CORRIERE DELLA SERA Bradley, il “marine” di Zeman: “Sto diventando completo”

Bradley

(G. Piacentini) – Ci sono stati alcuni giorni, durante il ritiro di Riscone, in cui Zeman sembrava più ombroso del solito. Erano i giorni in cui la trattativa per portare in giallorosso Michael Bradley si stava complicando a causa dei tanti rifiuti (Greco, Stoian, Brighi) da parte di calciatori giallorossi a trasferirsi al Chievo. Il volto del boemo tradiva una certa impazienza, i cui motivi stanno venendo alla luce con il passare delle settimane. L’americano, infatti, sta dimostrando di essere un calciatore importante per Zeman, che lo ha utilizzato in tutte le posizioni del centrocampo e spesso lo ha preferito anche a chi (De Rossi e Pjanic) partiva davanti a lui nelle gerarchie di inizio stagione.

«Ogni giorno – ha dichiarato a foxsports. com – sento che sto diventando un giocatore sempre più completo. Con Zeman sono migliorato sotto molti aspetti». Domenica tornerà da ex ad affrontare la squadra che lo ha fatto conoscere al calcio italiano, il Chievo, e le possibilità che lo faccia da titolare sono molto alte. Con lui intermedio al fianco di Tachtsidis e Florenzi la Roma sembra aver trovato equilibrio e ancora una volta il «marine » potrebbe essere preferito a De Rossi.

Ieri il vice capitano giallorosso ha interrotto l’allenamento per una botta al collo del piede destro, anche se le sue condizioni non destano particolare preoccupazione. Stesso discorso per Miralem Pjanic, che non è sceso in campo per un affaticamento muscolare al polpaccio sinistro: oggi dovrebbe tornare disponibile e parte avvantaggiato nei confronti di Lamela per una maglia al fianco di Totti e di uno tra Destro e Osvaldo. Una buona notizia ha raggiunto Alessio Romagnoli, che è stato convocato (insieme a Florenzi e all’e Primavera Matteo Politano)) da Devis Mangia per l’amichevole che l’Under 21 giocherà mercoledì 18 contro la rappresentativa della serie B. L’agente di Stekelenburg, infine, smentisce qualsiasi trattativa col Fulham per il suo assistito. «Sta bene a Roma». Fino a quando?

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