Il Messaggero Roma, un trio leggero per tre punti pesanti

(A. Angeloni) Doveva essere la partita scudetto, o quantomeno della speranza scudetto. E’ e sarà, invece, l’incontro per conquistare una buona parte del secondo posto, che porta (tanti) soldi ma poca gloria per la gente. Sarà anche l’occasione per evitare festeggiamenti avversari all’Olimpico: ne abbiamo visti in abbondanza. Basta per ora. Giocare contro la Juve, senza Strootman, senza Dzeko e con un Nainggolan tutto da recuperare, non sarà semplice. Al contrario, se proprio si vuole cogliere il lato positivo, la Juve verrà all’Olimpico con la testa alla finale di Cardiff appena conquistata e a tre giorni dalla sfida con la la Lazio per la finale di Coppa Italia. E’ più importante il triplete o festeggiare lo scudetto all’Olimpico anziché sette giorni dopo allo Stadium? Dici, ma la Juve non ti regala niente. E va bene, allora inutile aspettare regali, la partita è da vincere, nonostante i cerotti. Spalletti ha la possibilità (forzata) di ricorrere alla vecchia Roma, che lo scorso anno ha effettuato una incredibile rimonta in classifica (finita terza) e giocando pure molto bene, spessissimo schierata senza il suo attuale bomber, Dzeko. Non era un vero e proprio 4-2-3-1, ma era un qualcosa di simile al 4-3-3 o al 4-3-1-2, c’erano tre attaccanti mobili là davanti: El Shaarawy a sinistra, Salah a destra e Perotti nove finto, un trio da 24 gol in un girone, 8, più 9, più 7. Nainggolan andava su e giù come al solito, il centrocampo era difeso da De Rossi (o Keita) e la mente pensante era Pjanic. Tutto funzionava alla perfezione. Se Lucio per domenica recupererà il Ninja, più o meno rivedremo la squadra dello scorso anno, almeno come idea tattica. Ma Nainggolan recupera?

NINJA E I BIANCONERI Ad oggi è difficile. Se ieri chiamavi Trigoria ti rispondevano che era più fuori che dentro, anche se nessuno aveva e ha perso le speranze di rivederlo in campo contro la Juve, sua nemica odiatissima. Ed è Radja per primo a non volere saltare l’appuntamento. In questo caso Nainggolan si andrebbe ad aggiungere a De Rossi e Paredes, con quest’ultimo nella veste del Pjanic dello scorso anno. Pjanic che sarà avversario di tutti, ma non nemico di tutti i giocatori della Roma. Il problema serio si consuma nel caso in cui Nainggolan non dovesse recuperare. In questo caso più facile prevedere un Grenier in mezzo al campo. O come ipotesi ultima il ritorno alla difesa a tre: Peres e Emerson esterni, De Rossi e Paredes centrali, Grenier (o Perotti) trequartista dietro Salah ed El Shaarawy (o Perotti). Ah, poi c’è sempre Totti. Che un posto, anche a partita in corso, potrebbe trovarlo.

TONI E FULMINI In tutto questo, torna a disposizione Toni Ruediger dopo aver scontato con il Milan la squalifica post derby. Il tedesco è finito dentro un classico caso di mercato. Eccolo: Alexander Bergweiler, uno degli agenti del difensore della Roma, ha parlato al portale tematico nerazzurro (fcinter1908.it). «Confermo che c’è un’importantissima offerta dell’Inter. Ogni valutazione da parte della Roma e di Toni verrà fatta in estate. Con Spalletti all’Inter? Abbiamo sentito questi rumors…». La Roma, attraverso i suoi canali, ha chiamato in causa Sahr Senesie, fratello e procuratore di Antonio Ruediger che ha precisato: «Sono l’unica persona che può parlare pubblicamente del futuro di Antonio, che è felice alla Roma e con la quale ha un contratto fino al 2020. Questa persona che ha parlato a suo nome non collabora più con me e non è autorizzata a parlare a nome di Antonio». Si comincia alla grande, ed è sempre calciomercato, dicono quelli bravi.

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