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Totti: “Ritorno alla Roma? Non dipende da me. Ho incoraggiato Pellegrini dopo il rigore sbagliato, Dybala è un fenomeno”

Francesco Totti

Ospite del canale sportivo durante “Supertele” nel post-partita di Atalanta-Roma, sfida valida per la 31esima giornata di campionato terminata 3-1 per la squadra di Gian Piero Gasperini, Francesco Totti ha commentato la sfida ed ha interagito anche con José Mourinho nella consueta post-partita del portoghese. “In Europa viaggia in un certo modo, in campionato alterna risultati positivi a negativi – le parole dell’ex capitano giallorosso sulla Roma di José Mourinho -. È come se fossero due squadre. Ora si è fatta sotto anche l’Atalanta. Quattro/cinque squadre lotteranno per la Champions. Si complica un po’ il cammino della Roma per la Champions, ma speriamo possa arrivarci”.

La pressione dell’Atalanta è un marchio di fabbrica della squadra di Gasperini.
“Le qualità dell’Atalanta sono queste, hanno grande intensità e pressano alti. Quando poi ripartono in quattro/cinque diventa difficile contenerli”.

Cosa provi di fronte all’immagine di Mourinho che consola Rui Patricio?
“Nel calcio ci sono questi errori, però quando sbaglia il portiere non hai scusanti. Rui Patricio ha salvato tante partite, è un portiere eccezionale e di livello internazionale. Gli vanno fatto i complimenti, nel calcio succedono questi episodi”.

Ti aspettavi le italiane così avanti in Europa?
“No. È stato un anno diverso. Questa è stata la miglior risposta alle critiche al calcio italiano. Speriamo che almeno un’italiana possa vincere un trofeo”.

Pellegrini sta trovando continuità. 
“Il capitano ha responsabilità diverse dal resto della squadra. Lui ha capito l’importanza del giocatore e della persona. Ora sta tornando ai suoi livelli. Sono strafelice per lui. Questa settimana ci siamo sentiti, l’ho incoraggiato dopo il rigore sbagliato con il Feyenoord. Da quel momento si è ripreso ed è tornato a essere il giocatore che ci aspettiamo”.

Ti capita di ripensare alle vittorie e ai momenti belli?
“Se torni indietro con la mente cerchi di pensare a quei ricordi. Il Mondiale è l’apice per un giocatore. Eravamo un gruppo straordinario, aveva tutte le caratteristiche per vincere. Alla fine ci siamo riusciti”.

Quando hai parlato con Mourinho e Pellegrini lo hai fatto da tifoso della Roma. Ma se avessi chiuso gli occhi e non avessi saputo che ci fossi proprio tu, avrei pensato ‘come parla bene questo dirigente della Roma’. Cosa manca per il ritorno in società?
“Il matrimonio si fa sempre in due, anche se è un risposta banale. Non dipende da me. Penso che mettersi seduto e prendere un caffè per parlare di tantissime cose si potrebbe fare”.

L’incontro con Spalletti?
“Ho solamente risposto a una domanda di un giornalista. Se lo dovessi incontrare lo saluterei tranquillamente, perché no? Lui è uno dei migliori allenatori in circolazione e lo dirò sempre”.

Dybala?
“Per vincere i campionati servono i giocatori e quando li hai è un piacere. So che ragazzo e giocatore è Dybala, è un bene per tutti sia per la società sia per i tifosi. È un calciatore sopra la media, è un fenomeno”.

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