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MERCATO ROMA. Conosciamo meglio Nico Lopez

Nicolas Lopez "el conejo"

Tanto timido fuori, quanto letale nel rettangolo verde di gioco. Quando si presenta in allenamento raramente lo si sente parlare: sorride, è sempre allegro, segue le indicazioni, mai una parola di troppo. E se le indicazioni arrivano da un maestro dell’arte offensiva come Juan Ramon Carrasco, suo mentore e allenatore del Nacional, per gli attaccanti è oro che cola.

Carrasco dice di lui sorridendo “este pibe habla con los pies”, Lopez parla con i piedi e non ha tardato a ribadire un concetto che nella Tercera Division del Nacional, indicativamente la nostra Primavera, lo ha visto fare lunghi “monologhi” con i piedi, segnando goal a grappolo. L’ultimo exploit in uno dei tornei più prestigiosi del continente Sudamericano, la Punta Cup: il suo Nacional è arrivato in finale, perdendola contro i Brasiliani dell’Internacional, ma il ragazzo si è distinto segnando 12 reti in 7 partite del torneo guadagnandosi così il titolo di capocannoniere del torneo e succedendo, tra gli altri, a Luis Suraez, capocannoniere del Punta nel 2005. Grazie alle prestazioni al Punta Cup Lopez si è guadagnato il premio di giocare con la Prima Squadra, disputando tutti e 90 i minuti della partita di campionato contro il Central Espanol, schierato a sinistra nel tridente di Carrasco, segnando inoltre un pregevole goal che ha cementato la partita sul 3 a 1 per il Nacional. Tutto questo ha il vago sapore di una favola per quanto gli inizi non siano stati proprio positivi. La sua prima esperienza in una squadra professionistica è invece stata molto negativa: nelle giovanili del Montevideo Wanderers gli venivano riconosciute doti tecniche importanti poi, appena entrava in contrasto con gli avversari, veniva spazzato via a causa della sua costituzione fisica e molto spesso finiva con il vedere i compagni giocare dalla panchina. Poi è arrivata l’adolescenza e il fisico ha incominciato a farsi piu alto e robusto, al contempo è arrivato il passaggio al Nacional dove gli viene affidato il numero 9 del centravanti e Lopez esplode letteralmente bruciando le tappe nelle varie divisioni (ha giocato nella “Quarta” pur essendo anagraficamente da “Quinta”, gioca nella “Tercera” pur avendo l’età dei suoi compagni della “Quarta”) e diventando il calciatore di cui abbiamo visto sopra. La tecnica, come abbiamo visto, non gli è mai mancata anzi, pochi erano come lui come raccontano i suoi allenatori. E’ un attaccante molto intelligente, si muove senza palla, sa sempre dove mettersi in campo e come occupare gli spazi perchè sa leggere lo sviluppo dell’azione. Da numero 9 sotto la guida di Juan Carlos Carrasco è stato trasformato sovente in attaccante sinistro, ruolo in cui ha infatti debuttato con Carrasco senior in Prima squadra, cambiando comunque il ruolo in campo non cambia la sua confidenza con il goal.

I compagni lo chiamano “Nico” o “Lopecito“, i media “El Conejo“, per le strade del suo quartiere “La Teja“, dove ha cominciato a giocare a calcio, lo chiamano “El Diente” per le medesime ed evidenti ragioni del appellativo “El Conejo”.

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