CORRIERE DELLA SERA Borriello il nuovo eroe il suo gol scatena i tifosi

Borriello

(G. Piacentini) Il day after in casa giallorossa è dedicato alle celebrazioni, e alle polemiche. Mentre l’eco del record di dieci vittorie consecutive in avvio di campionato della Roma ha fatto il giro del mondo—dall’Europa al Sudamerica passando addirittura per l’India—il presidente James Pallotta si è voluto togliere un sassolino dalle scarpe: «Hanno svelato —il tweet pubblicato sul profilo della società—il nostro segreto: abbiamo 5 maghi, 4 stregoni, 3 veggenti, 2 ciarlatani e 1 giullare di corte». Il riferimento è alle voci, rimbalzate negli ultimi giorni tra le radio private e i social network, secondo cui il presidente della Lazio, Lotito, avrebbe attribuito all’opera di alcuni maghi i successi romanisti.

Dopo lo stupore iniziale, per rispondere il manager americano ha usato l’arma dell’ironia, con la speranza che la polemica non sia destinata ad arricchirsi di nuovi capitoli che potrebbero scalfire il clima di euforia che si respira sulla sponda romanista del Tevere. Ieri è toccato a Marco Borriello finire al centro delle celebrazioni. È stato suo il gol che ha regalato alla formazione di Garcia il successo contro il Chievo, sono andati a lui i ringraziamenti di una piazza che solo pochi mesi fa lo aveva completamente scaricato. Sul suo profilo ufficiale su Twitter, il centravanti napoletano ha ricevuto un bel po’ di messaggi di congratulazioni da parte di tifosi e compagni di squadra, con Dodò e Benatia in prima fila.

Strana parabola quella di Borriello, che ora si ritrova protagonista dopo che in estate la Roma aveva provato in tutti i modi a liberarsi di lui e del suo ricco (5.4 lordi più i premi) ingaggio. Non ci è riuscita, per la gioia di Rudi Garcia che in organico non ha centravanti con le sue caratteristiche, e lui ha risposto sul campo da professionista e fuori dal campo con la promessa di spalmarsi lo stipendio. Una doppia vittoria, e un segnale di come a volte basti poco per cambiare la storia. Per accorgersene, alla Roma, non c’è stato bisogno di nessun mago.

 

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