Gazzetta dello Sport Roma, Perotti balla tra tango e Barça

Perotti

Il Camp Nou il 4 aprile ospiterà la sfida di andata dei quarti di finale della Champions League tra Barcellona e Roma.  Perotti il Barcellona lo ha già incontrato sei volte (raccogliendo due vittorie, un pareggio e tre sconfitte). Non tante, è vero, considerando che con la prima squadra del Siviglia ha giocato sei stagioni. Ma quanto basta per sapere davvero di che cosa si tratta. E se poi non dovesse ricordarselo bene, ci penseranno i vari Piqué, Jordi Alba ed Iniesta a ricordarglielo.

Avversari, domani in nazionale e la prossima settimana in Champions. «Con l’Italia abbiamo giocato bene, contro una squadra molto forte che sta cercando di rialzarsi dalla delusione dell’esclusione dal Mondiale – ha detto venerdì sera Diego a Manchester, nella pancia dell’Ethiad –. È stata una buona partita, dove mi è piaciuto l’atteggiamento e l’entusiasmo dei ragazzi che hanno debuttato».

Non lui, che in Nazionale aveva debuttato addirittura il 14 novembre 2009, guarda caso proprio contro la Spagna e proprio a Madrid, anche se al Vicente Calderon, il vecchio stadio dell’Atletico, quello che fino allo scorso anno ne ha scritto un pezzo di storia. Coincidenze? Forse, anche se Diego crede che sia più il destino. E pazienza se da quella partita poi ha giocato solo altre 4 volte con la Selección (compresa la sfida di venerdì con l’Italia, dove Sampaoli è rimasto favorevolmente colpito dalla sua prestazione).

Riaffacciatosi in nazionale lo scorso novembre dopo una pausa di sei anni – scrive la Gazzetta dello Sport -, adesso vuole metterci tutto se stesso per realizzare un sogno, quello del Mondiale. «Mi godo il momento, so che non sarà facile arrivarci perché ci sono tanti giocatori forti– ha detto giorni fa al Clarin – Ma combatterò fino alla fine per esserci, di certo non sprecherò l’occasione di queste due amichevoli».

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