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IL MESSAGGERO Legge sugli stadi, scatta il blitz. Torna il rischio speculazioni

Stadio Olimpico

(A. Bassi) –  Il trattamento è lo stesso riservato alle opere strategiche. Tempi certi e nessun ostacolo burocratico. Con il corollario di un ricco premio al privato che si prende “l’onere” di costruire. Solo che l’infrastruttura in questione non è un’autostrada, una rete ferroviaria o un ospedale, ma uno stadio o un palazzetto dello sport. Dopo il tentativo fallito al Senato, il governo con un vero e proprio blitz, ha deciso di inserire alla Camera, nella manovra, le nuove norme sulla costruzione degli impianti. «La questione sarà affrontata e chiusa nella legge di Stabilità», dice al Messaggero Francesco Boccia, lettiano presidente della Commissione bilancio di Montecitorio. «Il testo di partenza», aggiunge Graziano Delrio, ministro per gli Affari Regionali con delega allo sport, che si sta occupando di scrivere la norma, «sarà quello preparato per il Senato». Un testo pieno di bachi in grado di far ripartire, come subito si è affrettato a denunciare un vasto fronte dal Pd a Legambiente, la speculazione edilizia. La postilla che aveva fatto gridare allo scandalo, ossia la possibilità di edificare condomini in zone «non contigue» all’impianto sportivo, è uscita dalla porta principale. Ma potrebbe rientrare dalla finestra. Colpa dell’ambiguità con cui è scritto il provvedimento. L’emendamento del governo prevede che a presentare il progetto per il nuovo stadio sia direttamente il privato dopo che ha raggiunto un accordo con la squadra di calcio.

I NODI APERTI

Per costruire l’impianto, ovviamente, dovrà presentare un piano finanziario. Dire, cioè, quanti soldi investe e come prevede di rientrare delle somme spese. Qui sta il nodo. Siccome gli stadi rendono poco, la norma prevede che lo stesso privato possa presentare, d’accordo con le amministrazioni locali, anche un piano «a corredo» funzionale «al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’intervento e concorrente alla valorizzazione in termini sociali, occupazionali ed economici del territorio di riferimento». Insomma, se Comune e Regione sono d’accordo, oltre allo stadio il privato, in genere un costruttore, potrà fare anche altro e altrove cioè in zone totalmente diverse da quelle degli impianti sportivi. Cubatura libera? «Il sospetto è forte», dice il senatore del Pd, Raffaele Ranucci. Per «evitare la speculazione», aggiunge, «basterebbe poco, ossia escludere esplicitamente l’edilizia residenziale». Una linea, la sua, condivisa anche dal renziano Dario Nardella, che sulla questione degli stadi ha presentato un progetto di legge che ancora giace in Parlamento e che, come Ranucci, ha chiesto di escludere il residenziale dalla cubatura premio. Anche perché la norma non riguarda solo gli stadi, ma anche i Palazzetti dello sport da 500 posti. La tentazione di proporre ai Comuni la costruzione di un impianto per poi edificare condomini potrebbe essere forte. Considerando pure, che non ci sarebbe modo di fermare il progetto. Se anche ci fosse un vincolo o un’amministrazione tardasse a dare qualche autorizzazione, interverrebbe direttamente la Presidenza del Consiglio.«Non si capisce», dice Ranucci, «perché questa normativa di favore dovrebbe valere solo per chi costruisce uno stadio e non anche per chi edifica un ospedale o una scuola». Il Pd, del resto, sul tema è profondamente spaccato. Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando è contrario. Così come il vice ministro, Stefano Fassina. Chi ha preso un impegno con il Coni a chiudere la partita, è stato il premier Enrico Letta. Le cifre in gioco 1.248 La spesa. in miliardi di lire. sostenuta dallo Stato per i nani-diali di calcio del 1990 105 hi milioni di euro la spesa che ha sostenuto la Juventus per costruire il nuovo stadio 12 Sono i progetti di nuovi stadi o di ristrutturazioni che sono allo studio delle società di calcio 45 In milioni di euro le risorse stanziate dalle legge di Stabilità per ammodernare gli stadi.

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