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IL MESSAGGERO Roma, vergogna di Pasqua

Miccoli

(U. Trani) – L’aria di mare anestetizza la Roma che, opaca e presuntuosa, perde al Barbera, spreca il turno favorevole e permette alla Lazio di giocare il derby dell’8 aprile avendo tre punti in più in classifica. Il Palermo merita il 2 a 0, arricchito da una traversa e un palo, e torna al successo, il primo nel 2013, dopo una striscia negativa di 16 partite, compresa una di Coppa Italia. I giallorossi interrompono la loro, 13 punti nelle 5 gare, e con Andreazzoli per la prima volta non segnano: in Sicilia, a quanto pare, non trovano l’ispirazione, visto che l’ultima gara in cui fecero cilecca è quella del 13 gennaio a Catania.

SOLO UNA NOVITA’ – La Roma, all’undicesima sconfitta, frena e di brutto nella volata per l’Europa e vede diminuire le possibilità di salire sul podio per la Champions che verrà. Un film già visto. Distratta e sciatta, regala il primo tempo al gruppo di Sannino che non è più ultimo e riprende a credere nella salvezza. Andreazzoli conferma, per dieci-undicesimi, l’ultima Roma, quella che il 17 marzo ha superato il Parma all’Olimpico, senza avere però gli stessi benefici: l’unico innesto, tra l’altro forzato, è Piris che prende il posto dell’infortunato Marquinhos e che diventerà il punto debole della difesa, con gaffe evidenti in entrambe le azioni dell’uno-due del Palermo. Pomeriggio da dimenticare per il paraguayano: ammonito, salterà il derby perché squalificato. Accanto a De Rossi, c’è ancora Tachtsidis, con Pjanic, non ancora al meglio, inizialmente in panchina. Sui lati a destra Lamela, abbastanza fragile in fase di non possesso palla e sicuramente innocuo quando avanza, e a sinistra Marquinho, distratto in copertura e disastroso davanti alla porta. Dietro a Totti, poco brillante e un po’ statico, ancora Perrotta e Florenzi che faticano a trovare gli spazi per diventare pericolosi, in particolare il primo.

IL BLACK OUT – Come se fosse in letargo, la Roma fatica a entrare in partita. Il Palermo, timoroso in avvio, prende coraggio vedendo l’atteggiamento dei giallorossi, leziosi e lenti soprattutto quando sono nella metà campo avversaria. Il 3-5-2 di Sannino, con Donati a fare da schermo ai tre difensori, è compatto e diventa efficace in contropiede. A parte un tiro alto di Florenzi al terzo, per metà tempo le occasioni sono tutte del Palermo che merita di arrivare all’intervallo avanti di due reti. Kurtic ci prova due volte e trova in traiettoria, davanti alla porta, Burdisso e Tachtsidis a salvare Stekelenburg. Miccoli prende la traversa su punizione al settimo, ma il meglio lo fa vedere al ventunesimo, con lo stop volante in posizione defilata e, quasi a centrocampo, con il lancio preciso, tagliando il campo, per Ilicic che, rientrando, mette seduto Castan e firma l’1 a 0. Kurtic, un minuto più tardi, prende il palo chiudendo di destro l’azione di Morganella sulla fascia.

L’ASSENZA DEL CENTRAVANTI – Con la nuova esclusione di Osvaldo, in campo solo nei secondi quarantacinque minuti, la Roma paga l’assenza di una prima punta. È Marquinho il giallorosso più pericoloso nel primo tempo. Il brasiliano, però, si pappa tre gol. Ha presto la palla del pari, su lancio di De Rossi che lo trova solo in area. Invece di aggiustarsi il pallone, tocca di testa sul fondo, con una conclusione inguardabile. Da destra è poi Florenzi a mandarlo al tiro in libertà a pochi metri dalla porta: liscio di destro. Tachtsidis, da sinistra, appoggia per Totti a centro area: come un rigore in movimento, ma il tiro è centrale e Sorrentino blocca in due tempi. Pochi secondi e il Palermo va sul 2 a 0 al trentacinquesimo: tunnel di Ilicic a Piris in area e appoggio in mezzo senza trovare l’opposizione di De Rossi. Miccoli, a digiuno dal 24 novembre, anticipa Burdisso e festeggia la sua ottava rete ai giallorossi. Lamela offre una nuova occasione a Marquinho: sinistro alto.

I DUE INNESTI –  Andreazzoli, dopo l’intervallo, corregge la Roma, anche se forse è tardi:dentro Pjanic e Osvaldo per Tachtsidis e Perrotta per il 3-4-3 con Florenzi a destra e Lamela più avanti sullo stesso lato. La chance migliore, su imbucata di De Rossi che nella ripresa si piazza davanti alla difesa, è di nuovo per Marquinho: sinistro che scavalca Sorrentino ma così lento che permette a Von Bergen di intercettare. Pjanic porta qualità, Osvaldo, invece, scalcia da terra Munoz e, prendendo il giallo, perde pure lui il derby. Sorrentino è bravo respingere il destro a giro, dopo fuga, del centravanti che non fa centro da due mesi. La Roma ha bisogno dei suoi gol, anche perché Destro non è pronto. Riavrà l’italoargentino solo dopo la sfida contro la Lazio. Per il finale di stagione che, comunque, è ancora tutto da scrivere.

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