LA REPUBBLICA Caso Sceicco, slitta l’ultimatum: “La risposta dopo il 14 marzo”

Adnan e Michele Padovano

(M.Pinci) –  L’attesa per una risposta definitiva dallo “sceicco” — in un senso o nell’altro — potrebbe scivolare oltre il 14 marzo. Il termine ultimo indicato dalla Roma all’imprenditore giordano Adnan Qaddumi per concludere il versamento, circa 50 milioni, utile a partecipare all’americana As Roma Spv llc che indirettamente controlla il sessanta per cento della società giallorossa, non sarebbe infatti tassativo.

Nel contratto preliminare siglato tra le parti, è prevista la possibilità di una proroga dei termini. Una soluzione, benché vincolata comunque al verificarsi di determinate condizioni, che potrebbe consentire al potenziale partner di allungare i tempi per mettere a disposizione la cifra prevista dall’accordo, costringendo Pallotta a rimandare l’ultimatum. Intanto Qaddumi — che non più di un mese fa aveva avuto un lungo incontro con il dg romanista Franco Baldini in un noto circolo romano sul Tevere — ha provveduto prima del fine settimana, trascorso in Umbria, a sporgere querela contro alcune dichiarazioni che aveva ritenuto lesive, come quelle dei vertici del Don Orione di Bergamo, allegando dichiarazioni di personale in servizio.

Ma nella Roma che celebra il nuovo record di Totti, c’è spazio anche per due spine. La prima Pjanic: l’infortunio alla caviglia sinistra, ieri ancora gonfissima, rischia di essere più serio del previsto. Al Campus Biomedico domenica sera è arrivato in lacrime, oggi la risonanza scioglierà i dubbi ma si teme la lesione ai legamenti e uno stop di un mese e mezzo. L’altra è Osvaldo: una reazione nervosa alla sostituzione, senza dare la mano a Muzzi e Andreazzoli, che pure era riuscito a contenerne l’impeto sia dopo il rigore rubato a Totti a Genova, sia soprattutto nello spogliatoio di Bergamo, quando chiedendogli più intensità ne aveva bloccato il tentativo di replica chiedendo di non essere interrotto.

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