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IL MESSAGGERO. E’ LA ROMA BAMBINA

L'abbraccio tra Lamela e Borini dopo il goal

(U. Trani) –Aria di Primavera a Trigoria, anche se per la Capitale c’è di nuovo la neve in agguato. Perché la svolta di Luis Enrique non è solo tattica, ma sta diventando generazionale. La Roma che va in campo è sempre più under 21. (…) Contro il Catania di Montella, ex allenatore giallorosso (con i primi passi nelle giovanili), largo all’attacco dei pischelli: Lamela, 19 anni, Borini, 20, e Piscitella 18. Sono 57 anni in tutto, da non credere per la nostra serie A, conservatrice all’eccesso, soprattutto se guardiamo i grandi club (in provincia è sempre più facile vedere i ragazzini in campo). La partita lampo, per restare in corsa per il terzo posto da Champions, affidata alla meglio gioventù. Addirittura con un tridente inedito e dichiaramente offensivo: un centravanti e due ali, tanto che in fase offensiva Luis Enrique ha alzato Pjanic, 21 anni, da trequartista, per un sistema più spregiudicato (e vista l’età dei quattro, anche sfacciato) del solito: dal 4-3-3 al 4-2-1-3. Ma non c’è da stupirsi. Già prima dell’apertura della finestra di mercato di gennaio, l’asturiano era stato chiaro con Walter Sabatini, il diesse giallorosso che si occupa delle operazioni in entrata e in uscita: «Sono più tranquillo se lavoro con una rosa meno ampia. Perché mi dispiace non convocare tanti giocatori e non poter far crescere alcuni ragazzi della Primavera di Alberto De Rossi che a turno vorrei chiamare in prima squadra».

Parole che ha anche ripetuto in pubblico. In meno di un mese è stato accontentato. A parte l’acquisto del brasiliano Marquinho, 25 anni, per completare il centrocampo, Sabatini ha tesserato altri due giovani: l’uruguaiano Lopez, 18 anni, preso già in estate, e l’italoargentino, 17 anni, due attaccanti che sono a disposizione di De Rossi senior al torneo di Viareggio. In più ha bloccato per la prossima stagione il serbo Jankovic, 17 anni, centrocampista offensivo della Stella Rossa. Il ds, ascoltando Lucho, non solo ha ridotto l’organico, ma lo ha pure svecchiato: ceduti Pizarro, Borriello e Barusso che si sommano alle partenze di Okaka, Caprari e Antunes. (…)

In ritiro i primavera Viviani, Caprari e Verre, centrocampista di 17 anni, il più biccolo tra quelli aggregati in prima squadra. Caprari, svezzato l’anno scorso, è stato subito titolare in Europa Leage. E anche Viviani e Verre hanno avuto spazio nella competizione continentale. Oggi la Roma risulta la formazione di serie A che ha fatto esordire più under 21, già 4, in serie A: Viviani, Piscitella, Lamela e Borini. Utilizzandone, comprese le coppe, ben 6: all’elenco vanno aggiunti Caprari (scheirato pure in campionato) e Verre. Tra i convocati, direttamente dalla Primavera, è finito anche il portiere Pigliacelli, 18 anni, per rimpiazzare uno dei tre portieri della prima squadra (a turno, tutt’e tre sono stati momentaneamente indisponibili nella prima fase della stagione). In gruppo si sono visti anche il centrocampista Ciciretti, 18 anni, e il centravanti ivoriano Tallo, 19 anni, anche loro impegnati in questi giorni con la Primavera a Viareggio. «Il nostro lavoro è questo» ha spiegato Alberto De Rossi, dopo la seconda partita di fila che Luis Enrique ha concesso a Piscitella. «Siamo felici di mettere i giovani a disposizione della prima squadra» ha aggiunto il papà di Daniele che sta diventando per l’asturiano quello che proprio Lucho è stato, sino all’anno scorso quando era sulla panchina del Barça B, per Guardiola.

Un istruttore tecnico-tattico di talenti. Luis Enrique si fida di De Rossi senior. Tanto che, mercoledì sera, per far giocare il diciottenne ha rinunciato a Bojan, 21 anni, il centravanti che proprio lui ha voluto portarsi dietro da Barcellona e che ieri ha chiesto spiegazioni all’asturiano.«Nessuno deve sentirsi sicuro del posto: io non lo garantisco mai ai miei calciatori. Utilizzo quello più utile per la gara che andiamo ad affrontare. Per questo ho fatto giocare Piscitella. Che non ha preso il posto di Bojan»

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