GAZZETTA DELLO SPORT Ecco chi è Castan. Personalità e vittorie per la Roma

Leandro Castan

(A.Pugliese) – Due mesi esatti. Sono quelli che ieri ha festeggiato Leandro Castandalla vittoria della Coppa Libertadores, quando il Corinthians (con doppietta di Emerson) ha superato 2-0 il Boca Juniors, alzando il trofeo più prestigioso del Sud America. Due mesi esatti fatti di rincorse, attese, fatica e soddisfazioni. Due mesi praticamente senza vacanze (poche, pochissime), in cui Castan è stato spesso al centro delle discussioni della gente giallorossa. Chi è? Come gioca? Quanto vale? Dopo la prova sufficiente con il Catania (dove il brasiliano si è comunque distinto per una «parata di faccia» su tiro di Barrientos), è arrivata la gara di San Siro. E, nonostante l’errore sul gol di Cassano, Leandro ne è uscito ampiamente promosso. E non solo per la scivolata con cui ha salvato il possibile 2-1 su conclusione di Guarin.

DUBBI Diciamoci la verità, la gente un po’ era dubbiosa sul suo conto. Perché Castan era stato offerto anche alla precedente gestione della Roma (quella marchiata Sensi) e da questa era stato rispedito immediatamente al mittente. E perché, comunque, come tutti i giocatori che cambiano ambiente, nazione, continente, anche lui ha (avrà) bisogno di un periodo fisiologico di ambientamento, personale e calcistico. Ci sta, è un fattore umano. Che Castan, però, sembra aver già assorbito molto bene. Dalla sua prima partita in giallorosso (Roma-Zaglebie Lubin 4-0, il 22 luglio scorso a Chicago), è stato un crescendo ed un adattamento sempre migliore. Ed i segnali positivi, per fortuna della Roma, non sembrano arrestarsi.

EFFICACIA  In effetti, Leandro non è uno di quei centrali che spiccano per bellezza estetica o classe sopraffina. Ma è efficace. E anche molto. Fisicamente prestante, ha una buona capacità nell’anticipo e anche una discreta personalità nel comandare la difesa. Certo, al suo fianco ha uno del «peso» di Nicolas Burdisso, che per esperienza e carisma aiuta e non poco. Ma quello che si era visto in precampionato, lo si è visto anche a Milano, con Leandro capace anche di uscire palla al piede dalla difesa e provare ad impostare. Sintomo, appunto, di personalità e di una crescente sicurezza. Non solo in se stesso, ma anche nei meccanismi di gioco e negli accoppiamenti di squadra. Adesso per Leandro arriva un poker di partite (Bologna, Cagliari, Sampdoria e Juventus) che è un banco di prova, ma anche un’ulteriore verifica. Se confermerà il trend di crescita, allora la Roma avrà una certezza in più. In attesa «dei due ragazzini che faranno il futuro giallorosso dei prossimi dieci anni», è un punto di partenza non di poco conto.

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