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BOLOGNA-ROMA, le pagelle: Tahirovic piacevole sorpresa, Solbakken ispirato. Belotti non sa più segnare

(A. Papi – K.Karimi) – Bologna e Roma si sono spartite la posta in palio al Dall’Ara, senza riuscire a segnare. Un punto che regala comunque ai giallorossi di Mourinho il sesto posto, in attesa delle ultime tre giornate. Di seguito il giudizio dei giocatori scesi in campo.

ROMA:

Svilar 6: C’erano moltissimi dubbi sul suo conto, specie dopo le amichevoli estive e l’unica gara ufficiale giocata a Ludogorets, senza mai convincere. Invece non demerita, con poche sbavature, eccezion fatta un’uscita non impeccabile nel finale.

Celik 6: Si sistema nella linea dei difensori, come braccetto di destra, badando bene a non lasciare scoperto Cristante e aiutando Missori in fase di spinta. Purtroppo, però, all’inizio di secondo tempo deve arrendersi per un sospetto indurimento all’adduttore. Speriamo non sia nulla di grave – (dal 53’ Mancini 6: in una giornata in cui doveva riposare è costretto a scendere in campo e riesce a che a sfiorare il gol su palla inattiva. Normale amministrazione).

Cristante 6,5: Ormai dove lo metti sta. C’è bisogno di un centrale? Non sfigura nemmeno contro un osso duro come Arnautovic. Sa far ripartire bene l’azione dal basso e offre un supporto fondamentale per tutti i giovani in campo, a cominciare da Tahirovic.

Ibanez 6,5: Duello senza esclusione di colpi con Orsolini. L’esterno di Thiago Motta è un osso durissimo ma il difensore brasiliano riesce a tenergli testa, anche in velocità. Concentrazione massimale per tutti e 90 i minuti e pochissime sbavature. Fosse sempre così…

Missori 6: Per essere alla prima da titolare in Serie A non se l’è cavata affatto male. Quando ha campo prova a spingere, conquistando il fondo e mettendo un paio di cross interessanti. Qualcosa deve migliorare invece nella fase difensiva e nelle chiusure preventive. La materia prima su cui lavorare sembra però esserci tutta.

Tahirovic 7: Una prova di grandissima sostanza, tattica e tecnica. Sa bene quando abbassarsi davanti alla difesa e quando alzare il pressing, oltre a riconquistare una serie infinita di palloni. Lo si è rivisto ai livelli degli esordi, quando fece stropicciare gli occhi a tutti. Poi un periodo di oblio, seguito a prestazioni non all’altezza. Con il suo fisico e con la guida di gente come Matic può arrivare lontano. – (dal 76’ Matic 6: Pochi minuti e tanta gestione. In pieno controllo difensivo, non lascia correre rischi a Svilar e compagni).

Camara 6: Parte in modo orribile, sbagliando troppi palloni e non trovando mai la posizione corretta in mezzo al campo. Poi con il passare dei minuti migliora, fino ad arrivare ad un buon livello nella ripresa, quando anche la qualità delle sue giocate diventa sufficiente. Di certo non gli si può chiedere molto di più con la palla al piede, il livello è quello che è. Eventualmente le spiegazioni andrebbero chieste a Pinto.

Wijnaldum 6: È ancora lontanissimo dalla condizione migliore e lo si vede dall’andamento che mantiene per il campo. Sistemato da mezzala non riesce quasi mai ad accompagnare le punte, facendosi trovare pronto in fase di non possesso. Gente come Schouten e Dominguez non sono gli avversari più semplici da contrastare ma gli consentono di scaldare il motore in vista di giovedì. – (dal 54’ Bove 6,5: ormai è diventato un titolare di questa squadra e la differenza quando entra in campo si vede ed è lampante. La gamba è in gran forma e qualche affondo mette in difficoltà la difesa di Thiago Motta. Peccato per un paio di rifiniture al limite dell’area che meritavano miglior fortuna).

Zalewski 6: Ordinato e senza troppi fronzoli, anche propositivo nell’uno contro uno. Esagera, specie visto Orsato, nel cercare la punizione su banali contatti di gioco. Riportato a sinistra ha comunque un’altra dimestichezza tattica e una migliore propensione ad entrare verso il centro del campo.

Solbakken 7: La sua gara è di pregevole fattura e probabilmente con un altro arbitro e un altro centravanti staremmo parlando di un rigore procurato e un assist vincente. Corre per due e completa al meglio le due fasi, senza timori reverenziali quando c’è da puntare l’uomo e con un sinistro molto educato. Anche Mourinho gli fa i complimenti al momento del cambio. – (dal 70’ Pellegrini 6: entra e batte subito un calcio di punizione insidioso. Prova ad alzare il ritmo nel finale, alla ricerca di una vittoria che avrebbe fatto anche comodo. Qualche duetto con Abraham ma poche nitide occasioni, create ed avute).

Belotti 5,5: Tanta lotta e solita generosità ma un centravanti che alla 35* giornata non ha ancora realizzato un gol in Serie A, ha evidentemente qualche problema. Il pallone buono glielo fornisce Solbakken nel primo tempo ma lui lo spedisce in modo troppo debole addosso a Skorupski. – (Dal 54’ Abraham 6: Di certo ha un impatto diverso rispetto al collega pur non riuscendo a trovare il pertugio giusto per andare in gol. La fase di preparazione è da grande giocatore, le scelte a volte meno).

Mourinho – Un altro piccolo miracolo targato JM. Senza una marea di titolari, con gente in condizioni precarie, con Celik costretto ad alzare bandiera bianca, trova un punto d’oro, che per ora vale il sesto posto solitario. Tahirovic e Missori rientrano nella lunga lista di giocatori “creati” da lui, come Zalewski e Bove, alla faccia di chi lo accusa di non lavorare con i giovani. A Bologna non ha vinto nessuna delle big e nonostante tutto il punto va stretto alla Roma. Testa a giovedì.

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