IL MESSAGGERO “Figc troppo tenera”

J. Blatter

(A.Angeloni) –Troppo tenera la Figc. Incapace di prendere provvedimenti seri verso i militanti del razzismo. I buu buu di San Siro costano alla Roma «solo» cinquanta mila euro e il presidente della Fifa, Joseph Blatter si infuria. Twitta, comunica attraverso organi istituzionali, insomma se la prende con il Palazzo di via Allegri in Roma. «Penso non abbiamo imparato la lezione», dice Blatter in un’intervista a Fifa.com.

Una lezione che lui, insieme con la Fifa e l’Uefa, stanno dando da un bel po’, vedi convegno di Ginevra il 21 marzo scorso, giornata mondiale contro le discriminazioni razziali che ha visto protagonista Prince Boateng davanti anche all’Onu. «È incredibile – ancora Blatter – che dobbiamo vedere tali incidenti soprattutto nella serie A e anche a San Siro tra Milan e Roma, in una gara così importante. L’arbitro ha dovuto interrompere il gioco per alcuni minuti per imporre la calma: è una pessima notizia proprio adesso che siamo impegnati in questo gruppo di lavoro contro il razzismo. Entro un paio di settimane celebreremo il nostro Congresso Fifa, e cercheremo di trovare una risoluzione che sia vincolante per tutti».

Si attendono prese di posizioni più forti, come sospensione della partita, squalifica del campo etc etc. Cose di cui si parla da tempo. «Ciò che mi sorprende e non capisco è che la Disciplinare ha preso una decisione infliggendo solo un’ammenda e senza aprire un’indagine. Solo una pena pecuniaria non è accettabile. Loro troveranno sempre i soldi. Cosa sono cinquantamila euro per un simile incidente? Non sono contento e chiamerò la Figc». E Abete risponderà. Dicendo che anche in altri casi in Italia è stata data una multa, vedi – esempio su tutti – alla Juve per i cori juventini sempre contro Balotelli. «Nella risoluzione saranno previste delle sanzioni e dovranno essere applicate in tutto il mondo. Guardo avanti a questo traguardo e spero non ci siano altri incidenti fino al 30 maggio quando discuteremo di questo».

ABETE REPLICA

«Già a fine marzo la Uefa ha individuato nel razzismo e nelle scommesse gli argomenti base dell’Esecutivo. È stato deciso di modificare il quadro normativo inserendo la norma della chiusura parziale, e in seconda battuta totale, dello stadio. La Figc è stata tra i promotori di questa iniziativa in sede Uefa e abbiamo annunciato che avremmo modificato il nostro codice di giustizia sportiva a partire dalla stagione 2013/2014. Le nostre norme, peraltro, già prevedono la sospensione delle partite e i punti di penalizzazione in caso di episodi di razzismo, norme che siamo decisi a rinforzare ulteriormente», parole di Abete a ‘Novanta Minuti” di Rai Sport. La Figc conferma di essere in linea con la Uefa. « Le multe? Diventano una modalità che non risolvono il problema», aveva detto nei giorni scorsi il presidente federale.

IL CONI NON CI STA

Il numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò, fa suo il rimprovero di Blatter e rilancia. «È sempre antipatico farsi dare un cartellino dall’esterno e dall’estero, però il presidente della Fifa ha il polso della situazione e sa quanto il nostro calcio sia stato protagonista di episodi in negativo. Non bisogna lamentarsi di quello che dice Blatter ma fare in modo che non ce lo dica più».

FABIO LO STRANIERO

L’Italia «deve imparare dall’Inghilterra dove sono state prese delle decisioni molto dure e dalla Spagna». A parlare è un italiano «straniero», Fabio Capello, evidentemente d’accordo con Blatter sulla necessità di inasprire le pene. «Il problema nasce dagli ultrà, come sempre. È una lotta che io cerco di portare avanti da anni. La giustizia ordinaria prende poche decisioni».

L’AMBASCIATORE BOA

Molto blatteriano il pensiero di Boateng, protagonista della fuga dal campo a Busto Arsizio lo scorso 3 gennaio per protesta contro i tifosi della Pro Patria che lo stavano insultando.«Nessuna tolleranza. La multa è poco, mi dispiace per la Roma ma è davvero poco. Quanto è successo domenica è davvero triste. Pensavo la partita si interrompesse definitivamente, invece solo per novanta secondi».

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