IL FATTO QUOTIDIANO Deferimenti tripla A

Calcio Scommesse

(L. De Carolis) Ecco i nomi del processo al pallone. Con tre club di A, Atalanta, Siena e Novara, che rischiano punti di penalità in nome della responsabilità oggettiva. E un campionato di B che potrebbe essere riscritto da cima a fondo dai giudici. Ieri la procura federale ha diffuso nomi e dettagli dei 61 tesserati e dei 22 club rinviati a giudizio per il calcio-scommesse. Il primo troncone degli imputati nei processi sportivi, perché i deferimenti per altri 6-7 club di A arriveranno tra fine mese e inizio giugno. Davanti alla Commissione Disciplinare dovranno presentarsi due club di A, Atalanta e Siena, e il Novara già retrocesso in B. Assieme a loro, 11 società di B: Pescara, Sampdoria, Frosinone, Padova, Grosseto, Ascoli, Empoli, Livorno, Reggina, Modena e Albinoleffe. Poi cinque club di Lega Pro (Spezia, Cremonese, Rimini, Piacenza, Monza), uno di serie D (Ravenna) e due casi particolari: l’Ancona, ormai fallito, e l’Avena, club di Seconda Categoria, “reo” di avere come tesserato l’ex Chievo Federico Cossato. Uno dei 61 rinviati a giudizio, per presunte combine in 33 partite: 29 di B, due di Tim Cupe altre due di Coppa Italia di Lega Pro.

Dalle carte, emergono tre deferiti chiave per il futuro dei tre club di A: l’ex capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni, per le combine di Padova-Atalanta e Ascoli-Atalanta; Filippo Carobbio, tesserato del Siena, ora allo Spezia, accusato di aver truccato gare nell’Albinoleffe e nel Grosseto; e Cristian Bertani, ex Novara, ora alla Sampdoria, accusato per Novara-Ascoli e Chievo-Novara. Doni, Carobbio e Bertani sono accusati di “associazione finalizzata alla commissione di illeciti”. Imputazione che grava anche su altri personaggi cardine dell’inchiesta, come Luigi Sartor, ex di Roma, Inter e Parma, l’ex Piacenza Mario Cassano e Alessandro Zamperini (un passato in club minori). Tutti accusati di far parte di “un’associazione transnazionale”, che truccava le partite, in Italia e in Europa, e che avrebbe la sua testa a Singapore, nel cinese Ten Seet Eng. I suoi intermediari per l’Italia sarebbero stati i bolognesi, “capeggiati da Giuseppe Signori”, e gli “zingari”, scommettitori slavi “che sono il braccio operativo dell’associazione di Singapore”. Così si arriva a volti e squadre di serie A. Come Cristiano Doni. Nel dicembre scorso, dopo l’arresto, è diventato un pentito. Doni aveva ammesso di aver truccato Atalanta-Piacenza di B, e la procura federale l’aveva deferito. Ma ora “la sua posizione risulta ancora più gravata, alla luce di ulteriori elementi”. Altre prove, “sull’elemento di riferimento dell’associazione per manipolare le gare dell’Atalanta”. Doni viene coinvolto per Padova-Atalanta”, gara di Bdel 26 marzo 2011, (1 a 1), Atalanta-Piacenza, 19 marzo 2011 (3-0), e Ascoli-Atalanta, del 12 marzo 2011 (1-1). Su quest’ultima, Doni parla al gip di Cremona, il 23 dicembre 2011: “Prima di Ascoli-Atalanta, Santoni (Nicola, preparatore dei portieri del Ravenna, deferito, ndr) mi disse che tramite alcuni giocatori dell’Ascoli sarebbe stata più facile la vittoria”. Proprio Santoni gli indicò come referente ascolano il giocatore Vittorio Micolucci. “Santoni mi disse di stringergli la mano prima della gara e di dirgli: Ti saluta il dottore—racconta l’ex atalantino, che assicura di non averlo fatto “perché non mi sembrava giusto”. La certezza è che finì 1 a 1, con Doni in panchina. La procura scrive: “L’effettivo coinvolgimento del Doni” non risulta provato, ma il calciatore è colpevole di omessa denuncia. Mentre l’Atalanta, “già chiamata a rispondere della stessa gara”, viene accusata per la responsabilità oggettiva. Per Atalanta-Piacenza i giudici federali avevano già sanzionato Doni e l’Atalanta, con 6 punti di penalità. Diverso il discorso di Padova-Atalanta: “partita – scrive la procura – per cui, stando a quanto si deduce dalle intercettazioni, è stato raggiunto l’obiettivo che le squadre si proponevano”. E sarebbero proprio le intercettazioni “a indurre a ritenere dimostrato il coinvolgimento di Doni” nella combine. Non solo. “Ci sono elementi che lascerebbero pensare a un coinvolgimento diretto del club, con dirigenti mai nominativamente indicati”. Un sospetto non provato, però. Quindi: Doni deferito conl’Atalanta per responsabilità oggettiva.

Quanto rischiano i nerazzurri? Tra i sei e i sette punti di penalità.Problemi anche per il Novara, tirato in ballo per due combine di Cristian Bertani. La prima sarebbe Novara-Ascoli di serie B, del 2 aprile 2011 (1-0). Secondo Carlo Gervasoni (ex Piacenza), Bertani “ebbe dagli zingari un telefono”. Un’utenza pulita, tramite cui “aggiustare” Novara-Ascoli. L’obiettivo era un over, ossia un risultato con più gol, e Micolucci sarebbe stato coinvolto. La partita falsi 1 a 0, con gol di Bertani. A cui Micolucci avrebbe restituito 40mila euro, perché la combine era saltata. Come proverebbe un sms in codice dell’ascolano all’attaccante: “Ti ho lasciato le maglie in albergo”. Bertani davanti ai giudici ha negato tutto. Ma la procura non gli crede. Deferito, quindi. E con lui deferito anche il Novara, per responsabilità oggettiva. Chievo-Novara di Tim Cup, del 30 novembre 2010, (3-0). Secondo gli inquirenti, venne truccata dagli zingari, che prima della gara consegnarono 150mila euro a tre giocatori del Novara: Nicola Ventola, Alberto Maria Fontana e Rijat Shala. Il tramite sarebbe stato Bertani, che non partecipò alla trasferta. Gli slavi volevano un over: e l’ottennero. I giocatori coinvolti smentiscono. Ma la procura ritiene le parole di Gervasoni “credibili e attendibili”. Altro deferimento per Bertani e per il Novara. Il club rischia di partire in B con sei punti di penalità. Capitolo Siena. I toscani potrebbero rispondere per responsabilità oggettiva, viste le presunte combine di Filippo Carobbio. II rischio non dovrebbe essere enorme.

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