L’ANALISI di ROMA-MILAN 1-1 Purgatorio senza fine, Kucka non infierisce sulle macerie romaniste

L'analisi della partita
L’analisi della partita

(D.Luciani) – La Roma saluta definitivamente la corsa Scudetto facendosi fermare all’Olimpico dal mediocre Milan di Mihajlovic. Un primo tempo decente, una ripresa semplicemente inguardabile. Undicesimo pareggio stagionale su 26 partite giocate. Non è bastato il vantaggio trovato dopo tre minuti e poco più da Rüdiger. Non sono bastati i rientri di Pjanic, Nainggolan e Totti, né il primo tempo del giovane Sadiq con l’argento vivo addosso. La Roma conferma per l’ennesima volta di non essere in grado di essere padrona dell’avversario, neanche quando di fronte c’è la squadra meno in forma del campionato, Hellas Verona a parte, domenica atteso proprio all’Olimpico. E, come se non bastasse, Garcia continua a perdere i pezzi: infortunio per Manolas costretto al cambio a fine primo tempo, sostituito da un Castan senza infamia e senza lode. La bordata finale di fischi dell’Olimpico sottolinea l’ennesimo fallimento del tecnico francese, intoccabile solo per chi comanda dentro Trigoria.

Con i nervi e con un pizzico di qualità, l’approccio iniziale della Roma aveva lasciato vane sperenze. Donnarumma ha vinto il duello tra baby-fenomeni con Sadiq negandogli dopo 20 secondi la gioia del gol. Poi l’1-0 di Rudiger, bravo a battere il portiere rossonero con un sinistro al volo su splendido assist su punizione di Pjanic. Proprio il bosniaco al 6′ ha fallito l’occasione del raddoppio, calciando male di sinistro da dentro l’area. Donnarumma e il palo hanno salvato nuovamente Mihajlovic su una bella girata di Rudiger in mischia. Bacca e Luiz Adriano hanno sbattuto ripetutamente sul tedesco e su Manolas, col greco superlativo in un paio di chiusure in extremis. Al 25′ salvataggio a due metri dalla linea di porta del greco su un tocco di Bacca smarcato da un cross di Abate deviato da Gervinho. A ritmo lento il Milan diventa padrone del gioco con lo scolastico 4-4-2 scelto dall’allenatore serbo. Florenzi e Digne si annullano con Bonaventura e Honda. Le squadre però sono continuamente slegate, con i reparti distanti: si ha costantemente la sensazione che entrambe possano subire rete in ogni momento della gara.

La gara svolta nei cinque minuti a cavallo tra primo e secondo tempo: al 45′ prima e unica azione lineare della Roma, quattro passaggi che portano Iago Falque a calciare in libertà dal limite dell’area. Tiro schiacciato dello spagnolo e parata semplice di Donnarumma, già pronto a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Al rientro dagli spogliatoi la Roma non c’è più. Il Milan, quasi senza volerlo, trova il pareggio: cross sul secondo palo e stacco vincente di Kucka su Florenzi, 1-1 e altra riprova dei limiti del generoso romano nel ruolo di esterno basso. Per un quarto d’ora è dominio rossonero: al 7′ Digne salva su Bacca dopo uscita a farfalle di Szczesny (ben ancorato sulla linea anche in occasione del gol subito), al 9′ ottima chiusura in area di Castan in scivolata su Luiz Adriano, al 13′ Bacca viene smarcato davanti al portiere giallorosso ma non riesce a superarlo. Al 14′ la colossale palla-gol della vittoria fallita dal Milan: Rüdiger regala la via della porta a Boateng appena entrato, assist per Bacca che lascia scorrere per l’accorrente Kucka. Sembra una sentenza, un film già scritto ma lo slovacco mostra tutti i suoi limiti qualitativi sparando alto di sinistro a cinque metri dalla porta. L’ultima occasione rossonera la timbra Bacca che trova la traversa a negargli la gioia del gol con un bel destro a giro.

Gli ingressi di Salah e Totti aiutano la Roma ad uscire dalla propria metà campo ma non producono effetti offensivi, impossibili da raggiungere senza uno straccio di gioco. Ogni giocatore allenato (?) da Garcia non ha fatto un passo in avanti una volta arrivato a Roma.

L’unico dilemma che rimane dopo il pareggio n. 24 in 56 partite giocate dal 6 gennaio 2015 è: quanto ancora bisognerà aspettare per il cambio in panchina? Cosa dovrà accadere ancora?

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