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IL MESSAGGERO La Roma spreca l’impossibile

Salah
Salah

(U. Trani) – La notte alBernabeu non è dolce come quella di 8 anni fa, successo e qualificazione ai quarti. La Roma, pur perdendo 2 a 0, esce però a testa alta e da domenica a Udine si dedicherà allaChampions che verrà. In campionato è terza, posizione che garantisce i preliminari della prossima edizione, ma il Napoli secondo (e da ospitare all’Olimpico il 24 aprile) è a soli 5 punti.Il sorpasso sulla squadra di Sarri vale l’accesso diretto. E’ il nuovo obiettivo diSpalletti che, non riuscendo a esportare il suo capolavoro anche all’estero, è già fuori dall’Europa. Sull’eliminazione pesano la sconfitta dell’andata all’Olimpico, risultato bugiardo per la prestazione e anche per i 2 rigori negati, e le occasioni sprecate qui daDzeko e Salah. Il Real va avanti e per il 6˚ anno di fila è tra le prime 8 del continente e dopo 29 anni elimina un’italiana in un doppio confronto.

FORMULA SPREGIUDICATA La Roma solo 2 volte, nelle sue 9 partecipazioni alla Champions, è arrivata ai quarti. In panchina, in entrambi i casi, proprio Spalletti. Che, nella scelta degli interpreti per la sfida al Bernabeu, ha subito voluto chiarire al collega Zidane di essere venuto qui per il tris, sfumato solo per gli errori di Dzeko e Salah. A Madrid, anche per l’assenza dell’infortunato Nainggolan, ha riproposto il suo vecchio sistema di gioco, il 4-2-3-1 che lo ha fatto conoscere in Europa nella sua prima stagione da allenatore giallorosso iniziata nell’estate del 2005. In difesa, per il forfait diRuediger, debutta in coppa Zukanovic. Davanti alla linea a 4, i palleggiatori Pjanic e Keita che, oltre a dedicarsi all’impostazione, devono fare pure il lavoro sporco, cioè rubare palloni e schermare il reparto arretrato. Dzeko torna titolare e viene messo nelle condizioni migliori, avendo alle spalle contemporaneamente Salah, Perotti ed El Shaarawy. In fase di possesso palla, con Perotti che si accosta al centravanti, ecco il 4-2-4. Il Real, con il solito 4-3-3, si schiera senza prima punta. In mezzo a Bale e Ronaldo parte James Rodriguez. Acentrocampo, tra Modric e Kroos, spazio aCasemiro che è più interditore di Isco che parte in panchina. Il terzino destro è Danilo che, preferito a Carvajal, fatica contro El Shaarawy.

ERRORI FATALI Navas, in questa Champions, non ha preso gol. Al Bernabeu non ha ancora segnato nessuno. Ma la Roma, dopo aver rischiato sul sinistro di Marcelo finito a lato, ci ha provato, spaventando la difesa dei galacticos. Dzeko, allargandosi a sinistra, riceve presto la palla del vantaggio da Salah. Bella la finta di El Shaarawy, ma la conclusione del centravanti, entrato in area in solitudine, si spegne sul fondo. Restituirà il favore all’egiziano, invitandolo al tiro dalla parte opposta. Niente da fare, palla sull’esterno della rete. Il piano di Spalletti sembra funzionare, ma gli attaccanti fanno cilecca. Szczesny è bravo su Modric e per due volte su Ronaldo. Ma Salah si pappa la chance più clamorosa all’inizio ripresa, calciando fuori ancora di destro. La Roma è lì che saluta la Champions, anche perché subito dopo Navas è bravo a respingere le conclusioni ravvicinate di Florenzi e Manolas.

EPILOGO SCONTATO Ronaldo, su cross di Vazquez entrato per Bale, non perdona, colpendo al volo davanti a Szczesny, e firma la qualificazione con il 91˚ gol in Champions, il 40˚stagionale in 36 gare. La Roma, dall’inizio del secondo tempo, schiera Vainqueur al posto di Pjanic che si fa male nel finale della prima parte. Il raddoppio, 3 minuti più tardi, è di James Rodriguez, su verticalizzazione di CR7, con tunnel maligno a Szczesny. Spalletti può solo rimpiangere il verdetto del match del 17 febbraio all’Olimpico e regalare a Totti, dentro per El Shaarawy, la passerella al Bernabeu. Il pubblico dei galacticos ne riconosce la sua maestosità e lo accoglie con l’applauso più intenso che ci sia. Perotti prende il palo. La Roma, in 2 gare degli ottavi, resta a digiuno.

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