CORRIERE DELLO SPORT Daniele Conti: “Scusa Roma, noi dobbiamo vincere”

Daniele Conti

(A. Bassareo) – E’ la sua partita. Il pronome, però, vale soltanto per gli altri. Dopo tredici anni, tanti quanti ne ha finora trascorsi sulle rive del Golfo degli Angeli, le attese ha imparato a metabolizzarle. E’ attore suo malgrado, di un evento che oltre che per la classifica e per il prestigio, vale da una parte per i tifosi sardi che vedono in lui un emulo del Mito per eccellenza, Gigi Riva, che 40 e passa anni fa, fece una scelta precisa adottando ed essendo adottato dai sardi. Fatte le debite proporzioni  calcistiche, Daniele Conti umanamente ha scelto di essere sardo e questo, ai nati nell’Isola, basta e avanza. (…) Complici i gol che segna anche alla Roma. Ma Daniele non si sente nemico di Roma e della Roma. E’ un esemplare professionista, che fa il suo dovere. E che lo farà anche stavolta.

VERNISSAGE – Beh, non è esattamente così, o meglio contro qualsiasi squadra in campionato per il Cagliari sarà una “prima volta” a Is Arenas. Si spera, però, che sia l’ultima volta a porte chiuse: perché senza i tifosi non è bello. «La partita verrà giocata sul nostro campo, e di questo sono contento, però…» . Ferma un attimo la frase: il tono è calmo, pacato: l’età modula tutti i tempi, anche quelli delle chiacchierate quasi informali con i cronisti. Poi, Conti chiarisce: «Da capitano esprimo un pensiero condiviso da tutti i compagni, dico sinceramente che entrare nello stadio vuoto non è una bella cosa. Ciò non aiuta nessuno. Noi vogliamo i nostri tifosi vicini. Sono molto importanti per noi, ci danno la carica e del loro incoraggiamento è difficile farne a meno. Non sto facendo polemiche, dal momento che non giudico né entro nelle questioni burocratiche. Dico semplicemente ciò che pensiamo noi giocatori. Tutti ci auguriamo che questa situazione si risolva al più presto, lo speriamo perché del pubblico allo stadio abbiamo bisogno».

 

EVENTO CLOU – Ma davanti c’è la Roma, una ragionein più per… Interrompe quasi la domanda, Conti: «Che l’avversaria sia la Roma o un’altra squadra non cambia: è il vuoto sugli spalti che è brutto per noi. Probabilmente è preferibile piuttosto che dover andare a Trieste, ma è comunque qualcosa che non vediamo l’ora che si risolva. Se è possibile, ci auguriamo che chi può si metta una mano sulla coscienza, tenga in considerazione tutte questa cose e faccia in modo che arrivi al più presto la soluzione». Argomento chiuso così, per passare al calcio giocato e all’importanza dell’incontro di domenica e possiamo ricollegare quei fili che il calcio annoda e disfa due volte all’anno fra Conti e il suo passato remoto. «Sì, dall’altra parte del campo ci sarà la Roma, ma sarà una partita importante come contro tutte le altre squadre. A noi manca la vittoria, la vogliamo e contro i giallorossi la inseguiremo con decisione». Sembra fatto apposta, che capiti questa esigenza di vincere a tutti i costi, proprio stavolta. Ma Conti ci ha fatto il callo: «Daremo il massimo però, ripeto, come avremmo fatto contro qualsiasi altra avversaria, sperando di fare una grande prestazione e di uscire dal campo con i tre punti».

 

NON SI FIDA -Nella Roma potrebbero esserci assenze importanti«E’ una grande squadra anche perché ha un ottimo organico che garantisce sostituti importanti, ma in ogni caso gli assenti probabili o no della Roma, sono cose che non possono e non devono riguardare me. Io penso solo al Cagliari, a scendere in campo per fare bene, dare tutto e puntare alla vittoria». A dirigere i giallorossi dalla panchina c’è Zeman, un tecnico che Conti ben conosce. «E’ un grande allenatore, uno di quelli che lasciano il segno positivo nelle sue squadre. Con lui ho fatto il mio primo gol in serie A, l’unico con la maglia della Roma, e questo è un bel ricordo».


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