che sono venuti qua con un bell’atteggiamento in una partita difficile con un grande allenatore che, anche con mezzi di livello non altissimo, è bravissimo nella valorizzazione della squadra. Partita difficile, avevamo tutti e tre i centrocampisti ammoniti nel primo tempo. Se fossimo arrivati a 30 minuti dalla fine sullo 0-2 e tre centrocampisti ammoniti sarebbe stata davvero dura. Non puoi mettere la partita sul piano della transizione e dell’aggressività. Ragazzi top, grande qualità e dopo è arrivata la stanchezza. I centrocampisti erano stanchi e anche io ero in difficoltà con i cambi, ma abbiamo gestito bene la partita. Tre punti importanti, l’unica cosa negativa è l’infortunio di Dybala. Bravissimi come sempre i nostri tifosi, ci hanno sempre sostenuto. Tutta la squadra può partite in nazionale con una vittoria importante. Ora possiamo guardare la classifica e ci avviciniamo a dove vogliamo stare”.

C’è il rischio che per Dybala sia una questione legamentosa?
“Non voglio arrivare lì perché non ho parlato con i dottori. Ho fatto una domanda in panchina ma non possono dire tante cose neanche i dottori. Ho parlato con Paulo dopo la partita e lui non è ottimista. Quando non è ottimista, non lo sono neanche io. Vediamo domani. Magari Paulo è pessimista per natura e domani abbiamo un pensiero positivo, ma penso di no. Paulo conosce bene il suo corpo e ha grande esperienza, è triste e non è ottimista. Ma vediamo domani”.

Aouar ha iniziato a venire nella vostra direzione? Cosa vi siete detti con Ranieri a inizio partita?
“Ho detto al mister se voleva tornare con noi nel nostro aereo, per me sarebbe un piacere. È un signore. Mi ha detto che non può, ha grande senso della professionalità e mi piace veramente tanto. Aouar? Ne abbiamo parlato abbastanza ieri, della sua frustrazione e di quello di cui la squadra aveva bisogno in una partita difficile. Aouar ha trovato una posizione di gioco molto importante per noi, cercando di giocare tra le linee e non di venire troppo dietro. Lo ha fatto molto bene, anche dal punto di vista difensivo. Peccato per il giallo, sappiamo perfettamente che giocare con un centrocampista ammonito è un rischio. Del mio giallo preferisco non parlarne”.

Non era facile dopo Marassi ripartire vincendo tre partite di fila in piena emergenza. Che significato ha?
“Ho sempre detto, da quando sono arrivato, che i giocatori cambiano durante le stagioni ma si parlava della costruzione di una famiglia. Oggi ho utilizzato il termine bolla, in cui noi lavoriamo. Vinciamo o perdiamo siamo insieme. Felici, tristi, frustrati o orgogliosi ma sempre insieme. Tante volte nei momenti difficili e con brutti risultati succede che ci sia una frattura e si perda l’empatia, se esiste perché a volte non esiste, ma l’empatia e il senso di famiglia sono stati molto importanti. Non siamo entrati nel panico, abbiamo analizzato la situazione, lavorando tutti insieme. Non possiamo entrare all’Olimpico con paura o vergogna, e ne abbiamo parlato con i ragazzi prima della partita col Frosinone, ma dobbiamo entrare in campo con serietà e fiducia. Ovviamente i tifosi hanno aiutato, perché succede spesso nel mondo che dopo una sconfitta lo stadio ti aspetta e ti mette pressione invece di aiutarti, e i ragazzi hanno sentito questo sostegno ed ha aiutato. Questa era l’ultima partita prima della sosta, non avevamo ancora vinto in trasferta in questa stagione e avevamo bisogno di punti per la classifica. L’atteggiamento dei ragazzi, al di là del gioco perché è sempre la stessa storia ossia quando si vince è ottimo e quando si perde è pessimo, è stato fantastico e sono contento. È un peccato che ci ritroviamo tra due settimane ma sono orgoglioso dei ragazzi”.

MOURINHO A ROMA TV+

“Grande prestazione dei ragazzi, grande atteggiamento, ambizione dal primo minuto e soprattutto ambizione nel secondo tempo quando il risultato era sul 2-0, questo mi piace veramente. Individualmente tanti hanno fatto un’ottima prestazione e collettivamente la squadra è stata molto brava. Sono punti importanti, sono tre vittorie di fila che i ragazzi meritavano. E sono stati uomini dopo la sconfitta di Genoa, empatici tra di loro e giganti anche dal punto di vista emotivo poiché sono stati in grado di convivere con la frustrazione e la pressione del risultato negativo. Sono molto contento dei ragazzi”.

È emerso lo spirito del gruppo sul 2-0 e sul 3-0 per non far entrare il Cagliari in partita, è lei che li ha spinti alla fine cercando di chiedere intensità?
“Eravamo in difficoltà perché arrivare all’intervallo con i giocatori di centrocampo ammoniti è una situazione di grande difficoltà. Se è ammonito solo uno gli altri lo possono proteggere, ma in tre nessuno può proteggere nessuno. Se tu fai una partita o difensiva o con tanta transizione e perdi la palla sei veramente in grande difficoltà. I ragazzi hanno chiuso la partita attaccando e difendendo in modo compatto, e anche in questo la squadra è intelligente a gestire”.


PREPARTITA

MOURINHO A DAZN

“Ranieri è un signore, continuo a dire che è stato l’allenatore ad aver fatto il più grande miracolo della storia della Premier League. Tutti parlano degli allenatori che hanno vinto tanto, ma lui ha vinto la Special One. Al di là di questo, quando sei giovane e sei in competizione fai delle cose e quando ci pensi dopo non ne sei troppo felice. Con il tempo abbiamo imparato a conoscerci, lo rispetto tantissimo. Il mondo del calcio non ci permette di passare tanto tempo insieme, ma c’è tanto rispetto e ammirazione. È un amico, anche se la distanza del calcio è così”.

Come stanno i ragazzi in questi giorni? Quanto sono servite le vittorie con Frosinone e Servette?
“Quando perdi una partita pesante e brutta come quella col Genoa è importante la reazione, abbiamo reagito bene. I giocatori hanno avuto coraggio e serenità, ma devi guardare avanti dopo una sconfitta e così anche dopo una vittoria. Oggi c’è una partita difficilissima e pensiamo solo a questo”.

Com’è stato preparare questa partita considerando le voci circolate ieri?
“Nessun problema. L’unico problema nella preparazione è che siamo in un momento in cui mancano giocatori importanti. Ci mancano due difensori centrali e due centrocampisti. Speriamo che nelle prossime due settimane si possa recuperare qualcuno e dopo la sosta riniziare con più potere in campo”.

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