AS ROMA Ljajic: “Meglio che non parlo di Juventus-Roma”

Ljajic esultanza
Ljajic esultanza

Adem Ljajic ha rilasciato delle dichiarazioni all’emittente ufficiale giallorossa. Ecco le sue parole:

Li risenti i gol il giorno dopo o no?
“Sì mi piace sentire, ma non avevo risentito”.

Dopo aver sentito le parole di Garcia ho pensato: questa è la partita di Adem e avete fatto la cosa più difficile te e Francesco.
“E’ arrivata una palla di Francesco, quando ti arriva una palla così devi fare gol. Io non lo guardo così perché un attaccante deve fare gol perché è importante ma prima di tutto è importante entrare in campo e fare il massimo per la squadra e aiutare i terzini e i centrocampisti perché non possono correre solo loro con noi che stiamo davanti ad aspettare la palla. Poi facciamo anche gol perché siamo forti”.

Dopo i fatti di domenica si parla di moviola in campo…
“Quello che è successo domenica mi è stato riferito di non parlarne, meglio che sto zitto (ride). Mi piace entrare in campo e dare il massimo per la squadra e fare il massimo. Con o senza moviola non cambia nulla. Per qualche partita come quella di domenica ce ne sarebbe stato bisogno, ma speriamo che il calcio migliori”.

A volte capita qualcosa di brutto, come sugli spalti domenica
“La gente non è ancora abituata ad avere la panchina in tribuna. Era l’unico stadio e la gente si deve abituare ed avere più rispetto. E’ successo tanto ma cosa dobbiamo fare, dobbiamo guardare avanti”.

Hai la pelle dura..
“Ho risposto, ma poi dobbiamo essere tranquilli perché se il mister ti vuole far entrare devi avere la testa fredda. La gente si deve abituare. Quando noi faremo il nostro stadio, con le panchine in questo modo, spero che i nostri tifosi non si comporteranno di più”.

Gap colmato con la Juve?
“Non so che dire, ma abbiamo giocato bene la nostra partita e giocato bene il nostro calcio con tanto possesso palla e passaggi corti. Abbiamo fatto 2 gol e subito 3 gol irregolari. Contro di questo non possiamo fare niente, il nostro l’abbiamo fatto. Andiamo avanti, c’è ancora molta strada da fare e può succedere di tutto. Giocheremo partita per partita e proveremo a vincerle tutte”.

Cosa è cambiato rispetto la scorsa stagione?
“E’ passato un anno, sono arrivati molti giocatori la passata stagione e dovevamo conoscerci anche in campo. Poi giochiamo il più bel calcio in Italia e siamo i più forti, però dobbiamo dimostrarlo in campo e dare il massimo per provare a vincere. Facciamo tutto quello che possiamo fare, se poi vinciamo, vinciamo….”

Chi ti manda il primo messaggio dopo un gol?
“Di tanti amici della serbia, della mia ragazza, della mia famiglia. Quando finisce la partita chiamo mio padre e gli chiedo dove posso migliorare”.

Perché Advocaat ti ha tolto la maglia della nazionale?
“Non ho molto da dire, ho letto sui giornali. Ha deciso di non chiamarmi per cose sue, però sono sempre pronto a giocare per la Serbia perché ho giocato in tutte le categorie della nazionale serba e sono pronto a giocare. E’ un problema suo, non mio, ci sarò se mi chiamerà. Sono rimasto qui per allenarmi al massimo”.

Cosa ti piace della Serbia e cosa di Roma?
“Mi manca la mentalità serba un po’ ‘dura’, gli amici, la ragazza però mi trovo bene qui a Roma. Il volo dista solo un’ora e un quarto, possono venire qua e quando ho due giorni liberi posso volare da loro. Mi piace l’entusiasmo di Roma e dei tifosi”.

Se dovessi convincere un connazionale cosa gli diresti?
“Ho provato a convincere Kolarov che è un mio grande amico, l’ho chiamato 2-3 volte ma non è più venuto. Non posso dire se si sia pentito di non essere venuto, però spero che arriverà qualche compagno della Serbia perché sono forti, soprattutto lui perché al momento è il giocatore più forte della nazionale serba”.

Chi si fa sentire di più in campo? 
“Daniele si fa sentire di più, in maniera positiva, chiama quelli davanti a lui tra centrocampisti e attaccanti. Noi altri parliamo tutti perché aiuta tanto, perché a volte non vedi giocatori dietro di te”.

Una curiosità tattica: lo scambio frequente tra voi attaccanti esterni manda un po’ ai pazzi?
“Secondo me è il nostro vantaggio. Il mister chiede questo, di cambiare posti e muoversi quando si ha la palla. Mi piace molto e penso anche ai nostri attaccanti. Ora siamo abituati tutti e questo è importante”.

Florenzi sostiene che tu sia il più grande rompipalle del gruppo…
“Sono uno che scherza sicuramente (ride). Sto nello spogliatoio con le risate, non mi piace essere serio”.

Saresti felice a fine campionato se…
“Se vinciamo lo scudetto, ma giochiamo partita per partita e continuiamo sulla nostra strada. Dopo questa partita di domenica non dipende tanto da noi. Dobbiamo dare il massimo e giocare a testa fredda. In questo momento c’è un clima particolare”.

Sei goloso di cioccolata?
“Più di Nutella”

Un piatto romano o italiano che ti fa impazzire?
“Mi piace tanto la pasta ma qualche volta non la posso mangiare”.

Un piatto di Belgrado?
“Non si mangia come qua, senza prima o secondo. La cucina però è un po’ più pesante e difficile da digerire, però è sicuramente bella e ci sono tante cose da provare della cucina serba, se ci capitate chiamatemi”

Fonte: As Roma

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