GAZZETTA DELLO SPORT L’Europa ci guarda: Italia, si può

Totti Nainggolan
Totti Nainggolan

(F. Licari) «Di tutte… proprio la Roma». Ebbene sì, caro premier, almeno nei sorteggi delle coppe non si possono usare i decreti legge. Quindi sarà derby, Fiorentina-Roma. Il 10onella storia dell’Europa League, il 17o in totale. Sarà tremendo e bellissimo, come sono le coppe agli scontri diretti, e almeno un’italiana avrà la sicurezza di conquistare i quarti. Neanche le altre tre rappresentanti – Inter, Napoli e Torino – possono godersi un sorteggio particolarmente esaltante, avendo trovato Wolfsburg, Dinamo Mosca e Zenit. Ma siamo sinceri: c’è grande equilibrio nel tabellone, pochissimi oggetti del desiderio, e soprattutto un nuovo spirito. Cinque italiane su cinque è record. Cinque italiane nei quarti significa che l’Euroleague non è più una seccatura ma un obiettivo. Aspettando tempi migliori, e la Juve a Dortmund, è questa la nostra Champions.

OLTRE I RECORD Da non sottovalutare: neanche nei tempi belli, quando le finali erano tutte italiane, avevamo raggiunto un simile risultato. In 4 edizioni avevamo però qualificato 4 italiane agli ottavi, quand’era ancora Coppa Uefa. Nel 1988-89 (Napoli, Roma, Juve, Inter). Nel 1990-91 (Inter, Roma, Atalanta e Bologna). Nel 1994-95 (Parma, Juve, Napoli, Lazio). E infine nel 1999-2000 (Roma, Parma, Udinese, Juve). Nei primi tre casi un’italiana ha poi sollevato la coppa (Napoli, Inter e Parma) e altre due sono arrivate in finale (Roma e Juve). Soltanto nel 2000 siamo rimasti fuori dai giochi. Precedenti che danno coraggio. Più avanti c’è solo la Germania che, nel 1980, ne portò addirittura 5 ai quarti, oggi impossibile, e 4 in semifinale, teoricamente fattibile. Ne riparliamo a marzo.

FIORENTINA-ROMA Prima c’è da superare questo turno che già l’anno scorso aveva offerto un derby, Juve-Fiorentina, così importante per l’Uefa da richiedere due arbitri top quali Webb e Kuipers. E la cosa divertente, si fa per dire, è che sia i viola (due precedenti con i bianconeri) sia la Roma (uno con l’Inter) i derby li hanno sempre persi. La favorita? Mah. In campionato, la Roma è davanti in classifica, ma ha perso il quarto di finale di Coppa Italia proprio contro la Fiorentina. Il successo con il Feyenoord ha risollevato il morale di Garcia, ma non sarà facile eguagliare la spinta ricevuta dall’eliminazione del Tottenham. Il ritorno all’Olimpico è un minimo, teorico, vantaggio per la Roma. Quel che conta, per favore, è che sia soltanto calcio: per non sentirsi poi rinfacciare che non sono solo gli «altri» i violenti.

NAPOLI: DINAMO MOSCA Sempre in teoria, il compito meno complicato sembra toccare ancora al Napoli. C’è una doppia sfida Italia-Russia e la Dinamo Mosca, rispetto allo Zenit capitato al Torino, dovrebbe essere un gradino più in basso. Si vede dalla classifica (la Dinamo è a 9 punti dalla capolista Zenit), dall’esperienza internazionale (lo Zenit è reduce dalla Champions) e dai nomi in squadra. Inoltre il Napoli gioca il ritorno in casa. Ma c’è un bel «ma»: in Euroleague la Dinamo ha già sconfitto due volte Psv e Panathinaikos, e adesso ha fatto fuori l’Anderlecht. A Kokorin, stellina russa, Zhirkov, Douglas, Denisov, Dzsudzsak, M’Vila, Benitez risponderà con Higuain, Gabbiadini e un attacco di qualità europea. Nelle ultime 10 partite dei russi, 8 successi e 2 pari. Insomma: attenzione.

INTER: WOLFSBURG Dopo il Bayern, almeno in Germania, c’è soltanto il Wolfsburg che ha casse ricche e una rosa da aspirante grande. A Guardiola ha appena rifilato 4 centri. Splende il centravanti Dost, ci sono poi la fantasia di Schürrle, la potenza di Luiz Gustavo, la tecnica di De Bruyne, soprattutto l’idea di collettivo affiatato. Ultimo k.o a novembre con l’Everton, ora ha eliminato lo Sporting. Neanche i tedeschi però saranno contenti di trovarsi un’Inter che non sembra fermarsi più e, con Mancini e il mercato, ha trovato uomini, modulo (4-3-1-2) e personalità. Potrebbe essere una sfida tra le più spettacolari.

TORINO: ZENIT Non è per niente fortunato il Torino nei sorteggi. Dopo l’Athletic, ecco un club nell’albo d’oro delle coppe. Lo Zenit di André Villas Boas, e prima anche di Luciano Spalletti, ha vinto l’Euroleague nel 2008. Era uno di quelli da evitare come la peste. In Champions è rimasto scottato nel gruppo con Monaco (meno debole di quanto sembrava), Leverkusen (idem) e Benfica, scivolando nella coppa minore dove s’è sbarazzato del Psv. Con Hulk, Danny, Witsel, Javi Garcia, più il nostro Criscito, è di diritto tre le forti d’Europa, anche se il ruolino stagionale mostra un certa discontinuità. E in ogni caso la straordinaria prestazione dei granata in Spagna, e la facilità nell’andare in gol (5 centri nei sedicesimi), rendono il tutto meno semplice del previsto. Zenit favorito, sicuro, come lo era l’Athletic…

EUROLEAGUE PER LA CHAMPIONS Tanto equilibrio negli altri ottavi: il Siviglia si lascia preferire al Villarreal, l’Everton farà meglio a non fidarsi della Dinamo Kiev, l’Ajax potrebbe superare il Dnipro, e ci sarà da divertirsi tra Bruges e Besiktas. Obiettivo? La finale del 27 maggio a Varsavia: chi vince, in più, va anche in Champions. E per l’Italia? Con la classifica del campionato di oggi, soltanto se dovessero vincere Inter o Torino, al momento fuori dalle coppe, il contingente del prossimo anno salirebbe a 7 squadre (4 in Champions). Con Napoli e Roma tutto come prima, essendo già in Champions. Con la Fiorentina saranno 7 squadre soltanto se arriva 6a in campionato e non vince la Coppa Italia: altrimenti sarebbero 4 in Champions e 2 in Euroleague. Complicato, no?

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