GAZZETTA DELLO SPORT La guerra al Mondiale

Scontri Brasile
Scontri Brasile

(L. Calamai) – Sono i black bloc a dichiarare guerra al Mondiale. Passamontagna nero e soliti metodi da guerriglia urbana. Sono alcune centinaia e si infiltrano nelle cinque manifestazioni di protesta in programma prima di Brasile- Croazia. Alla stazione Carrao, dove sono riuniti alcune migliaia di manifestanti, riescono a trasformare un’assemblea pacifica in un campo di battaglia. Danno fuoco ad alcune sedie e a dei cassonetti. La polizia reagisce con lanci di lacrimogeni e pallottole di gomma. Ci sono anche un paio di assalti che provocano una decina di feriti, e tra questi due inviati della Cnn. Shasta Darlington viene ricoverata in ospedale con una sospetta frattura al braccio sinistro e la producer Barbara Arvanitidis viene graffiata da alcune schegge di vetro. Nel giro di un’ora le forze dell’ordine riescono a isolare i black bloc e, dato importante, dalle finestre delle abitazioni sono molti ad applaudire l’operato della polizia. E questa sarà una costante di questo giovedì ad alta tensione. Da una parte gli uomini in nero e dall’altra tanta gente, sicuramente la stragrande maggioranza, che pretende di non mescolare, in questo momento, rivendicazioni sociali e politiche con il pallone. In serata il ministero degli Esteri italiano ha invitato con un messaggio i cronisti alla massima attenzione: «Manifestazioni e scontri in zona Est, evitare l’area. Massima cautela per chi si reca allo stadio».

Festa e agenti Il 12 giugno in Brasile è la festa di San Valentino. E, stavolta, è anche il giorno del debutto della Selecao di Felipao e Neymar. Dopo tanta freddezza appaiono finalmente le bandiere verdeoro alle finestre dei palazzi. Gli interventi del governo hanno dato qualche risultato. Il sindacato dei senzatetto ha sospeso le manifestazioni di protesta e la metropolitana è aperta dopo la tregua raggiunta con la presidente Dilma Rousseff. Ma è impossibile voltare pagina del tutto. Le forze dell’ordine (5.000 agenti operativi con un battaglione dei corpi speciali dell’esercito) hanno blindato fin dalle cinque del mattino tutta l’area del nuovo stadio del Corinthians, per una circonferenza di quasi tre chilometri. Chi è senza biglietto viene rispedito indietro, senza margine di trattativa. Anche i pullman dei giornalisti vengono bloccati per un controllo accurato degli accrediti. I black bloc intervengono a tutte le manifestazione provocando i responsabili: «Avete chiamato il popolo in piazza e ora lo tradite». E colpiscono in vari angoli della città.

Azioni e reazioni Tre molotov vengono scagliate contro un edificio governativo. Non ci sono feriti ma si sviluppa un incendio che viene subito circoscritto da quattro mezzi dei vigili del fuoco. Davanti alla metro di Tatuape vengono, invece, assalite due auto, una delle quali e dell’azienda telefonica Vivo. Finestrini rotti, carrozzeria ammaccata, ma niente feriti. La polizia, però, decide di chiudere due stazioni della metropolitana: Tatuapa e Carrao. E, soprattutto, vengono ulteriormente blindati gli accessi alla tangenziale che porta all’Arena Corinthians. Un centinaio di black bloc provano a sfondare in un paio di punti ma senza risultato. La parte «sana» dei manifestanti continua invece a chiedere al governo di impegnarsi, appena finito il Mondiale, per dirottare ogni investimento sulla costruzione di scuole, ospedali, infrastrutture di necessità comune. Vorrebbero anche che fosse effettuato un minuto di silenzio prima di Brasile- Croazia per gli operai morti durante la costruzione dei nuovi stadi. Richiesta che cade nel vuoto. Ma la tregua tiene. All’inizio della cerimonia d’apertura la Polizia Militare informa che sono state fermate soltanto tre persone: due per danni al patrimonio pubblico e uno per lancio di molotov. E intorno allo stadio non ci sono i cinquantamila manifestanti che erano stati ipotizzati nei momenti più caldi dello scontro governo-contestatori, ma soltanto tifosi verdeoro con le immagini di Neymar e Felipao Scolari. Cortei anti-Mondiale si sono svolti in altre città del Brasile. Il più importante, un migliaio di persone, è andato in scena a Rio De Janeiro. Anche in questo caso la polizia è dovuta intervenire solo per disperdere un gruppo di black bloc. Quindi gas lacrimogeni e pallottole di gomma. L’arbitro giapponese Nishimura fischia il via al Mondiale. E, per fortuna, intorno all’Arena Corinthians non ci sono né lacrimogeni, né assalti. E questa è già una grande vittoria.

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