CORRIERE DELLO SPORT E Liedholm disse: “Scusate, c’è posto anche per me?”

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(R. Boccardelli) – Era l’anno dei mondiali/quelli dell’ottantadue/ BrunoConti da Nettuno era Pelè…Correva l’anno 1982 e c’era nell’aria qualcosa che profumava di buono, l’idea che tante cose si potessero realizzare in un’Italia in faticoso affrancamento dal terrorismo, in cui si poteva tornare ad uscire di sera nelle strade e nelle piazze. Un anno in cui poteva capitare che, riappiccicando i cocci del primo calcio-scommesse, la nazionale italiana vincesse i mondiali e che a Riscone di Brunico, il ritiro della Roma per antonomasia, un giovane giornalista trovasse per pura coincidenza di eventi una camera (accanto a quella di Liedholm) nell’albergo della Roma a Riscone, il mitico Hinterhuber vietato agli altri umani in quel periodo. […]

TRENT’ANNI FA – Ma in quell’estate dell’82, sì, proprio trent’anni fa, c’era nell’aria qualcosa di particolare. Quel gruppo di giocatori, guidati da Nils Liedholm avevano qualcosa di speciale, non solo sotto il profilo tecnico-atletico. A Riscone, provincia giallorossa di Roma, coi tifosi che ti uscivano dalle tasche, ci si allenava, si giocava, ci si divertiva con lo svedese più meridionale del secolo. Sul proverbiale tracciato di guerra nei boschi adiacenti l’hotel, tifosi come sul Mortirolo. Liedholm e Colucci al cronometro, Nela a stracciare i record fissati negli anni da Francesco Rocca; Pruzzo che si fermava dietro un albero nel settore non visibile, si fumava una sigaretta e ripassava al giro successivo facendo finta di niente.

MARAZICO – Intanto Falcao faceva passerella a New York con i primi scarpini bianchi in una partita-esibizione mentre Bruno Conti arrivava in Trentino coperto di gloria dal mondiale di Spagna. Per Marazico quel ritiro fu un firmare autografi a qualsiasi ora, passando la sera di locale in locale, discoteca in discoteca a ricevere premi, baci e abbracci perfino dai tifosi alto-atesini. Ma sul campo si lavorava sodo. Più di tutti Carletto Ancelotti che urlava di dolore quando il dottor Alicicco gli pressava il ginocchio operato con tutto il suo peso per fargli recuperare elasticità e funzionalità.

C’E’ POSTO PER ME? – La sera il Barone ordinava il coprifuoco. Tessari il suo guardiano. Dopo le undici tutti a dormire. Dopo le undici puntualmente le stanze si svuotavano e i giocatori della Roma li ritrovavi ovunque: discoteche, locali, «scampagnate» notturne. Ma Liedholm non dormiva mica! Usciva anche lui e una volta, ben oltre la mezzanotte affiancò a piedi un auto ferma un po’ in disparte con due giocatori (di cui non riveleremo mai il nome) e due ragazze. «Scusate, c’è posto anche per me?». La Roma perse 3-0 a Trento (Serie C) l’ultima amichevole di quel ritiro praticamente senza mai vedere il pallone. «Credo che il Trento farà un buon campionato» chiosò serafico lo svedese. E quell’avventura si chiuse all’insegna del buonumore, così come era cominciata. Perfino Di Bartolomei si lasciava andare in quel periodo a qualche sorriso in più. […]

GRAZIE FALCAO – Il divo Falcao tergiversò dall’altra parte del mondo e fiutando ripetute e sudore, non arrivò mai a Brunico. Così il giovane giornalista potè vivere fino in fondo quell’atmosfera unica, testimone della forza di un gruppo di uomini capaci di divertirsi ma anche di indirizzare consapevolmente il proprio destino. Di lì a pochi mesi quei ragazzi stradominarono il campionato portando alla Roma di Viola il secondo scudetto della storia giallorossa. […]

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