CORRIERE DELLO SPORT. Chance Borini. Taddei è pronto

Fabio Borini

(R.Maida) A Fiumicino, subito dopo la discesa dal pullman, i tifosi gli chiedono il bis. Erik Lamela, che visto da vicino è ancora più giovane, si presta alle foto e risponde: « Speriamo di fare un altro gol ». Prima di tutto però spera di giocare, perché come al solito Luis Enrique non ha fatto capire nulla ai giocatori della formazione che ha studiato per Genoa-Roma. I dubbi sono tanti, in tutti i reparti, a maggior ragione perché l’allenatore è condizionato da due elementi: 1) il Genoa ha riposato un giorno in più avendo giocato sabato; 2) tra tre giorni c’è Roma-Milan, una partita che nell’immaginario collettivo ha un peso maggiore.

HEINZE-TADDEI -In difesa i cambi rispetto alla partita con il Palermo dovrebbero essere due, se non tre. Heinze è favorito per riprendere un posto da titolare accanto a Burdisso, con Juan in panchina e Kjaer a casa per un affaticamento muscolare. Taddei invece ha sensazioni positive per il ruolo di esterno sinistro: finora ha giocato (abbastanza bene) soltanto a Milano contro l’Inter, quando Josè Angel era squalificato, ma le indiscrezioni di Trigoria portano a pensare che stavolta possa essere scelto lui. A destra, considerando le assenze di Rosi e Cicinho, la logica consiglia di puntare ancora su Cassetti. Anche se gli ultimissimi test hanno ripetuto che in quel ruolo, Perrotta vale il compagno. Quindi, anche qui può starci la novità.
IN MEZZO -Il punto è che Perrotta serve anche a centrocampo, perché Pizarro non è al massimo e non ha ancora nelle gambe tre partite in una settimana. E allora, nel progetto di conferma di De Rossi e Gago, con Pjanic costretto ancora allo stop, il terzo uomo potrebbe essere proprio Perrotta. Sempre che Luis Enrique, che per la prima volta ha convocato Greco scegliendo di rinunciare a Simplicio, non decida di sorprendere schierando il ventiquattresimo giocatore in otto giornate di campionato.
NEBBIA -E’ ancora più difficile entrare nella testa dell’allenatore per quanto riguarda l’attacco. Dando per scontata la conferma di Lamela, che è l’unico trequartista disponibile con Totti e Pjanic out, ci si può basare sui precedenti e sul suo concetto di rosa: gli insostituibili giocano sempre; gli altri ruotano con frequenza e casualità, tipo le palline del bingo.

Siccome Osvaldo fa parte della prima categoria, magari Luis Enrique non rinuncerà a lui nemmeno a Marassi; siccome Borini ha saltato integralmente due partite di fila, stavolta potrebbe giocare dall’inizio, come è successo a Milano e a Parma, nelle altre occasioni in cui la Roma non ha giocato all’Olimpico. Bojan, tra l’altro, ha dimostrato di essere molto incisivo quando entra nel secondo tempo: con Parma e Palermo è stato molto pericoloso. La formula può essere riproposta. Invece Borriello, per il discorso delle rotazioni, ha già avuto domenica la sua occasione e contro i vecchi compagni partirà dalla panchina. 

MERCOLEDI’ –Non aiuta invece il ricordo del primo turno infrasettimanale, contro il Siena. Perché allora si giocò di giovedì, cinque giorni dopo un anticipo del sabato. In quella situazione, Luis Enrique fece solo tre cambi: Lobont per Stekelenburg (obbligato), Josè Angel per Taddei (rientro dalla squalifica), Borriello per Borini. Stasera vedremo più novità. Forse.
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