GAZZETTA GIALLOROSSA Delli Carri (ds Pescara): “A Roma vogliamo fare bella figura, conosco Andreazzoli dai tempi di Lucca e merita una chance. Destro diventerà un campione”

Delli Carri

In vista della sfida di campionato contro il Pescara, di scena domenica pomeriggio allo stadio Olimpico, la redazione di Gazzetta Giallorossa ha contattato il direttore sportivo abruzzese Daniele Delli Carri. Ecco di seguito le sue dichiarazioni:

Come confermato anche dal mister Bucchi ormai l’unico obiettivo è onorare il finale di stagione, dopo la sfida con il Siena non ci sono più ambizioni salvezza?

“Si effettivamente le possibilità di salvezza sono ridotte ai minimi termini ma finchè la matematica non ci condannerà continueremo a provarci. Ad esempio nella sfida dell’Olimpico cercheremo di onorare il campionato e di fare una bella figura; non sarà facile ma ci proveremo”.

Avete fatto una grande partita a Torino nell’ultima trasferta cedendo solo nel finale, contate di ripetere quel tipo di prestazione?

“Si come successo due settimane fa contro i bianconeri cercheremo di non concedere nulla alla Roma e di stare molto attenti specie in fase difensiva. Queste sono partite che non capita di giocare ogni giorno e quindi anche senza grosse motivazioni di classifica vanno onorate per gli stimoli che ti forniscono, sono sensazioni straordinarie che tutti vorrebbero vivere. Poi se dovessimo trovare una squadra appagata dalla grande partita di mercoledì, magari ci può scappare la sorpresa”.

Stagione molto difficile la vostra. Cosa non è andato quest’anno?

“Molte cose sono andate storte, dai tanti  cambi in panchina (Stroppa, Bergodi, Bucchi) alle mie responsabilità dirette per le scelte di mercato (a fine stagione sicuro l’addio al Pescara, ndr). Non è giusto stare qui a soffermarci sulle responsabilità dei singoli, di sicuro se sei ultimo in classifica e quasi condannato a sei-sette giornate dalla fine, significa che hanno sbagliato tutti”.

Venendo alla Roma, che idea si è fatto dei giallorossi?

“Ho avuto modo di parlarne in passato anche con mister Zeman e di sicuro la squadra è ricca di talenti. Mi dispiace che non ci sia stata la giusta pazienza nell’aspettare lo sviluppo di un progetto che poteva essere molto interessante. Per il resto direi che hanno avuto troppi alti e bassi; prendi ad esempio la gara di  Coppa Italia contro l’Inter dove sei partito non al massimo e poi c’è stato un secondo tempo da incorniciare. Ora è chiaro che tutte le attenzioni sono rivolte su questo derby di finale anche perchè una vittoria potrebbe cambiare completamente il volto della stagione”.

A proposito di Coppa Italia, è stato il torneo di Mattia Destro (5 gol in 4 partite) un suo giudizio sul talento ascolano?

“È in crescita come il resto della squadra. Ha avuto qualche problema all’inizio, forse anche di inserimento, ma considerando che ha solo 21 anni ci può stare. Quanto visto a San Siro ti fa pensare che possa diventare veramente un fuoriclasse della Roma e della Nazionale. Ha tutte le qualità di un grande attaccante moderno: senso del gol, forza fisica, spirito di sacrificio, capacità di fare reparto da solo. Mi aspetto una sua esplosione nel giro di un paio d’anni. Se dovessi paragonarlo a qualcuno direi Pippo Inzaghi per il fiuto, ma con una fisicità superiore”.

Oltre a Destro, la Roma è ricca di giovani di prospettiva.  Chi apprezza particolarmente?

“Se dovessi dirne uno direi Alessio Romagnoli, molto stimato anche dal mister Zeman. Tra l’altro gioca in un ruolo dove non siamo copertissimi anche a livello nazionale e quindi speriamo possa crescere nel migliore dei modi anche per Prandelli. Oltre a lui stimo tanto anche Florenzi e Marquinhos che sono già dei titolari inamovibili. Poi direi che il miglior giovane è sempre Francesco Totti; l’abbiamo ammirato all’andata e sembrava un 20enne, evidentemente la preparazione di Zeman gli ha fatto talmente bene da farlo ringiovanire 20 anni”.

Ha citato più volte Zeman, potrebbe tornare a Pescara l’anno prossimo?

“A chi non piacerebbe riaverlo qui. Credo però sia molto difficile perchè ha ancora un anno di contratto con la Roma a cifre importanti e soprattutto qualora dovesse svincolarsi, immagino che voglia continuare ad allenare in Serie A”.

Da tecnico a tecnico. Per lei Andreazzoli merita la riconferma?

“Pensa che lo conosco dai tempi di Lucca perché io giocavo lì e lui allenava la Primavera. È una persona molto seria, preparata e dotata di grande esperienza.  La sua dote migliore è proprio quella di farsi rispettare nello spogliatoio, a prescindere da chi ha davanti. Io gli darei una grande chance anche il prossimo anno”.

Un’ultima domanda sul mercato. Alla Roma c’è un problema portiere e voi avete Perin di cui si era parlato qualche mese fa. Può essere da grande squadra e come mai non sta giocando?

“Innanzi tutto vorrei dire che non esiste nessuna scelta societaria sul mancato impiego di Perin; non ci sono clausole strane con il Genoa per cui non dovremmo schierarlo, anzi. Sul valore del ragazzo non si discute, in questo momento Bucchi sta preferendo Pelizzoli ma è solamente una scelta tecnica. Per me può essere un portiere da Roma e da grande squadra, dopo Buffon è il futuro della Nazionale italiana”.

 

A cura di Angelo Papi

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