AS ROMA Tor di Valle, anche Malagò segue i passi

Malagò

Mancano ormai poche ore al D-Day. Domani alle ore 11 tutto il mondo giallorosso e non solo, avrà gli occhi e le orecchie puntate sulla sala della Protomoteca in Campidoglio: circa quattrocento invitati tra istituzioni, imprenditori, vip e amici degli amici, tra cui Paulo Roberto Falcao, come ricorda oggi il Corriere dello Sport. E’ in questo scenario che Pallotta presenterà l’agognato progetto dello stadio di proprietà della Roma, in una mattinata che contiene dettagli ancora segretissimi. Ci sarà ovviamente anche l’architetto Dan Meis, che ha parlato dello stadio come della «casa di Francesco Totti».

Naturalmente il progetto è soltanto il primo passo verso la posa dei mattoni, che è subordinata alla risoluzione di alcuni ostacoli: servono molti soldi per adattare l’area di Tor di Valle alle esigenze di uno stadio di calcio.

Dal rifacimento della linea ferroviaria Roma-Ostia, che sarebbe trasformata in una metropolitana di superficie, agli svincoli da costruire sull’autostrada Roma-Fiumicino ed eventualmente sul Raccordo Anulare. Senza contare il polo commerciale che la proprietà americana vorrebbe creare nell’area dell’ippodromo.

E’ un investimento, come svelato dal sindaco Ignazio Marino, da circa un miliardo di euro.«Ci piacerebbe essere coinvolti nel progetto come advisor – ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò – progetto verso il quale siamo superfavorevoli».

Pallotta nelle prossime ore incontrerà anche i rappresentanti di Unicredit, la banca che è ancora socio di minoranza della Roma. Si discuterà del possibile ingresso come partner del socio cinese, Chen Feng, ma anche della compravendita del terreno di Tor di Valle, che potrà essere perfezionata dal costruttore Luca Parnasi soltanto dopo l’udienza di giovedì al tribunale fallimentare. Parnasi, con cui la Roma ha già stipulato l’accordo che è stato presentato in pompa magna in Florida più di un anno fa, dovrà presentare le garanzie economiche per evitare la bancarotta della società che appartiene al venditore del terreno stesso, Gaetano Papalia: ballano 42 milioni di euro ma da Unicredit garantiscono che tutto sia già stato sostanzialmente risolto. Mancherebbe solo il sì del tribunale.

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