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Roma-Milan, MOURINHO: “Sono più orgoglioso che triste. Stagione finita per Llorente, spero di avere Smalling per una o due partite. Wijnaldum il più vicino al rientro” (VIDEO)

Allo Stadio Olimpico lo scontro Championstra Roma e Milan termina 1-1: nel finale alla rete di Abraham risponde il gol di Saelemaekers. Dopo la gara, valida per la 32esima giornata di campionato, l’allenatore giallorosso José Mourinho è intervenuto ai microfoni dei cronisti. Le sue dichiarazioni:

POSTPARTITA

MOURINHO A DAZN

È più soddisfatto della prestazione o arrabbiato per il risultato?
“Se si parla della prestazione il risultato è ingiusto. Solo noi, con quello che abbiamo costruito dal punto di vista di squadra e gruppo, possiamo giocare una partita contro il Milan in questo modo con tutte le difficoltà che abbiamo. Non siamo una squadra ricca e con una rosa ricca, ogni giocatore che si perde è un problema grande, ne abbiamo persi tanti. Arrivare in Champions Leaguesarebbe un traguardo incredibile, solo noi potevamo lottare in questo modo. Sono più orgoglioso che triste. Sono comunque triste perché i tre punti sembravano vicinissimi”.

Le due punte? Poi a El Shaarawy ha chiesto profondità. 
“Ci sono allenatori che giocano come vogliono e scelgono il sistema tattico. Se non gioca A gioca B ed è uguale. Noi invece dobbiamo giocare con ciò che abbiamo a disposizione. Questi ragazzi sono fantastici, dobbiamo dare tutto il possibile per rimanere in questa posizione di classifica”.

Si è infortunato anche Kumbulla. Sta pensando a un cambio di sistema?
“La Roma Femminile e il suo allenatore, a cui mando un abbraccio e i complimenti per lo scudetto, ha un difensore centrale che giocava nel Bayern Monaco. Magari può giocare con noi…”.

Siete lì per la zona Champions e anche per il percorso in Europa League. Cosa si fa?
“Facciamo tutto quello che possiamo. Sono un allenatore molto orgoglioso”.

Un punto guadagnato o due persi?
“Due persi”.

MOURINHO IN CONFERENZA STAMPA

Quanto brucia? Si poteva evitare quel gol?
“Sono triste, ma sono più orgoglioso che triste. Penso che solo noi possiamo fare quello che abbiamo fatto. Solo noi, una squadra con i suoi limiti e che ha perso metà squadra, potevamo fare questa gara col Milan. Il Milan ha due squadre: una in campo e una in panchina. Non sono invidioso, Pioli è un bravo collega, è sempre corretto e simpatico con me. La verità è che il Milan ha due squadre, noi con metà squadra. Sono triste per il risultato e per il modo in cui è arrivato ma sono più orgoglioso. I ragazzi sono fantastici. Quello che si poteva fare non si è potuto fare. Quello che si poteva fare se hai un difensore centrale in panchina, ne metti uno in più. Quando entrano i cambi e hai un difensore centrale, ne metti un altro. Se hai terzini, quinti, che possono chiudere bene dentro, puoi fare questo cambio e lo fai. Se hai giocatori di centrocampo con questo tipo di gioco diretto, quello che il Milan ha fatto soprattutto in quei minuti sull’1-0, tutto si può fare quando hai la materia prima a disposizione. Con quello che abbiamo, abbiamo fatto una partita straordinaria di organizzazione, di mentalità e sacrificio, tutti i giocatori hanno dato il massimo. Quando Cristante si abbassa tra i difensori, perdiamo uno fondamentale a centrocampo. Entra un bambino come Bove che ha fatto bene, poi gli esce la spalla e non può continuare. Sono orgoglioso e sono sicuro che i romanisti vanno a casa come me: tristi per il risultato, ma orgogliosi dei ragazzi. L’altro giorno scherzavo dicendo che se deve giocare Svilar, gioca perché è bravo con piedi. Però, scherzi a parte, la cosa sta diventando nera per  noi. Sono grandi difficoltà e non mi piace fare il dottore o anticipare, ma mi sembra che l’infortunio di Kumbulla sia il peggiore di tutti”.

La lotta per la Champions?
“È per quelli che hanno investito per la lotta Champions. Non ci appartiene, siamo lì perché i ragazzi fanno un lavoro incredibile dall’inizio della stagione, ma non è la nostra lotta, è la loro lotta. Siamo là perché siamo bravi. Anche io sono, anche se qualcuno pensa di no e qualcuno mi dice arroganti. I ragazzi sono bravi e il mio staff è bravo. Facciamo tutto il possibile, siamo lì dove devono stare gli altri. La nostra è una stagione fantastica e purtroppo arriviamo in questo momento decisivo con queste difficoltà”.

Fra le tante difficoltà c’è anche la situazione dei punti della Juventus. È una difficoltà per chi allena non sapere?
“Magari sì, magari no. Io sono in Italia da quattro anni, due più due. Se parliamo di giustizia sportiva, spero che la prossima volta che prendo una squalifica posso andare in panchina perché mi devono due partite. Colpevole o non colpevole, non vai in panchina con la Lazio e con il Sassuolo. Adesso Serra è colpevole ma non possiamo giocare di nuovo due partite. Paratici, povero, ha perso il suo lavoro e adesso già può prendere un altro lavoro nel calcio. Ho sempre guardato alla Juve con 15 punti, Max Allegri e i giocaTori li hanno vinti in campo. Una cosa è la squadra, un’altra la giustizia a livello della società”.

Dybala e Wijnaldum?
“Se parliamo di infortunati devo fare il dottore e non mi piace. Penso di non rivedere più Karsdorp in campo, così come Llorente. Kumbulla non lo vedrò più in campo al 100%. Abbiamo sicuramente una speranza di avere Smalling, vediamo se per una partita o due, vediamo. Wijnaldum è il più vicino al rientro. Dybala non lo so perché aveva un problema all’adduttore, lo abbiamo protetto dopo la situazione contro l’Atalanta, che non gli permette di giocare. Era in panchina ma sapevamo chiaramente che non poteva giocare. Matic è squalificato col Monza. Però andiamo avanti, ho fatto l’allenatore per tanti anni con la pancia piena di rose con mille opzioni, adesso mi tocca stare con un gruppo di ragazzi assolutamente straordinari. Sono super orgoglioso di lavorare con loro”.

Abraham aveva chiesto il cambio prima del gol? Il piano gara aveva funzionato con Celik basso ad aspettare Leao?
“Leao è un giocatore stratosferico, quando sta nel suo ambiente naturale avendo spazio per puntare e profondità è devastante. Ci siamo protetti con Celik che è stato suo compagno di squadra e lo conosce, protetto da Mancini. Abbiamo coperto abbastanza bene. Belotti diceva di avere una costola rotta, non riusciva a respirare, è coraggioso e ha detto che sarebbe rientrato ma sulle scale per rientrare nella ripresa ha detto che era impossibile continuare. Abraham aveva chiesto il cambio, ma non volevo farlo: volevo andare fino alla fine con un attaccante mi poteva aiutare, nell’organizzazione abbiamo perso giocatori importanti. Si deve fare un sacrificio da parte di tutti”.

MOURINHO A ROMA TV+

Si può solamente parlare bene ed essere orgogliosi di quello che abbiamo costruito. Giocare contro il Milan con una squadra che ha così tanti problemi non è da tutti. Sono triste per il risultato ma super orgoglioso per il lavoro che abbiamo fatto”.

Lo spirito rimane lo stesso e si dà sempre il 100%.
“È quello che dicevo l’altro giorno. Difficile fare i miracoli, ma è possibile dare tutto ciò che si ha e trovare la forza dove non c’è, come trovare soluzioni anche quando non ci sono. Torniamo a casa orgogliosi per la nostra professionalità. Per questo motivo la gente viene allo stadio al di là dei risultati settimana dopo settimana. Mi sento orgoglioso di essere l’allenatore di questi ragazzi. Nessuna squadra potrebbe sopravvivere a tutti questi problemi, ma noi lo stiamo facendo. I miracoli però non possiamo farli”.

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