REPUBBLICA.IT Pallotta furioso: “Basta figuracce”. E Garcia ora rischia

Pallotta
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(M. Pinci) – Pallotta furioso al telefono, Sabatini idem, Garcia attonito. Il confronto a fine partita, nel garage del Camp Nou accanto al pullman della squadra tra ds e allenatore è l’istantanea che accompagna il ritorno della Roma da Barcellona. Un’altra figuraccia, e viene quasi da ringraziare il vecchio “amico” Luis Enrique di essersi fermato un passo prima di replicare il 7-1 di un anno fa col Bayern.

PALLOTTA FURIOSO, “BASTA FIGURACCE” – Inevitabile Pallotta fosse furioso, il tam tam di contatti tra dirigenti e con il presidente nei minuti immediatamente successivi al cappotto blaugrana è il segno di un cedimento nervoso anche tra i dirigenti. A cui l’abitudine consolidata a incassare goleade inizia a andare di traverso. “Non possiamo più accettare di fare queste figuracce“, sarebbe il monito arrivato dagli Stati Uniti. Un concetto che verosimilmente anche Sabatini avrà fatto presente a Garcia, chiedendogli anche conto dei motivi dell’ennesimo cedimento mentale della squadra. L’immagine più significativa è quella di Dzeko che si batte da solo per poi guardarsi intorno come a chiedersi: “Dove siete finiti tutti?“.

GARCIA SOTTO ACCUSA
– “Otro festival“, titolava stamattina il quotidiano catalano Sport, e viene da chiedersi se si riferisca al bis del Barça dopo i 4 gol al Real o all’ennesimo scivolone grottesco della Roma. Certo adesso a Trigoria dovranno interrogarsi sul “bug” che affligge la squadra: perché è cambiato quasi tutto in un anno – soltanto 3 giocatori impiegati dall’inizio nella disfatta contro Guardiola hanno giocato dal 1′ anche al Camp Nou – eppure il copione s’è ripetuto quasi in fotocopia, segno forse che il problema non è di interpreti, o almeno non soltanto. La squadra non ha mai opposto resistenza, consentendo a Messi, Suarez e Neymar di ridere e scherzare tra loro, senza reagire. E la miseria di 12 falli commessi in tutta la partita dai calciatori di Garcia, addirittura uno in meno di quelli fatti dal Barça, è prova tangibile di una sorta di resa preventiva. “Sei gol sono anche pochi, meritavamo di prenderne di più“, ammette un Maicon distrutto. Un graffio alla squadra, ma anche all’allenatore: “Abbiamo pensato solo a difenderci“. Proprio sull’allenatore, oggi, si concentrano i maggiori sospetti. Ora da qui alla fine dell’anno solare restano soltanto 5 partite: Atalanta all’Olimpico, Torino, Bate, Napoli al San Paolo e Genoa. Un mese che dirà alla Roma chi è davvero. Garcia, a questo punto, non può davvero più sbagliare.

Fonte: repubblica.it

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