TRS. Casemiro, i conti non tornano

Casemiro

(Augusto Ciardi) – Dopo l’estate, Casemiro da Sao Paulo sembrava essere diventato irraggiungibile quantomeno per la Roma. Dopo il rinnovo contrattuale, la clausola rescissoria riscritta, per comprarlo sembrava servissero non meno di 30 milioni di euro. Si parlava addirittura di offerte, delle solite note (Real Madrid, Chelsea) rasentanti i 50 milioni di euro. Che altro non è che la cifra fissata proprio dalla clausola inserita all’atto della firma del nuovo accordo col club paulista (che si dimezza nel caso di cessione a una società brasiliana). Poi di colpo la presunta svolta di fine anno. Per Casemiro bastano 12 milioni. Sorpresa? Nulla al confronto della novella delle ultime 24 ore. Casemiro, il prezzo giusto è 5 milioni. Un decimo rispetto a pochi mesi fa. Nel frattempo il valente centrocampista, che un po’ tutti giudicano il nuovo fenomeno del calcio mondiale (la cautela non abita più a nessuna latitudine) non si è infortunato, ha solo un po’ staccato la spina. Dopo il rinnovo il rendimento è calato, spesso è finito in panchina, più spesso è stato sostituito. Il suo Sao Paulo non lo ha certo aiutato, non andando avanti nella Libertadores. I dirigenti paulisti sono scontenti di Casemiro, ma da qui a stracciare il prezzo a livelli di liquidazione per quello che sembra un predestinato, ce ne passa. Stranezze del calcio sudamericano, dei contratti divisi in parti diseguali e misteriose fra percentuali, mediatori che accampano o vantano voce in capitolo, società riconducibili a istituti di credito che contano più dei club di calcio che li annoverano in rosa. Insomma, Casemiro, quello che secondo Baldini sarebbe il nuovo Emerson, la stellina diciannovenne inseguita dai top club europei, il mediano in grado di cantare, portare la croce e arretrare anche in difesa, il predestinato che a uno torneo Nike giocato a Manchester tre anni fa (c’erano anche i Giovanissimi romanisti di Stramaccioni) impressionò gli organizzatori e spinse la Roma che all’epoca i giovani emergenti neanche li guardava addirittura a sondare il terreno, insomma, il Casemiro ricercato quanto una pietra preziosa, sembra essere diventato, per il prezzo crollato, un affare da cogliere al volo. Lecito dubitare. O sul costo abbattuto. O sul reale talento del calciatore. Che invece nella sua pur breve carriera ha dimostrato di avere prospettive notevoli. Può essere che un po’ di bizze di un diciannovenne possano condizionare in tal modo il costo di un emergente? Quanto costerebbe Balotelli se il prezzo fosse determinato dal suo carattere?

Fonte: teleradiostereo.it

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