GAZZETTA DELLO SPORT Rizzoli resta il migliore. Ma è il rendimento di squadra a crescere

Rizzoli

(A. Frosio) – Come stanno gli arbitri? Sorpresa: pagelle alla mano, meglio di quanto le ultime tribolate settimane possano far credere. E sicuramente meglio degli anni scorsi. La media voto complessiva dei direttori di gara utilizzati finora 29 in totale è infatti superiore a quella delle ultime cinque stagioni: certo, siamo ancora sotto il livello della sufficienza, ma di poco (il voto medio è 5,92) ma comunque il dato fa registrare una crescita costante nelle ultime cinque stagioni. Si è partiti dal 5,77 del 200809, 5,76 nel 200910, 5,8 nel 201011, 5,85 nel 201112, 5,9 nel 201213 e, appunto, il 5,92 attuale.

Più sufficienti Non solo: ben otto arbitri con almeno dieci presenze stagionali sono oltre la sufficienza. L’anno scorso, a fine stagione, furono sette. Cinque anni fa, soltanto uno chiuse oltre il 6. Era Rizzoli, che in questa stagione ha la media voto più alta: 6,46 (in 12 partite dirette(. Insomma, la fama di miglior arbitro del campionato non è una sensazione, ma è provato dalle pagelle. Con lui, sopra la sufficienza Orsato (6,31), Massa (6,29), Rocchi (6,18), Gervasoni e Valeri (6,17), Russo (6,13) e Mazzoleni (6, il più utilizzato, con 13 partite nel fischietto, come Orsato e Damato). A questo gruppetto di otto, si aggiungono Pinzani (una partita, un 7 in pagella), Mariani, Cervellera, Fabbri e Pairetto, che sono tutti sopra il 6 ma che finora hanno soltanto assaggiato la Serie A. Ci sono anche i peggiori, naturalmente. E le pagelle della Gazzetta raccontano che i voti più bassi sono toccati, sempre tra quelli con almeno dieci partite arbitrare, a Tommasi, Irrati e Celi, tutti e tre con una media di 5,32. Con loro, sotto la soglia della sufficienza Doveri, Guida, Calvarese, Damato, Bergonzi (precipitato dopo la brutta prestazione in RomaInter), Tagliavento, Peruzzo, Giacomelli, Banti e De Marco.

Meno falli fischiati Ma come arbitrano i direttori di gara italiani? Il dato che salta subito all’occhio, innanzitutto, è la netta diminuzione dei falli fischiati. Cinque anni fa venivano assegnate più di 35 punizioni a partita, poi c’è stata una progressiva diminuzione. E, salvo il dato in controtendenza dell’anno passato, ci si sta assestando su una media di circa 28 falli fischiati a partita (il dato di questa stagione è praticamente uguale a quello di due anni fa), quasi in perfetto equilibrio tra falli per la squadra di casa e falli per la squadra in trasferta, 49,1% contro 50,9%. Mazzoleni è quello che ha più spesso il fischietto in bocca: 420 falli sanzionati. Interessante anche il trend dei rigori concessi. Il dato complessivo è più o meno sempre lo stesso nelle ultime cinque stagioni (all’incirca una media di 0,3 a partita, cioè uno ogni tre gare), rispetto alle quali, però, c’è molto più equilibrio tra casa (54,8%) e trasferta (45,2%). In precedenza la percentuale dei penalty «casalinghi» superava abbondantemente il 60% (fino a un netto 68% del 200910). Gervasoni, Rocchi e Tagliavento sono, dati alla mano, i più propensi a indicare il dischetto: 7 i rigori concessi.

I cartellini Le ammonizioni sono ormai attestate intorno ai cinque «gialli» a partita (il minimo nel 201011: 4,2), mentre sono in calo le espulsioni: 71 i «rossi» comminati finora in campionato, cioè 0,274 a partita, la media più bassa degli ultimi cinque anni.Orsato il più severo nelle ammonizioni (82 gialli); De Marco lo «specialista » dei rossi, con 8 espulsioni.

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