5-5-5 L’ANALISI TATTICA Le bugie di Ventura, le decisioni di Banti e le scelte di Garcia

5-5-5 L’Analisi tattica

38 vittorie consecutive sarebbero state impensabili anche per il migliore giocatore di Fifa 14, o per il migliore allenatore di Football Manager, tanto più per una squadra reale, che affronta un campionato duro come quello italiano. Altrettanto difficile è vincere 10 gara consecutive per poi pareggiare l’undicesima, e la Roma di Garcia è riuscita in questa impresa, che ancora conta poco, ma che a fine anno potrebbe contare qualcosa in più di un semplice record. Si ferma la serie di vittorie, ma come consuetudine nella storia giallorossa, serve sempre una componente esterna, che non si ferma ai meriti dell’avversario. Dura parlare solo di tattica, in questa rubrica almeno, quando si ha a che fare con un arbitro del ‘calibro’ di Banti, capace di sbagliare sistematicamente valutazione per 90 minuti.

LE BUGIE DI VENTURA. Il Toro gioca una gara tosta, coraggiosa, per poter fermare la Roma. Una gara impostata sull’aspetto difensivo per poi poter ripartire grazie alla caratteristiche di Maggiorini e Cerci. Qui però arriviamo alla grande bugia tattica di Ventura: “Abbiamo giocato con un 4-2-4”. Mai affermazione fu più falsa: i granata giocano con 10 uomini dietro la linea della palla, con il più difensivo dei 4-4-2, spesso trasformato in un 4-4-1-1. Il Torino ha ottenuto l’obiettivo – un punto – ma non si dica che il suo tecnico abbia impostato una gara spregiudicata.

GLI ERRORI DI BANTI. Passano appena 30 secondi e Moretti commette un subito un fallo ai danni di Florenzi: calcio sul tendine d’Achille in contrasto aereo. Dopo 30 secondi è difficile ammonire un giocatore, ma i falli devono esser puniti, e se il buongiorno si vede dal mattino, dopo pochi attimi già Banti aveva fatto capire molto di sé. Il rigore negato a Pjanic, il fallo non fischiato a Maicon al limite dell’area (e se non fosse stato fallo, il direttore di gara avrebbe dovuto ammonire il brasiliano per simulazione), il fallo di Meggiorini (dichiarato dallo stesso attaccante granata) ai danni di Benatia in occasione del pareggio di Cerci. Una gara indirizzata da Banti, l’unico veramente in grado di fermare parzialmente la Roma.

LE SCELTE DI GARCIA. Un allenatore non può indovinare 38 formazioni: si può sbagliare alcune volte. All’undicesima gara qualcosa è da rivedere, su tutte la scelta di Bradley dal primo minuto, con lo spostamento di Pjanic in attacco. L’americano incappa nella più classica delle giornate no, non indovinando un movimento: ne è l’esempio l’azione del goal del Torino. Lui sbaglia i tempi del pressing, permettendo alla retroguardia granata di lanciare Meggiorini nello spazio. Il bosniaco dimostra, inoltre, di rendere meglio quando arretrato a centrocampo, con l’ingresso di Ljajic, quando può giocare frontale alla porta avversaria, vedendo i movimenti dei propri compagni. Dalle imprecisioni si può imparare per poter raggiungere la perfezione…

A cura di Luca Fatiga

@LucaFatiga9

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