CORRIERE.IT. “Così un laziale si vendette agli zingari”

Gervasoni

Il racconto del “pentito”: il giocatore fu agganciato tramite Zamperini

Adesso l’indagine punta dritta sulla serie A. Le partite truccate del campionato di B e altre serie minori sono un capitolo di fatto concluso, l’inchiesta è ormai sigillata: gran parte degli indizi “gravi, precisi e concordanti” raccolti fino agli ordini d’arresto della settimana scorsa sono stati confermati dalle confessioni degli stessi indagati. Due in particolare, Filippo Carobbio e Carlo Gervasoni. E proprio quest’ultimo – difensore del Piacenza fino alla squalifica per cinque anni dell’agosto scorso, preludio alla detenzione non ancora revocata – ha fatto aprire il nuovo capitolo, indicando i nomi di calciatori e squadre della massima divisione. In particolare, tra le partite sospette dello scorso campionato, Gervasoni ha riferito di due giocate dalla Lazio, alla penultima e ultima giornata del campionato scorso, finite con l’identico risultato finale: 4-2 in favore dei biancazzurri. Si tratta di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, disputate il 14 e il 22 maggio di quest’anno. Nell’interrogatorio davanti al giudice dell’indagine preliminare che ne ha ordinato l’arresto, il giocatore squalificato ha parlato a lungo dei suoi rapporti con lo «zingaro» Almir Gegic, serbo residente in Svizzera, considerato uno dei principali esponenti dell’organizzazione internazionale con base a Singapore che guadagnava milioni di euro col calcioscommesse in tutto il mondo, tuttora latitante per la giustizia italiana. Proprio Gegic, secondo Gervasoni, aveva intenzione di contattare dei giocatori della Lazio per convincerli a combinare i risultati di alcune partite; e ci sarebbe riuscito, almeno in quelle due occasioni di fine campionato. Che hanno in comune un’altra peculiarità: in entrambi i casi i primi tempi s’erano conclusi in parità, Lazio-Genoa 1-1 e Lecce-Lazio 2-2. Il tramite dello «zingaro» per arrivare ai laziali sarebbe stato Alessandro Zamperini, difensore cresciuto nel settore giovanile di quella società, transitato dalla Roma nella stagione 2000-2001, poi emigrato in Inghilterra e quindi tornato in Italia con le maglie di Modena, Chievo e altre squadre di B. Pure Zamperini è in carcere, e da lui si attendono eventuali conferme alle dichiarazioni di Gervasoni. Il quale ha precisato che proprio grazie a Zamperini Gegic sarebbe riuscito ad avvicinare un giocatore della Lazio che l’avrebbe aiutato a realizzare la combinazione delle due partite. Gli accertamenti della polizia sono stati appena avviati, ma un paio di possibili riscontri ai sospetti che gravano sui due incontri sono già agli atti. Un’informativa del Servizio centrale del 1° novembre certifica che proprio il 14 maggio, giorno di Lazio-Genoa giocata alle ore 18, il telefonino 006597831578 in uso a Tan Seet Eng, il singaporiano accusato di essere a capo dell’organizzazione internazionale clandestina, entrò in contatto con altri due cellulari intestati a uno slovacco e a un thailandese che a fine mattinata e nel primo pomeriggio si trovavano a Formello, dove c’è il centro sportivo della Lazio, e nelle immediate vicinanze. La seconda conferma è citata nell’ordinanza che ha portato in carcere Gervasoni e gli altri indagati arrestati. Alla vigilia dell’incontro Lecce-Lazio, nell’albergo del Salento dov’era in ritiro la squadra di casa ha alloggiato il macedone Hristyan Ilievsky, un altro esponente di spicco del gruppo degli «zingari», ufficialmente ricercato dalla settimana scorsa. E tre giorni prima, sempre nello stesso hotel, ha dormito Zamperini, indicato da Gervasoni come il tramite fra Gegic e il calciatore della Lazio che avrebbe collaborato alla combinazione dei risultati. Il fatto di affittare delle camere negli stessi alberghi utilizzati dalle squadre o dai singoli giocatori alla vigilia degli incontri truccati è uno degli elementi ricorrenti nell’indagine che hanno fatto da riscontro agli altri indizi derivanti da testimonianze e intercettazioni telefoniche. Difficile considerarle solo delle casuali coincidenze quando diventano una costante; per inquirenti e investigatori si tratta piuttosto di un modus operandi dell’associazione criminale. E Zamperini, che non aveva apparenti motivi di dormire nell’hotel di Lecce in prossimità dell’arrivo dei calciatori e degli «zingari» coinvolti nel giro delle scommesse, è lo stesso che agganciò il collega del Gubbio Simone Farina, il quale rifiutò di partecipare all’imbroglio. Non a caso Zamperini è stato riascoltato ieri dal pubblico ministero, subito dopo Gervasoni. A Farina, col quale aveva militato per un anno nella Roma Primavera, s’era ripresentato dopo un lungo silenzio la sera del 26 settembre scorso, con un messaggio telefonico: «Come stai bestia? Sono Zampe». L’indomani s’incontrarono a Gubbio, dove Zamperini arrivò a bordo di una Porsche bianca modello Carrera 4S, completa di alettone. Il resto l’ha raccontato Farina nel verbale in cui ha denunciato il tentativo di corruzione: «Mi riferiva di avere conosciuto alcune persone che disponevano di un sacco di soldi. Che tali persone facevano capo a un soggetto indonesiano il quale, tramite un altro soggetto macedone, sarebbe stato disponibile a consegnarmi la somma di duecentomila euro affinché perdessi la partita di Coppa Italia con il Cesena, prevista per il 30 novembre…». Oltre a Zamperini e al giocatore della Lazio che tramite quest’ultimo avrebbe partecipato alla combine delle ultime due gare del campionato scorso, Gervasoni ha indicato davanti al gip altri due giocatori che militano o hanno militato in serie A e avrebbero accettato l’offerta di alterare i risultati delle partite. E ha allungato la lista di quelli che giocano in serie B o in altri campionati minori. Per sua stessa ammissione, il difensore ha contribuito a truccare gli incontri di ogni squadra in cui ha giocato, dall’AlbinoLeffe al Mantova, dalla Cremonese al Piacenza. L’inizio risale al campionato cadetto 2008-2009, quando lui era in forza all’AlbinoLeffe e quando entrò in contatto la prima volta con Almir Gegic, presentatogli da Matteo Gritti, portiere che ora milita nella serie A svizzera con la maglia del Bellinzona. Tra i calciatori coinvolti nelle combine , Gervasoni ne ha citati alcuni che hanno giocato con il Chievo Verona e altri nel Novara, responsabili della sconfitta della propria squadra per 3-0 nella sfida di Coppa Italia del 30 novembre 2010 proprio con i veronesi.

Fonte: Corriere.it

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