5-5-5 L’ANALISI TATTICA Cavani: classe e generosità per piegare Zeman

5-5-5 L’Analisi tattica

Anno nuovo, vecchia Roma: doveva essere la famosa ‘partita della vita’, lo scontro diretto decisivo per prendersi la terza piazza, visti gli stop inaspettati di tutte le dirette concorrenti (Lazio esclusa). Invece, come nella storia della Roma spesso accade, il risultato è stato negativo, magari un po’ bugiardo, ma torna a casa a mani vuote. 7 sconfitte al termine del girone d’andata, 2 di queste, contro le rose più accreditate ad inizio anno – Juventus e Napoli – terminate 4-1: numeri che andranno migliorati nei prossimi mesi, per cercare di raggiungere una piazza europea, che ad oggi manca.

JET LAG. A detta di società e tecnico non ha influito in alcun modo sulla gara il jet lag, ma tutti gli addetti ai lavori sanno che non può essere così. Indubbiamente la trasferta statiunitense ha sottoposto i giocatori ad un importante stress psico-fisico, difficile da recuperare in tempi così stretti. Insomma non si è perso per colpa del jet lag, ma sicuramente ha influito sulla freschezza fisica e mentale dei giocatori.

LE SCELTE. Undici quasi obbligato per mister Zeman contro il Napoli: confermato l’ormai titolare Goicoechea tra i pali, Burdisso schierato in difesa al fianco di Castan per sostituire Marquinhos, mentre a centrocampo Bradley vince il ballottaggio con Florenzi, davanti tocca a Destro, preferito ad Osvaldo, reduce dall’influenza. La squadra, a differenza della gara contro il Milan, sbaglia approccio, soffrendo subito il pressing degli uomini di Mazzarri, a quali la partita gira subito nel verso giusto, grazie alla rete segnata dopo 4 minuti. La Roma soffre particolarmente le due marcature a uomo scelte dal tecnico dei partenopei: Cavani su De Rossi e Zuniga su Lamela.

LE MARCATURE. Cavani non solo mette in grande difficoltà la retroguardia romanista costantemente, ma si ‘francobolla’ a De Rossi per 90 minuti, impedendogli di entrare nel vivo del gioco: classe e sacrificio, l’uruguagio, sebbene Mazzarri si arrabbi quando gli viene fatto notare, è la vera arma in più di un Napoli mediocre, bravo ad applicare il classico ‘catenaccio’. La velocità e l’esplosività di Zuniga sono servite per bloccare l’altro uomo in più dei giallorossi, ovvero Erik Lamela. L’argentino è stato seguito perfino nella sua metà campo dal terzino colombiano, che lo ha sovrastato in entrambe le fasi. Nelle rare occasioni in cui Zuniga veniva tagliato fuori è stato fondamentale il raddoppio di marcatura di Inler, tappabuchi della formazione azzurra.

LA DIFESA. Burdisso e Castan non sembrano aver mai trovato la giusta intesa, come mostrato anche nelle prime giornate di questo campionato: quando uno dei due gioca al fianco del giovane Marquinhos tutto gira nella giusta direzione, ma se il classe ’94 manca tornano alla luce i problemi della retroguardia giallorossa. Il primo goal di Cavani è l’esempio di questo mancato affiatamento: Castan tiene troppo arretrata la linea difensiva, senza accorciare gli spazi verso il centrocampo, lasciando troppo spazio tra la linee a Pandev. Ma quando il brasiliano decide di salire gli altri tre difensori romanisti hanno ormai perso il tempo, e lasciano Cavani in gioco.

Alla scarsa intesa tra i due centrali bisogna aggiungere che la scelta del portiere continua a sollevare dubbi: Stekelenburg ormai appare sul piede di partenza, il tutto per far spazio ad un estremo difensore mediocre come Goicoechea, i cui errori, come mostrato anche ieri, risultato decisivi. La partita con il Milan, ad oggi, rappresenta l’eccezione, mentre quella di ieri ci ha mostrato di nuovo l’insicuro numero 1 del derby, che non riesce a trasmettere tranquillità al reparto arretrato.

IL CENTROCAMPO. Buona la gara di Pjanic, che con un De Rossi marcato costantemente a uomo prende in mano le redini della squadra insieme a Totti, giocando praticamente da regista; il bosniaco, però, commette due falli evitabili, prendendo due gialli incontestabili, fatto che lo terrà lontano dal campo nella difficile trasferta catanese. Pessima, invece, la prestazione di Bradley, lento in fase di impostazione, nullo in quella che dovrebbe essere la sua migliore fase, cioè l’interdizione. L’americano anche in occasione della prima rete napoletana sbaglia i tempi di interdizione, lasciando così il via libera all’imbucata che lancia Pandev. Poco lucido sotto porta, dove, pur inserendosi bene, non riesce mai ad impensierire De Santis.

L’ATTEGGIAMENTO. Nel calcio moderno gli avversari vanno studiati, per poi interpretare la gara nel migliore dei modi. Zeman appartiene ad una scuola di pensiero secondo la quale non si cambia atteggiamento a seconda degli avversari, Mazzarri è, invece, seguace della corrente opposta. Il tecnico del Napoli ha studiato la Roma, giocato una gara brutta ma efficace, impostata sulle ripartenze, aiutato nel mantenere i suoi programmi anche dalla rete iniziare del suo bomber. L’allenatore toscano sapeva che la Roma difende con due uomini più De Rossi, e ha cercato, riuscendoci, di creare situazioni offensive di parità numerica, tagliando fuori i non velocissimi centrali giallorossi.

A cura di Luca Fatiga

 

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