CORRIERE DELLO SPORT Gervinho, l’imprevedibile uomo del gol

Gervinho

(E.Intorcia) – Imprevedibile, è l’aggettivo giusto. Perché quando Gervinho riceve palla, le sue gambe corrono più veloci del suo stesso pensiero, non sai mai cosa aspettarti. «E’ impossibile capire cosa sta per fare. Qualche volta mi chiedo se almeno lui lo sappia», ha raccontato Rio Mavuba, centrocampista del Lilla, un altro dei Garcia-boys capaci due anni fa di salire sul tetto della Ligue 1. Interrogativo legittimo chiedersi se il calcio che l’ivoriano disegna in campo segua un filo logico o se sia semplicemente il frutto del suo istinto, del suo modo di vivere il calcio che lo avvicina molto ai sudamericani per quella naturale predisposizione al dribbling ossessivo, agli slalom fulminanti. (…)

METAMORFOSI – Da uomo assist, pronto a giocare per gli altri, il Gervinho giallorosso sta tornando il bomber implacabile dei tempi del Lilla, quando guarda caso in panchina c’era il suo mentore Rudi. Per due anni di fila in doppia cifra in campionato (13 e 15 gol), nell’anno del titolo anche in doppia cifra negli assist. In sei partite di campionato, un terzo delle presenze messe insieme in Premier League un anno fa con l’Arsenal, ha già segnato 3 reti contro le 5 realizzate in tutto il torneo con i Gunners: facendo due conti, le proiezioni suggeriscono un salto indietro nel tempo di tre anni. (…)
GLOBALE – Nel calcio globale di Gervinho coesistono tre anime distinte. Per lo stile, l’ivoriano è stato sin da giovane accostato a modelli sudamericani, per la ricerca del gesto tecnico, per la propensione al dribbling, per il gusto per il colpo ad effetto. Dunque fantasia brasiliana coniugata alla fisicità esplosiva tipica della scuola ivoriana, che certo negli ultimi 10-15 anni è riuscita a esportare i propri talenti in Europa (e non solo) distinguendosi come la realtà più interessante nel panorama del calcio africano. L’istinto e il fisico di Gervinho sono stati però educati sin da subito secondo i precetti del calcio europeo, un’impostazione francese ma che strizzava l’occhio al modello inglese, in particolare quello dell’Arsenal, che guarda caso nel 2011 diventerà il suo club. L’anello che lega in qualche modo il calcio francese ai Gunners è Jean Marc Guillou, il fondatore dell’ASEC Abidjan, l’academy dove Gervinho si è formato da ragazzino, ma anche l’uomo che guidò Wenger nei suoi primi passi da allenatore. (…)
ICONA – Funziona in campo, buca lo schermo fuori dal rettangolo verde. Se n’è accorta anche la Nike, per esempio. Per farsi amare dai tifosi romanisti una notte come quella con il Bologna può bastare, per diventare un’icona del calcio ivoriano serve una consacrazione a livello internazionale che la Roma sarebbe ben lieta di regalargli… A Pechino 2008 Gervinho è stato capitano della nazionale olimpica della Costa d’Avorio – al debutto, dall’altra parte, c’era Messi – e sa che il modello a cui ispirarsi (che poi è anche una presenza ingombrante con cui convivere…) è uno solo e di nome fa Didier.
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